Hong Kong, condannati tre attivisti del movimento degli ombrelli

Redazione
17/08/2017

L'alta corte di Hong Kong ha condannato tre leader della famosa protesta degli ombrelli per assemblea illegale. Nell'autunno del 2014...

Hong Kong, condannati tre attivisti del movimento degli ombrelli

L'alta corte di Hong Kong ha condannato tre leader della famosa protesta degli ombrelli per assemblea illegale. Nell'autunno del 2014 migliaia di hongkonghini scesero per le strade dell'ex colonia britannica per chiedere più democrazia e indipendenza dal governo di Pechino. La corte, ribaltando la sentenza di primo grado, ha inflitto 6 mesi di reclusione a Joshua Wong, il teenager simbolo di Occupy Central, otto mesi a Nathan Law, membro del partito Demosistō ed eletto al Consiglio legislativo della città, e sette mesi a Alex Chow.

PER 5 ANNI NON POTRANNO CANDIDARSI. Per i giudici i tre sono responsabili di aver occupato abusivamente la Civic Square davanti ai palazzi governativi cittadini nel settembre di tre anni fa. La condanna prevede anche l'interdizione ai pubblici uffici, tanto che i tre non potranno candidarsi per cariche pubbliche per i prossimi 5 anni. Alla lettura della sentenza Wong ha scelto twitter per condividere il suo pensiero e le sue sensazioni: «Possono silenziare le proteste, rimuoverci dalla legislatura, rinchiuderci, Ma non potranno vincere i cuori e le menti degli hongkonghini».

Chow, 26 anni, è stato segretario della Federazione degli Studenti, Law e Wong, 24 e 20 anni, già leader di Demosistō, sono stati condannati proprio per il ruolo avuto nei 79 giorni che bloccarono il cuore di Hong Kong. Più di un centinaio di sostenitori ha manifestato solidarietà fuori dalla sede dell'Alta Corte, quando la prospettiva del carcere sembrava ormai questione di pochissimo tempo.

LAW: «NESSUN RAMMARICO». «Non abbiamo alcun rammarico», ha detto Law, prima di entrare nel palazzo per il responso. «Qualsiasi cosa accada, il mio cuore è libero. Quello che ho fatto rende onore alla giustizia e ai valori in cui crediamo». Wong, da parte sua, ha detto di essere «onorato» di aver preso parte alla lotta: «la prigione non è la prospettiva ideale, ma se giovani persone imprigionate non mollano, non c'è ragione che lo facciano quelle che sono fuori».

GIA' CONDANNATI AI LAVORI SOCIALE. Chow ha sollecitato a «perseverare malgrado i tempi difficili» e a reiterare la fiducia nella giustizia, nella libertà e nella democrazia. I tre leader evitarono nel giudizio di primo grado dello scorso agosto la prigione in forza del loro altruismo e della portata alta dei loro ideali. Chow fu condannato a 80 ore da destinare in servizi a favore della comunità ma il magistrato comminò pure 3 settimane di carcere, con pena sospesa per un anno, in modo da consentirgli di recarsi a Londra per i suoi studi accademici, mentre a Law e a Wong furono comminate, rispettivamente 120 e 80 ore di attività di lavori socialmente utili.

PROTESTE INIZIATE IL 26 SETTEMBRE. Circa 100 persone, nella ricostruzione dei fatti di tre anni fa, si radunarono nel piazzale del palazzo governativo di Hong Kong nella notte del 26 settembre 2014, per dare il via a una protesta: 74 di loro, quasi tutti studenti, furono arrestati il giorno dopo per un manifestazione non autorizzata. Una decina di agenti della sicurezza rimase ferita nel tentativo di disperdere la riunione.

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