Hamas: «Tregua potrebbe iniziare giovedì mattina alle 10»

Redazione
22/11/2023

L'Idf fa sapere di «non poter confermare» la data del cessate il fuoco. La pausa consentirà il rilascio di 50 ostaggi detenuti a Gaza, in cambio di 150 prigionieri palestinesi, nonché l’entrata di aiuti umanitari nella Striscia. Nel frattempo sono stati resi noti i primi dettagli sull'identità dei detenuti e le modalità di rilascio.

Hamas: «Tregua potrebbe iniziare giovedì mattina alle 10»

Hamas ha annunciato che la tregua nei combattimenti di quattro giorni concordata con Israele potrebbe iniziare giovedì 22 novembre alle 10. Secondo quanto ha riferito il Guardian, tuttavia, l’Idf «non può confermare quando inizierà il cessate il fuoco», mentre le parti stanno discutendo dei dettagli dell’accordo sul rilascio di alcuni ostaggi. Al centro dell’intesa c’è la liberazione da parte di Hamas di 50 donne e bambini tenuti in ostaggio a Gaza dal 7 ottobre, in cambio del rilascio di 150 prigionieri palestinesi detenuti in Israele. Il premier Benjamin Netanyahu ha aggiunto che il cessate il fuoco sarà prolungato di un giorno ogni 10 ostaggi aggiuntivi rilasciati.

Come funzionerà il rilascio degli ostaggi

Entro la serata di mercoledì Hamas informerà Israele dell’identità di almeno 10 ostaggi israeliani che saranno liberati domani, e che fanno parte della lista di circa 100 nomi di detenuti forniti da Tel Aviv. Lo ha riferito Ansa. Israele esaminerà i nomi proposti da Hamas e avanzerà il suo elenco dei primi 30 prigionieri palestinesi da liberare dalle carceri. A quel punto, gli ostaggi saranno consegnati nelle mani della Croce Rossa Internazionale che li trasporterà in Israele, dove se ne prenderà carico l’esercito.

Hamas: «Tregua potrebbe iniziare giovedì mattina alle dieci»
David e Varda Goldstein mostrano le foto dei tre nipoti e della loro madre che sono attualmente ostaggi di Hamas (Getty Images).

Chi sono i detenuti palestinesi che Israele intende rilasciare

Secondo quanto riferito da Haaretz, Israele ha rifiutato di rilasciare i prigionieri condannati per omicidio. I condannati per tentato omicidio, tuttavia, potrebbero essere rilasciati, così come quelli detenuti per reati che vanno dall’attività terroristica a trasgressioni meno gravi come aver causato danni alla proprietà, ostacolato il lavoro della polizia o essersi riuniti illegalmente. Altri reati includono aggressione di agenti di polizia, lancio di sassi e di bombe incendiarie, incendio doloso e possesso di armi da fuoco o esplosivi. I prigionieri palestinesi appartengono ad Hamas, a Fatah, alla Jihad islamica e al Fronte popolare. Molti, tuttavia, agirono di propria iniziativa e un gran numero furono arrestati ma non processati. L’elenco, che comprende 300 nomi, include i prigionieri residenti a Gerusalemme Est e in possesso di una carta d’identità israeliana. Saranno il primo ministro Benjamin Netanyahu, il ministro della Difesa Yoav Gallant e l’ex ministro della Difesa Benny Gantz a determinare quali prigionieri verranno rilasciati in ogni fase. I tre sono anche autorizzati a decidere quando finirà il cessate il fuoco, purché non si estenda per più di 10 giorni.