Simona Anelli

Come farsi sponsorizzare

Come farsi sponsorizzare

Pianificazione e organizzazione sono le parole chiave per essere convincenti e vincenti

20 Giugno 2017 08.17

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Un’attività che si è appena affacciata sul mercato, o che ha già ingranato ma anela a diventare più grande, può aver bisogno di sponsor che contribuiscano alla sua crescita. Il mercato è grande ed è fatto di tanti pesci: come fare per non perdersi e perdere tempo? Con organizzazione pianificazione di ciascuna mossa.

A chi rivolgersi

Al primo posto tra le operazioni per farsi sponsorizzare c’è la selezione dei papabili sponsor. La lista può essere compilata scegliendo per affinità di settore o per connessione secondaria rispetto a ciò di cui ci si occupa. È il caso della Deutsche Bank e di Maserati che un paio di anni fa hanno preso parte in qualità di sponsor al "Swan Tour Trophy", un torneo di golf che ha avuto la sua finale in Egitto. Grande visibilità, turismo e clienti disposti a spendere a tutto vantaggio delle due compagnie e dell’evento. Punto cruciale: anticipare agli eventuali sponsor a cui ci si rivolge il guadagno che può derivare dall’essere sponsorizzati. Inizialmente meglio rivolgersi a enti piccoli che hanno meno richieste e possono dedicare più tempo per esaminare la proposta. 

Come e cosa presentare per farsi sponsorizzare

Inviare mail con richieste e presentazioni al cui interno ci siano dati concreti e oggettivi: numeri, proiezioni e guadagni che possono derivare da una eventuale collaborazione. Essere sintetici ed esaustivi nella presentazione di quelle che sono le proprie attività specificando quali saranno le modalità di lavoro. Il progetto deve essere chiaro e fare riferimento ad eventuali precedenti. Indicare quali saranno le occasioni in cui si potrà offrire e ricavare la giusta visibilità. In termini economici un buon suggerimento è di offrire agli sponsor diversi livelli di sponsorizzazione: quelli con maggiori affinità di settore avranno maggiore interesse a investire quote più alte di chi ha sì elementi in comune, ma secondari. Da evitare l’approccio a tappeto e inviare pacchetti personalizzati a cui far seguire una telefonata per assicurarsi che sia giunto a destinazione

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