Hollywood, l’IA minaccia oltre 200 mila posti di lavoro

Fabrizio Grasso
31/01/2024

A rischio soprattutto chi lavora nella post-produzione cinematografica, dagli ingegneri del suono ai concept artist e i doppiatori. Secondo uno studio della Animation Guild, entro il 2026 oltre il 20 per cento dei dipendenti dell’intrattenimento rischia il licenziamento.

Hollywood, l’IA minaccia oltre 200 mila posti di lavoro

L’intelligenza artificiale continua a tenere banco a Hollywood. Dopo gli scioperi di sceneggiatori e attori, che hanno bloccato l’industria del cinema fra l’estate e l’autunno del 2023, un nuovo studio americano richiama l’attenzione sul settore della post-produzione. Secondo i dati, entro il 2026 circa 118 mila dipendenti tra cui ingegneri del suono, doppiatori e truccatori potrebbero essere messi alla porta. Si tratta del 20 per cento di tutta la forza lavoro dell’intrattenimento. Il dato supera persino le 200 mila unità se si considerano anche le riduzioni delle ore di impiego e le eventuali rimodulazioni dei contratti. «Molte persone non hanno lavoro già adesso», hanno spiegato all’Hollywood Reporter gli esperti di Animation Guild e Concept Art Association che hanno commissionato la ricerca. «Stiamo assistendo a una notevole diminuzione dei ruoli».

Dagli ingegneri del suono ai doppiatori, così l’IA minaccia Hollywood

Lo studio, condotto dal 17 novembre al 22 dicembre 2023, ha intervistato 300 leader che operano in settori differenti dell’intrattenimento. I dati riportano che il 75 per cento di loro ha espresso preoccupazioni circa i software di intelligenza artificiale e il loro sempre più massiccio utilizzo nel mondo del cinema. Per questo, in vista della scadenza del contratto di luglio, la Animation Guild è pronta a dare battaglia come fatto già in precedenza da Sag-Aftra e Writer’s Guild. «Ciò che hanno ottenuto sarà un punto di riferimento», ha detto Sam Tung, membro del sindacato nonché direttore di una task force che studia l’impatto dell’IA. Il tempo tuttavia stringe. Già a novembre Dreamworks aveva affermato che la tecnologia potrebbe sostituire il 90 per cento dei lavoratori nei film di animazione.

Secondo un nuovo studio negli Stati Uniti, oltre 200 mila posti di lavoro a Hollywood sono minacciati dall'intelligenza artificiale.
Un manifestante durante lo sciopero di Writer’s Guild (Getty Images).

I tagli potrebbero interessare diversi settori della post-produzione cinematografica. I più vulnerabili sono infatti gli operatori degli effetti visivi. Già diversi studi utilizzano software IA capaci di caricare fotografie e video di paesaggi sugli schermi virtuali e accelerare così il rotoscoping, tecnica che permette di creare un cartone animato utilizzando figure reali. L’intelligenza artificiale pende come una spada di Damocle anche sui concept artist, ossia coloro che traducono in bozzetti e schizzi le idee degli sceneggiatori. Sempre più aziende chiedono infatti solo di «ripulire il lavoro che software hanno già svolto per loro». Non va meglio per i doppiatori, il cui compito rischia di venire superato da TrueSync, programma che manipola persino il labiale degli interpreti per adattarlo alle altre lingue. Rischiano il posto anche truccatori e parrucchieri, il cui talento potrebbe essere messo alla porta dalle tecniche di ringiovanimento o invecchiamento digitali.