Le 20 domande per Netanyahu pubblicate da Haaretz

Redazione
12/10/2023

Perché non si dimette? Si sente responsabile del più grande massacro di ebrei dopo la Shoah? Cosa pensava quando ha formato un governo con ultra-nazionalisti che hanno umiliato i palestinesi? E, ancora: era stato avvertito dall'Egitto di un imminente attacco, perché non ha fatto nulla? Così il quotidiano israeliano mette con le spalle al muro il primo ministro.

Le 20 domande per Netanyahu pubblicate da Haaretz

Benjamin Netanyahu è considerato dalla stampa israeliana di quasi ogni colore politico il vero responsabile della guerra con Hamas. Da più parti lo si accusa di aver “nutrito” l’organizzazione, sdoganandola come interlocutrice privilegiata a scapito dell’Anp, di aver accettato di formare un governo con partiti ultranazionalisti e di estrema destra umiliando il popolo palestinese, e non ultimo di aver sottovalutato se non ignorato gli avvertimenti di un imminente attacco dalla Striscia di Gaza. La richiesta dei media davanti al disastro è una: dimissioni.

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Venti domande pubbliche al primo ministro pubblicate da Haaretz

Uri Misgav, giornalista di Haaretz, quotidiano progressista che in questi sei giorni ha picchiato duro sul primo ministro, il 12 ottobre ha pubblicato 20 domande che ricordano, sebbene lontanamente e con i dovuti distinguo, le 10 domande che Giuseppe D’Avanzo pose a Berlusconi su Repubblica nel 2009. Ricordando l’allergia di Bibi a rispondere ai media. Misgav comincia senza giri di parole chiedendo a Netanyahu in quale misura si senta responsabile del «più grande massacro inflitto al popolo ebraico e agli ebrei residenti nel paese dopo l’Olocausto». Il giornalista poi passa all’avvertimento lanciato dall‘intelligence egiziana su un imminente attacco da Gaza evidentemente sottovalutato dal governo. «Perché non ha fatto nulla per impedirlo?», è la domanda secca. E, ancora, cosa pensava mentre formava un governo con partiti ultra-nazionalisti e di ultra destra che hanno permesso alla coalizione di «umiliare» i palestinesi?

Le 20 domande per Netanyahu pubblicate da Haaretz
Il funerale di un soldato caduto negli scontro con Hamas (Getty Images).

Gli errori: dal dislocamento delle forze in Cisgiordania al silenzio con le famiglie degli ostaggi

Misgav poi arriva a uno dei punti più discussi: «Perché le forze principali della Divisione Gaza dell’esercito sono state trasferite alla vigilia dell’attacco in Cisgiordania, per proteggere i servizi di preghiera a Hawara, nella Tomba di Giuseppe e nella Tomba di Rachele?». A Netanyahu viene anche chiesto conto del rafforzamento di Hamas a Gaza. Ci si chiede anche perché il primo ministro non abbia ancora trovato il tempo di visitare i superstiti al massacro e i feriti, di parlare con le famiglie degli ostaggi, di partecipare ai funerali degli alti ufficiali caduti in battaglia. Vista la straordinaria mobilitazione non solo di militari ma anche di civili, il giornalista chiede a Netanyahu se per caso abbia intenzione di chiedere scusa a tutti coloro che ha attaccato in passato, soprattutto i manifestanti di sinistra. E come pensa di essere ricordato, lui che si era presentato come il protettore di Israele, dopo aver causato almeno 1.200 morti e più di un centinaio di ostaggi. Ma soprattutto che ne sarà della legge che esenta gli ultraortodossi dalla leva. Infine la domanda delle domande: Perché non si dimette e quando intende farlo? A cui è aggiunto un bonus sarcastico: «Come sono andate le vacanze nel Golan?».