La Francia sotto attacco per il sostegno ad Haftar in Libia

La Francia sotto attacco per il sostegno ad Haftar in Libia

12 Aprile 2019 05.30
Like me!

L'Ue trova a fatica una posizione comune sulla crisi in Libia, superando l'opposizione di una Francia sempre più sotto attacco e isolata sul tema a Bruxelles.

LEGGI ANCHE: Conte cerca la sponda di Merkel per una soluzione politica in Libia

Dopo un iniziale tira e molla, è passato un documento in cui si chiede lo stop a tutte le operazioni militari in Libia, sfumando il riferimento diretto al generale Khalifa Haftar, di cui Parigi è grande sponsor. Le autorità francesi si sono però affrettate a smentire l'ipotesi tramite una nota del portavoce del ministero degli Esteri: «Come i nostri partner, parliamo con tutte le parti del conflitto in Libia, al fine di ottenere un cessate il fuoco. Non siamo mai stati avvisati di un'offensiva su Tripoli, che abbiamo condannato sin dal suo inizio». La priorità della Francia, ha continuato il portavoce sono «la cessazione delle ostilità e la ripresa del dialogo, come anche il sostegno alla mediazione delle Nazioni Unite per rilanciare il processo politico». «Il presidente della Repubblica Emmanuel Macron», hanno ricordato ancora da Parigi, «ha parlato con il segretario generale Onu, Antonio Guterres, con il premier Fayez Sarraj e con il maresciallo Haftar per ricordare le nostre priorità».

LA RABBIA DELL'ITALIA E SALVINI CONTRO PARIGI

La linea dei francesi ha provocato in Italia la dura reazione di Matteo Salvini, e non solo, che ha avvertito: «Se giocano alla guerra, non starò a guardare. Io e altri colleghi stiamo cercando di puntare alla pace e al dialogo parlando con tutti». Che l'Eliseo stia cercando di tenere il piede in due scarpe – essere il punto di riferimento di Haftar in Europa e mantenere una linea comune con l'Ue – non è un segreto.

«EMISSARI DI HAFTAR A PARIGI PER L'OK ALL'OFFENSIVA»

Il 12 aprile, il quotidiano Repubblica ha fatto sapere di un viaggio di emissari di Haftar a Parigi nelle ore in cui è stata lanciata l'offensiva su Tripoli. Gli uomini del generale, forse addirittura il figlio Saddam, avrebbero sostanzialmente chiesto il via libera definitivo all'Eliseo per l'attacco. Notizie che confermano il ruolo di primo piano della Francia e che potrebbero mettere il presidente Emmanuel Macron in una posizione solitaria difficile da mantenere. Nel pieno dell'offensiva dell'uomo forte della Cirenaica per strappare Tripoli al premier Sarraj, la sera dell'11 aprile tra le diplomazie europee si è consumato un nuovo strappo. Parigi durante il Vertice Ue aveva bloccato il testo iniziale della dichiarazione in cui si chiedeva ad Haftar di fermarsi, proprio per il riferimento diretto della condanna al generale. Questa circostanza è stata smentita dal portavoce del ministero degli Esteri francese, ma Italia e Svezia hanno presentato alcuni emendamenti, sostenute anche da Germania, Regno Unito e Olanda, che hanno prodotto un nuovo documento, approvato infine dai 28.

SPARISCE IL NOME DI HAFTAR NELLA DICHIARAZIONE UE

Nel testo, si avverte che l'attacco lanciato dalla forze di Haftar «mette in pericolo civili e blocca il processo politico». Ma allo stesso tempo si chiede a «tutte le parti di fermare immediatamente le operazioni militari», quindi anche le milizie che fanno capo al governo di Tripoli. E soprattutto, non si nomina più Haftar, ma solo il suo esercito, l'Lna. Così Parigi può dare il via libera. L'insofferenza verso la partita libica dei francesi è condivisa nella maggioranza a Roma, ma c'è spazio per una polemica tra Lega e 5 Stelle.

SALVINI ALL'ATTACCO

Da una parte i toni aggressivi di Salvini: «Se qualcuno per business gioca a fare la guerra, con me ha trovato il ministro sbagliato, non starò a guardare». Dall'altra Di Maio che, pur associandosi alla richiesta di chiarimenti dalla Francia su Haftar, invoca calma all'alleato del Carroccio: «Sulla Libia non servono prove di forza o altro. È inutile che qualcuno faccia il duro o dica 'ci penso io'». Per concludere che «escludiamo ogni possibile intervento militare dell'Italia in Libia». Polemiche interne a parte, la posizione filo-Haftar della Francia (al fianco di Russia, Egitto, Arabia Saudita ed Emirati) ha creato non poche frizioni proprio con l'Italia, l'altro grande attore in Libia schierato apertamente con il governo riconosciuto dall'Onu. Il premier Conte, riferendo alla Camera, non ha nominato mai Parigi ma ha rilevato che la crisi in corso è «frutto di debolezze strutturali del contesto locale ma anche di influenze esterne che non sempre sono andate nella direzione della stabilizzazione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *