Haiti, via al riconteggio dei voti

Redazione
10/12/2010

Sulla scia dei disordini e dei morti di questi giorni, le autorità elettorali di Haiti hanno preso l’unica decisione in...

Sulla scia dei disordini e dei morti di questi giorni, le autorità elettorali di Haiti hanno preso l’unica decisione in grado di fermare i feroci scontri di piazza: il riconteggio dei voti delle presidenziali (guarda il video degli scontri).
Verrà creata «in tempi rapidi e in via eccezionale» una nuova commissione che controllerà i dati relativi ai risultati elettorali dello scorso 28 novembre, dopo le accuse di brogli giunte da più parti. La commissione sarà integrata dai tre candidati più votati al primo turno di novembre (il ballottaggio è in programma il 16 gennaio), oltre ad osservatori haitiani e internazionali, hanno riferito fonti locali.
L’annuncio è giunto dopo l’ondata di violenze del 9 dicembre a Port-au-Prince e in altri centri del paese caraibico, il più povero dell’America Latina, colpito tra l’altro da una grave epidemia di colera, che ha già fatto più di due mila morti. Nei disordini hanno perso la vita almeno quattro uomini, mentre dieci persone sono state ferite con colpi di arma da fuoco.

Tre i candidati in gioco

Al centro dell’impennata della violenza ci sono i risultati elettorali del primo turno. Il candidato del partito del presidente uscente René Preval, Jude Celestin (con il 22,5% dei voti) è arrivato secondo superato da Mirlande Manigat (31,4%), ma in vantaggio di poco, appena 6mila voti circa, sul popolare cantante Michel Martelly. Proprio quest’ultimo ha lanciato un appello alla calma ai suoi sostenitori, i più “caldi” in quest’ultima settimana: Sweet Micky, nome con il quale Martelly è conosciuto tra i suoi fans, ha chiesto ai dimostranti di lasciare da parte la violenza, protestando solo con mezzi pacifici.
Anche Preval ha fatto un appello alla calma. Nelle ultime ore, il presidente uscente ha d’altra parte respinto le accuse di irregolarità nel voto giunte da più parti, tra le altri dagli Usa, l’Onu e l’Ue. Dopo le violenze, la situazione è comunque tesa in diverse città del paese, tra le quali la capitale, dove in molte strade rimangono le barricate innalzate dai manifestanti, tra le macerie del terremoto dello scorso 12 gennaio.