Viola Pasqualini

Chi erano i celtiberi

Chi erano i celtiberi

Scopriamo chi era quest’antica popolazione presente nella Penisola Iberica

16 Agosto 2017 15.00

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I Celti erano un insieme di popoli Indoeuropei diffusi, nel periodo del loro massimo splendore (IV-III secolo a.C.) su un vastissimo territorio: dalle isole Britanniche, al bacino del Danubio, oltre che nelle penisole Iberica, Italica e Anatolica.

Furono conosciuti con diversi nomi a seconda della loro posizione geografica: Britanni, Galli, Galati, ecc. Nonostante le ovvie differenze che li caratterizzavano a causa della loro vasta distribuzione, il loro destino fu comune. In tempi diversi vennero conquistati dai Romani e furono assorbiti dall’impero.

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Da dove vengono i Celtiberi

I Celtiberi erano una di queste popolazioni ed erano stanziate, come il loro nome suggerisce, nella Penisola Iberica. Secondo alcuni autori latini (Diodoro Siculo, Appiano, Marziale e Strabone), i Celtiberi erano una mescolanza tra i Celti, venuti dal Nord e gli Iberi, già presenti sul territorio. In effetti, l’ipotesi più accreditata attualmente è che i popoli provenienti dalla culla del celtismo, ovvero l'area della Cultura di Hallstatt, (che includevano anche alcuni gruppi minoritari di germanici) una volta superati i Pirenei si mescolarono con le popolazioni autoctone preesistenti.

I tempi d’oro e la caduta

Dal nucleo originario, collocato nell'odierna Spagna centro-settentrionale, i Celtiberi si estesero verso sud, nell'attuale Andalusia e verso occidente, lungo le coste atlantiche della penisola. Grazie ai ritrovamenti archeologici si è potuto stabilire che I principali nuclei urbani dei Celtiberi erano strutturati secondo il tipico schema della "fortezza della collina”.

Fra questi si ricordano Numanzia, Kalakoricos (l'odierna Calahorra) e l'attuale Calatayud (Bilbilis per i latini). La loro cultura era basata sulla transumanza stagionale del bestiame, sotto la protezione di un'élite guerriera. La fine dei Celtiberi avvenne nel II secolo a.C. quando furono sottomessi da Roma attraverso una serie di campagne militari: le Guerre Celtibere. La loro capitolazione fu segnata in particolare dalla caduta della loro ultima roccaforte, Numanzia, vinta nel 133 a.C. da Publio Cornelio Scipione Emiliano. Come tutte le altre popolazioni della Penisola iberica i Celtiberi subirono un intenso processo di latinizzazione.

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