Hitler è cool

Fabio Chiusi
19/10/2010

Spopolano in rete le strisce con il Führer

Hitler è cool

Adolf Hitler vestito come fosse appena uscito da un negozio di Urban Outfitters o American Apparel. Con i jeans stretti e una maglietta parodia di 2001: A Space Odissey, in cui per l’occasione l’odissea per lo spazio diventa per la razza, e la data si adegua: 1941: A Race Odissey.
Gli occhiali grossi e neri del Führer cercano di essere più cool del cool, oltre la moda per fare tendenza. E i capelli sono quelli che puoi osservare sconvolgersi nell’aria a un concerto di una indie rock band, ossia di uno di quei gruppi di musica “alternativa” che tirano a campare grazie al passaparola in rete: The Arcade Fire, Wilco, Japandroids. E altri nomi bizzarri che non varcheranno mai la soglia del teatro Ariston per il prossimo Festival di Sanremo.
Hitler come fosse un “hipster”, insomma. Uno di quei giovani cresciuti a pane e Internet, consumisti ma controtendenza, acculturati ma di subculture, uomini ma poco maschili, curati ma a modo loro. Nelle parole della Bibbia della cultura pop, l’Urban Dictionary, «uno che crede che qualcosa di sconosciuto sia “in”, ma soltanto finché non diventa popolare».

Oltraggioso? No, geniale.

L’abbinamento potrebbe essere definito con diversi aggettivi: “assurdo”, “paradossale”, “oltraggioso”. Invece, grazie alle strisce di HipsterHitler.com, i primi a venire alla mente sono “geniale”, “spassoso”, “intelligente”. Lo dicono forum e blog, letteralmente impazziti per il sito dove le vicende del genocida tedesco si tramutano in improbabili e divertenti gag comiche capaci di intrecciare fitte trame di rimandi con la cultura popolare, tra una birra rigorosamente della Pabst Blue Ribbon, del cibo vegano e una partita a Pac-Man. Che diviene, per l’occasione, il nuovo «strumento strategico» dell’esercito nazista. Vintage, ovviamente.
Così un Hitler con sciarpetta e t-shirt “Amo il succo” spiega ai gerarchi che la scomoda assonanza tra “juice” (succo) e “jews” (ebrei) non gli interessa: «Si chiama ironia, Göring». In un altro episodio il Führer, ferito, rivela un tratto tipico della psicologia “hipster”: essere il primo, stabilire una tendenza e schifare chiunque la segua.
Non stupisce, dunque, che al medico che gli ha rimosso un testicolo Hitler risponda: «Eccellente, sarò il primo grande dittatore con un testicolo solo». Il sorriso scompare da sotto i suoi baffetti, tuttavia, quando il medico rivela che Napoleone lo ha preceduto. Ma il Führer non si perde d’animo: «Rimuovi anche l’altro».
Qualcuno, pochi a dire il vero, si chiede se sia lecito ridere sulla figura che incarna il male assoluto e ha causato milioni di vittime. Ma i due creatori dell’operazione satirica non hanno dubbi. E, nascosti dietro le sigle JC e APK, progettano a nemmeno due mesi dall’esordio di tradurre le disavventure di Hipster Hitler in ogni linguaggio disponibile su Google Translate.

Tre Imperi e sei fuori

Nell’attesa hanno aperto un vero e proprio negozio online in cui vendere le magliette con gli slogan più riusciti. Come Three Reichs and you are out, “tre Imperi e sei fuori,” giocato sull’assonanza tra Reichs e “strikes”, il punto segnato a baseball. Ironizzando sui font disponibili nei programmi di scrittura. Come helvetica, che diventa per l’occasione “heilvetica”. O mischiando il nome di un gruppo musicale tipicamente “indipendente”, i Death Cab for Cutie, con un insolente parodia dei campi di sterminio. Risultato: i più coraggiosi potranno indossare la maglietta Death Camp for Cutie.
Tra i frequentatori del forum, dove i lettori diventano autori di futuri soggetti e possibili nuovi slogan, regna una ironia dissacrante ma liberatoria. Anche se qualcuno, in perfetto stile “hipster”, si lamenta: «frequentavo questo forum quando era cool». Come se ora che l’ha scoperto perfino un giornalista non potesse più esserlo. Chissà. Di certo lui è già altrove, a caccia del prossimo fenomeno di tendenza.