Simona Anelli

Cosa fare se lei non vuole figli

Cosa fare se lei non vuole figli

Suggerimenti per convincerla ad allargare la famiglia

15 Luglio 2017 10.40

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Quando si costituisce un nucleo familiare talvolta si danno per scontate alcune cose, tra cui il desiderio di maternità paternità. Arriva un momento in cui uno dei due sente che è ora di allargare la famiglia e ne parla con il compagno/a. L’uomo, fin dai tempi della preistoria suppone che per natura ogni donna desideri diventare madre e anzi, spesso è proprio il sesso forte a fare resistenza. E quando è lei a non volere figli? Il concetto classico di “famiglia” è tutto da rivedere. 

Cosa spinge una donna a dire “no”

Le donne saranno anche sempre più carrieriste e “mobili”, come cantava Rigoletto, ma all’origine di un “no” ad avere figli ci sono diverse cause tutte ugualmente importanti. Ad esempio:

  1. la presenza ingombrante di una madre tuttofare. Alcune donne potrebbero non sentirsi all’altezza di un modello simile e ritengono di non avere tutte quelle qualità che farebbero di lei una buona “madre”.
  2. Il corpo che cambia e i problemi di salute connessi a una gravidanza. Portare in grembo un bambino cambia il corpo, le abitudini e talvolta comporta rischi.
  3. Esperienze negative precedenti come un aborto che scoraggia dal riprovare.

Quali i possibili rimedi

  • Dare fiducia e tenere aperto il dialogo. Provare a chiarire insieme quali siano le ragioni più profonde per non volere un figlio e offrirsi come supporto. 
  • Nessuna costrizione: talvolta è molto meglio aspettare, specie per una decisione così importante. 
  • Non portarla in visita da amici che hanno appena avuto il primo figlio, meglio se si tratta del secondo. Potrà vedere che si può gestire la situazione con serenità.
  • Mai citare il cosiddetto “orologio biologico” e non offrire come giustificazione “un figlio ti completa”, perché a prescindere dall’età una donna senza figli è pur sempre una  donna e come tale va rispettata.
  • Meglio non gravarla di responsabilità ulteriori o creare termini di paragone: “fallo per me o almeno per i tuoi genitori” e “guarda le tue amiche” non faranno altro che allontanare dall’obiettivo.

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