Haiti, violenza per le presidenziali

Redazione
08/12/2010

Il quartier generale del partito al potere ad Haiti è stato dato alle fiamme, dopo che il 7 dicembre erano...

Il quartier generale del partito al potere ad Haiti è stato dato alle fiamme, dopo che il 7 dicembre erano stato resi noti i risultati preliminari delle presidenziali. Lo ha affermato un giornalista della France Presse. L’azione dovrebbe provenire dai sostenitori del cantante Michel Martelly, che non sarebbe riuscito a entrare al ballottaggio per 6mila voti, a favore del candidato “governativo” Jude Celestin. Negli scontri un manifestante è morto, mentre alcune decine sono rimaste ferite.
A conferma che qualcosa di poco chiaro potrebbe in effetti essere successo, gli Stati Uniti si sono detti «preoccupati dai risultati incoerenti delle elezioni presidenziali haitiane», invitando però la popolazione alla calma. Gli Usa, secondo un comunicato dell’ambasciata americana a Port-au-prince, si sono anche offerti di analizzare i dati alla ricerca di eventuali brogli elettorali. «Il governo degli Stati Uniti è preoccupato per l’annuncio dei risultati preliminari delle elezioni del 28 novembre resi noti dal Consiglio elettorale provvisorio perché sono incoerenti in rapporto ai risultati pubblicati dal Consiglio nazionale di osservazione sulle elezioni», si legge nel comunicato. Secondo i dati del Consiglio elettorale provvisorio, infatti, saranno l’ex premier Mirlande Manigat (con il 31,4% dei voti) e Jude Celestin (che ha raccolto il 22,5%), uomo vicino al presidente uscente, ad andare al ballottaggio. Celestin avrebbe ottenuto 6mila voti in più del cantante Michel Martelly, i cui sostenitori hanno manifestato oggi a Port-au-prince, accusando l’avversario di brogli elettorali.
Il secondo turno è in programma il 16 gennaio, anche se la data deve ancora essere confermata dalle autorità elettorali. Il successore del presidente uscente René Preval prenderà ufficialmente le sue funzioni il 7 febbraio.