Hotel Rigopiano, cosa sappiamo sulla tragedia

Hotel Rigopiano, cosa sappiamo sulla tragedia

25 Gennaio 2017 08.31
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Sarebbero tutte morte sul colpo le vittime della valanga che il 18 gennaio ha colpito l'Hotel Rigopiano, estratte dalle macerie e dalla neve dopo giorni di ricerche da parte dei soccorritori. I morti sono in tutto 29, 11 i superstiti (leggi il loro racconto). Sul versante giudiziario la procura di Pescara è al lavoro per verificare la presenza di eventuali responsabilità, specialmente alla luce degli allarmi inascoltati che hanno preceduto la tragedia. Ecco cosa sappiamo finora.

Ventinove morti e 11 sopravvissuti

C'erano 40 persone nell'hotel Rigopiano quando la valanga ha investito la struttura: 28 ospiti (di cui quattro bambini) e 12 dipendenti, compreso il titolare Roberto Del Rosso e il rifugiato senegalese Faye Dane. Due persone, il cuoco Giampiero Parete e il tuttofare dell'hotel, Fabio Salzetta, si sono salvati perché si trovavano all'esterno.

CHI SONO I SOPRAVVISSUTI. Dalle macerie i vigili del fuoco hanno poi estratto vive, tra la giornata del 20 e l'alba del 21 gennaio, 11 persone: la moglie e il figlio di Parete, Adriana Vranceanu e il piccolo Gianfilippo; tre bambini, Ludovica Parete, Edoardo Di Carlo e Samuel Di Michelangelo; e poi altre quattro persone. Si tratta di Giampaolo Matrone, Vincenzo Forti, Francesca Bronzi e Giorgia Galassi.

CHI SONO LE VITTIME. L'elenco delle vittime, purtroppo, è lungo. Si tratta di Alessandro Giancanterino, maitre dell'albergo; Gabriele D'Angelo, cameriere e volontario della Croce rossa; Alessandro Riccetti, receptionist; Sebastiano di Carlo e la moglie Nadia Acconciamessa, genitori del piccolo Edoardo che è riuscito a salvarsi; Stefano Feniello, che al Rigopiano festeggiava il suo compleanno; Roberto Del Rosso, proprietario dell'hotel; Marco Vagnarelli e Paola Tomassini, coppia in vacanza al Rigopiano; Linda Salzetta, che doveva sposarsi a maggio; Piero di Pietro e la moglie Barbara Nobilio; Emanuele Bonifazi, receptionist; Ilaria Di Biase, la cuoca dell'hotel; Luana Biferi, calciatrice del Pescara; Claudio Baldini e la moglie Sara Angelozzi; Faye Dame, rifugiato senegalese; Marco Tanda, pilota Ryanair, e la fidanzata Jessica Tinari; Marinella Colangeli, che da anni gestiva la Spa.

Ambienti irraggiungibili: valanga da 50 mila tonnellate

Le ricerche sono andate avanti ininterrotte per una settimana, dal 19 al 26 gennaio, con diverse squadre che a turno hanno perlustrato l’area, utilizzando cani da valanga per la ricerca dei dispersi. Il lavoro dei soccorritori è complicato dalla difficoltà a entrare in alcuni ambienti dell’Hotel Rigopiano, che ha subito molti danni in seguito all’impatto con la grande quantità di neve che si è staccata dal versante della montagna e che ha trascinato con sé alberi e altri detriti prima di scontrarsi con gli edifici del resort: 50 mila tonnellate la massa della valanga, l'equivalente di 4 mila Tir a una velocità massima di 100 chilometri orari.

Sos inascoltati: s'indaga per disastro colposo

La procura di Pescara ha aperto un fascicolo per disastro colposo. Già nelle prime ore del 18 gennaio, una decina di ore prima della valanga, le autorità erano state messe al corrente della difficile situazione nell’albergo in seguito alle forti nevicate dei giorni precedenti. Il direttore dell’albergo, Bruno Di Tommaso, aveva inviato un’email al prefetto di Pescara, al presidente della provincia, alla Polizia provinciale e al sindaco del vicino comune di Farindola, spiegando che le cose erano peggiorate dopo le scosse di terremoto.

RICHIESTE DI INTERVENTO CADUTE NEL VUOTO. Aveva segnalato che i clienti volevano ripartire il prima possibile, ma che non potevano farlo a causa delle strade bloccate e che il generatore, usato per sopperire alla mancanza di energia elettrica dalla rete, stava per terminare il gasolio. Di Tommaso aveva definito «preoccupante» la situazione e aveva chiesto un intervento. Alle 17.40 circa la prefettura di Pescara avrebbe chiamato Di Tommaso per chiedere cosa stesse succedendo, a seguito delle prime telefonate allarmate di Giampiero Parete. Di Tommaso, che si trovava a Pescara, alla funzionaria della prefettura avrebbe confermato di non avere notizie di valanghe, anche se non aveva sentito di recente gli operatori rimasti a Rigopiano. È questo, secondo gli inquirenti, che potrebbe aver ingenerato il primo 'equivoco' sulla gravità degli eventi. I successivi tentativi di Quirino Marcella, allertato da Parete, sarebbero così stati definiti come 'bufala', assieme ad altri falsi allarmi valutati nella giornata convulsa del 18. Ma le responsabilità vanno anche in altre direzioni. Emerge infatti un allarme valanga segnalato dalla società Meteomont diramato il 13 gennaio e rimasto inascoltato.

L'hotel costruito sopra cumuli di detriti preesistenti

L'Hotel Rigopiano sarebbe stato costruito sopra colate e accumuli di detriti preesistenti, compresi quelli da valanghe. A testimoniarlo è la mappa geomorfologica dei bacini idrografici della Regione Abruzzo sin dal 1991, ripresa e confermata nel 2007 dalla mappa del Piano di assetto idrogeologico della Giunta regionale. I documenti sono stati evidenziati dal forum H2O Abruzzo. In pratica, il resort è sorto su resti di passati eventi di distacco provenienti dal canalone sovrastante la montagna.

NEGLI ANNI 50 C'ERA SOLO UN RIFUGIO. Secondo quanto documenta il forum la mappa evidenzia nel sito conoidi di deiezione, ossia «un'area rialzata formata proprio dai detriti che arrivano dal canalone a monte dell'albergo. Insomma, come stare proprio lungo la canna di un fucile che poi è stato caricato ed ha sparato». Si vedono tre segni grafici verdi a forma di cono che convergono verso l'area dell'albergo e rappresentano il movimento di flussi di materiale che nel tempo si è accumulato alla base del canalone. Già dagli Anni 50 si ha memoria di una struttura di rifugio, ma l'hotel è stato costruito negli Anni 70 e ingrandito dopo il 2000.

LE PROVE FOTOGRAFICHE. Come testimonianza di valanghe avvenute in epoca recente, il forum ha allegato in un esposto inviato alla Procura di Pescara quattro immagini che proverebbero l'evoluzione subita dalla vegetazione nell'area nella quale sorgeva l'hotel. In uno scatto del 1945 l'area sul versante sinistro del canalone sovrastante Rigopiano presenta una grande area in larga parte denudata con pochi arbusti, visibilmente diversa rispetto all'altro versante in cui permane un fitto bosco. Nell'immagine del 1954 si nota nella stessa fascia una maggiore apertura nelle aree centrali, con quello che appare un conoide di recente formazione alla foce del canalone, a poca distanza dalle strutture esistenti. Negli scatti successivi, risalenti al 1975 e al 1985, questa area presenta una copertura boschiva progressivamente più fitta. Secondo il Forum H2o, potrebbe trattarsi della «naturale evoluzione della vegetazione dopo un evento gravitativo». Una tesi compatibile, come citato nell'esposto, con quella sostenuta da geologo Gian Gabriele Ori, dell'Università D'Annunzio di Chieti Pescara, secondo la quale nella zona in cui è sorto l' Hotel Rigopiano si sarebbe verificata una valanga nel 1936.

Il 118 provò a contattare Parete 31 volte senza successo

La centrale operativa del 118 di Pescara, quando la valanga aveva già travolto l'Hotel Rigopiano, ha tentato per 31 volte di contattare il numero telefonico di Giampiero Parete, il cuoco che per primo aveva dato l'allarme. Diverse altre chiamate, tutte a vuoto, sono state effettuate sul numero di Parete anche dal Centro coordinamento soccorsi della prefettura, ma il telefono del superstite non era raggiungibile.

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