Guerra in Ucraina, perché aumentano le frizioni tra Zelensky e gli Usa

Stefano Grazioli
06/12/2023

Oltre allo stallo della controffensiva, i consigli sulla gestione del conflitto spesso sono stati ignorati da Kyiv. Mentre gli aiuti restano bloccati a causa delle fratture al Congresso. Tanto che il presidente ucraino ha dato forfait all'assemblea, pur consapevole che senza l'appoggio americano la guerra sarebbe persa. Lo scenario.

Guerra in Ucraina, perché aumentano le frizioni tra Zelensky e gli Usa

Che l’aria tra Kyiv e Washington fosse cambiata radicalmente non è certo una novità. Già lo scorso settembre, durante la sua ultima visita negli Usa, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky lo aveva capito dai suoi incontri alla Casa Bianca e al Congresso, con l’ala repubblicana molto fredda se non gelida. Il rapporto con lo stesso Joe Biden non è mai stato idilliaco, segnato da incomprensioni caratteriali e sostanziali, legate anche alla gestione del conflitto da parte di Zelensky e dei suoi collaboratori più stretti, sempre pronti ad accettare sostegno, ma sempre altrettanto pronti a fare di testa propria, senza ascoltare i consigli degli alleati.

Guerra in Ucraina, perché aumentano le frizioni tra Zelensky e gli Usa
Zelensky e la delegazione ucraina durante la visita a Eashington del settembre 2023 (Getty Images).

Il fallimento della controffensiva ucraina preoccupa Washington

A settembre la situazione sul terreno di guerra non era differente da quella odierna: allora erano passati circa quattro mesi dall’inizio della controffensiva, ora sei, ma i risultati e le prospettive erano chiare oggi come ieri. Zelensky ne ha preso atto all’inizio di dicembre, decretando l’inizio di una nuova fase della guerra, difensiva, costretto dalle evidenze. Gli Stati Uniti sono il principale sponsor politico, militare e finanziario dell’Ucraina e anche dal loro punto di vista le cose non vanno come devono andare, come scritto a chiare lettere dal Washington Post: Kyiv non ha raggiunto i risultati promessi, Mosca avanza sul campo e le sanzioni non l’hanno fermata, i problemi interni e le elezioni presidenziali del 2024 pesano indirettamente sull’andamento del conflitto. Da una parte Washington cerca di scaricare il barile su Kyiv, tra mala gestione militare e delle risorse fornite, con il problema della corruzione che in tempo di guerra si è rivelato ancora più preoccupante, proprio perché ha inciso sia su settore degli aiuti materiali che su quello del reclutamento; dall’altra però la linea poco definita alla Casa Bianca sulla finalità del sostegno all’Ucraina – cioè aiutare l’ex repubblica sovietica a fare cosa: solamente a difendersi? A contrattaccare? Per sconfiggere la Russia in casa propria e ottenere un cambio di regime al Cremlino? – ha fatto sì che i risultati siano quelli sono: insoddisfacenti, e pericolosi, per tutti.

Guerra in Ucraina, perché aumentano le frizioni tra Zelensky e gli Usa
Volodymyr Zelensky (Getty Images).

Il forfait di Zelensky al Congresso Usa e il pressing di Yermak

A Kyiv si spera che gli Stati Uniti non tirino del tutto il freno, il che comporterebbe probabilmente una sconfitta in tempi relativamente rapidi. Zelensky, la cui posizione è nota e chiara, al di là dell’aver bucato martedì 5 dicembre l’appuntamento dell’appello al Congresso americano perché non blocchi il supporto – l’approvazione del pacchetto da 106 miliardi di dollari chiesti da Biden per Ucraina, Israele e Taiwan è stato bloccato – ha sempre sostenuto che gli aiuti occidentali, statunitensi in particolare, sono essenziali perché l’Ucraina raggiunga i propri obiettivi: sconfiggere la Russia e recuperare i territori occupati, dal Donbass alla Crimea. Nella giornata di celebrazione delle forze armate ucraine, il 6 dicembre, il presidente ha pubblicato un video in cui dal centro della Capitale ringrazia chi ha combattuto e difeso la patria, per nove anni dal 2014 e durante i 651 giorni dall’inizio dell’invasione russa. «La vittoria è davanti a noi», ha detto Zelensky, mentre dall’altra parte dell’Oceano Andrei Yermak, potente capo dello staff presidenziale e braccio destro del capo dello Stato, ha ribadito che l’Ucraina rischia invece di perdere la guerra, se non ci saranno più aiuti militari dagli Stati Uniti. Yermak ha parlato da Washington, dove è in visita per la seconda volta in due settimane, proprio per seguire da vicino la situazione sul sostegno militare e finanziario e tenere il filo diretto con i più importanti alleati dello schieramento occidentale.

Il peso della campagna per le Presidenziali 2024 sul futuro dell’Ucraina

La frattura interna fra democratici e repubblicani è comunque ampia: se Biden ha definito folle l’eventuale mancato sostegno all’Ucraina e il segretario di Stato Antony Blinken ha affermato che così si aprirebbe il vaso di Pandora, a destra le opinioni sono diverse e anche su questo si gioca la corsa alla Casa Bianca. In definitiva il destino dell’Ucraina dipende da quanto gli Stati Uniti e gli alleati vorranno e potranno mettere sul piatto per aumentare la resistenza di Kyiv. Senza contare che anche la Russia ha comunque certi limiti, anche se le riserve, non solo di armi e tecnologie ma soprattutto di uomini, sono maggiori per potere reggere a lungo la guerra di logoramento.