Simona Anelli

Come fare urinocoltura

Come fare urinocoltura

Consigli per adottare degli accorgimenti minimi ma fondamentali per evitare qualsiasi contaminazione esterna

07 Giugno 2017 07.13

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L’urinocoltura è un esame microbiologico che si esegue su un campione di urina, prescritto dal medico qualora sospetti infezioni a carico delle vie urinarie.

Essa consente in pratica di rilevare la presenza di batteri responsabili di infezioni ed eventualmente di isolarli, grazie all’antibiogramma, il quale può dimostrarsi utile per scegliere il medicinale più idoneo all'eradicazione del patogeno.

Le infezioni delle vie urinarie sono comuni soprattutto nel sesso femminile, specie durante la gravidanza, mentre nella popolazione maschile prevalgono durante la senescenza.

L'urinocoltura è uno strumento diagnostico molto importante, ma proprio perché si ricercano microrganismi è fondamentale che il campione non venga contaminato con germi provenienti dall'esterno.

Piccoli accorgimenti da adottare per evitare la contaminazione:

  • Preparare il contenitore sterile per urine;
  • Lavare le mani con detergente ed i genitali esterni (preferibilmente solo con acqua);
  • Raccogliere la prima urina del mattino (senza aver assunto liquidi precedentemente), ma scartare il primo getto, per raccogliere solo quello intermedio;
  • Richiudere il contenitore con cura, evitando di toccarne l’interno, ed identificare il campione, apponendo l'etichetta sul contenitore;
  • Portare il campione in laboratorio appena possibile, così che venga analizzato entro due ore dalla raccolta.

Una volta ricevuto l’esito dell'urinocoltura e dell'antibiogramma, sarà il medico a scegliere il farmaco più idoneo e a consigliare la frequenza giornaliera e la durata della terapia.

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