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Hong Kong sospende la legge sull'estradizione

Hong Kong sospende la legge sull’estradizione

L’annuncio è stato fatto dalla governatrice Carrie Lam. «Come governo responsabile abbiamo stabilito di fermare l’iter procedurale». Nei giorni scorsi c’erano state violente proteste.

15 Giugno 2019 09.44

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La legge sull’estradizione verso la Cina è sospesa. Dopo i duri scontri dei giorni scorsi, Hong Kong ha deciso di annunciare la sospensione sine die del dibattito sulla controversa proposta di legge.

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LAM ANNUNCIA LA SOSPENSIONE DELLA LEGGE SULL’ESTRADIZIONE

Ad annunciare lo stop del dibattito sulla proposta di legge è stata la governatrice Carrie Lam. «Alla luce di quanto successo e, come governo responsabile abbiamo stabilito di fermare l’iter procedurale», ha comunicato nel corso di una conferenza stampa. Una prima manifestazione si era tenuta domenica 9 giugno a cui erano seguiti feroci scontri tra polizia e manifestanti nella giornata di mercoledì 12 giugno.

Il nostro compito ora è di ricostruire la pace e la fiducia verso il governo

«Le nostre intenzioni erano sincere ed erano di colmare alcune lacune normative», ha spiegato ancora Lam. Circa una decina di minuti in cui ha spiegato, prima in cantonese e poi in inglese, quali sono stati gli errori da parte del suo esecutivo. «Forse non siamo stati sufficientemente efficaci nella comunicazione, ma ora la priorità è quella di ricostruire la pace e l’ordine e la fiducia verso il governo». La governatrice ha spiegato che l’intento era approvare e rendere effettiva la legge sull’estradizione entro luglio, «ora però questa non è più la priorità».

LAM: «LEGATA A PECHINO MA RISPONDO A HONG KONG»

La governatrice nel suo discorso ha insistito più volte che Pechino è stata «molto di supporto» sui problemi nati dalla legge sull’estradizione in Cina. «Qualunque politica con risvolti sulla Cina continentale può dare il via a scontri», ha detto Lam. Precisando comunque che se da una parte è vero che la sua carica è legata a Pechino, «chi la ricopre deve rispondere alla costituzione e alla gente di Hong Kong».

IL MONITO DELL’UNIONE EUROPEA A HONG KONG

Preoccupazioni erano arrivate anche dall’Unione europea. In una nota diffusa dal servizio per l’azione esterna (Eeas) guidato da Federica Mogherini, l’Ue aveva condiviso lo stato di agitazione dei cittadini di Hong Kong in merito alla proposta di riforma sulla legge inerente all’estradizione verso la Cina. L’Unione europea aveva comunicato queste osservazioni al governo locale. «Negli ultimi giorni la popolazione di Hong Kong ha esercitato il diritto fondamentale di riunione e di esprimersi liberamente e pacificamente. Questi diritti devono essere rispettati», si legge in una nota Ue resa nota anche alla stampa.

LE MANIFESTAZIONI NON SI FERMANO

Nonostante lo stop sulla proposta di legge, le manifestazioni programmate per domenica 16 giugno ad Hong Kong si terranno ugualmente. Uno dei leader del Civil human rights front (Chrf), Jimmy Sham ha chiesto il ritiro definitivo del provvedimento e le scuse della governatrice per l’uso della forza potenzialmente letale da parte della polizia durante le proteste dei giorni scorsi.

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