Ucraina, il giallo delle dimissioni del comandante dell’esercito Valery Zaluzhny

Redazione
30/01/2024

La notizia diffusa il 29 gennaio è stata smentita ufficialmente dalla Bankova e dal ministero della Difesa. Eppure secondo altre versioni, Zelensky avrebbe invitato il generale con cui è in rotta da mesi a farsi da parte in cambio di un ruolo alternativo ottenendo però un netto rifiuto.

Ucraina, il giallo delle dimissioni del comandante dell’esercito Valery Zaluzhny

Alla fine le voci di dimissioni sono state smentite. Almeno in parte. Resta però un giallo l’addio poi rientrato del comandante delle forze armate ucraine Valery Zaluzhny. La sera di lunedì 29 gennaio, i media del Paese avevano rilanciato la notizia del suo passo indietro. Alcune fonti sostenevano addirittura che Volodymyr Zelensky avesse già firmato il decreto di dimissioni e nominato come nuovo comandante in capo Kirill Budanov, attuale numero uno dell’intelligence. Secondo altre versioni, invece, Zaluzhny sarebbe stato solo informato verbalmente della decisione del presidente che, convocandolo, gli avrebbe offerto una poltrona alternativa – si mormora quella di ambasciatore – ma il diretto interessato avrebbe rifiutato.

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Volodymyr Zelensky (Getty Images).

Le dimissioni di Zaluzhny? Secondo la versione ufficiale solo una fake news

La moltiplicazione incontrollata delle voci è stata bloccata a stretto giro dai funzionari della Bankova che hanno smentito tutto: quella delle dimissioni semplicemente era una fake news. Versione ribadita dal canale Telegram del ministero della Difesa: «Cari giornalisti, rispondiamo a tutti subito: no, non è vero». Una ulteriore conferma è arrivata dal portavoce di Zelensky Sergei Nikiforov che ha dichiarato: «Il presidente non ha licenziato Zaluzhny». Secondo fonti vicine alla leadership ucraina raccolte da Meduza non solo Zaluzhny resta dov’è ma non sono nemmeno previsti rimpasti nel prossimo futuro.

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Volodymyr Zelensky con Valery Zaluzhny (Getty Images).

L’incontro con Zelensky, l’offerta rifiutata e la foto su Fb

Una versione diversa l’ha data il sito Specchio della settimana: dopo aver sentito fonti vicine sia all’ufficio presidenziale sia a Zaluzhny, il giornale ha confermato che Zelensky ha invitato il generale a lasciare l’incarico durante l’incontro del 29 gennaio, ottenendo però un netto rifiuto. «È diritto del comandante in capo supremo decidere con chi lavorare», si sarebbe limitato a rispondere Zaluzhny manifestando però chiaramente l’intenzione di non voler abbandonare, almeno volontariamente, il posto. Inoltre, in cambio del “sacrificio” non gli è stato offerto, sempre secondo le fonti, «alcun ruolo adeguato» ma solo un posto da assistente o consigliere. Zaluzhny dal canto suo non ha commentato personalmente le voci sulle sue dimissioni. Sul suo profilo Facebook ha pubblicato solo una foto senza didascalia insieme al capo di stato maggiore Sergei Shaptala.

La rottura tra il presidente e il capo dell’esercito dopo le critiche sullo stallo al fronte

Le voci sul gelo tra Zelensky e Zaluzhny si rincorrono dallo scorso autunno. Dopo il fallimento della controffensiva ucraina, il generale in un‘intervista all‘Economist aveva ammesso che la guerra contro la Russia era piombata in vicolo cieco ed era destinata a durare ancora anni. Uno scenario duramente smentito da Zelensky che aveva duramente criticato le ingerenze dei militari in politica. Stando ai retroscena, il presidente da quel momento ha cominciato a bypassare Zaluzhny comunicando solo con altri generali. Ufficialmente però le notizie sul conflitto tra presidente e capo dell’esercito sono state o smentite o derubricate a tentativi di disinformazione del Cremlino.