Marzia Colla

Come ripartire spese riscaldamento centralizzato

Come ripartire spese riscaldamento centralizzato

Regole e obblighi per ripartire il costo del riscaldamento centralizzato secondo quanto dettato dalla nuova normativa

11 Marzo 2019 06.55

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Per coloro che abitano in un condominio con riscaldamento centralizzato la norma UNI 10200 pone dei conteggi e delle spese da ripartire in un certo modo. 

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Il riscaldamento centralizzato dal 2017 

Con la nuova normativa tutti gli edifici e i condomini devono conteggiare il consumo del riscaldamento secondo la normativa aggiornata al 2018.

Effettivamente, è una regola che contabilizza in modo corretto le spese riscaldamento e acqua calda negli immobili con centrale termica comune.

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Come calcolare la spesa 

Il costo del riscaldamento dovrà comprendere la termoregolazione, la contabilizzazione, la suddivisione dei consumi e nuove tabelle millesimali

Per quel che riguarda la termoregolazione ogni appartamento o unità è provvista di valvole sui radiatori, mentre per la contabilizzazione sono sufficienti dei ripartitori per ogni termosifone.

Inoltre, la suddivisione dei consumi prende in esame il riscaldamento e la diagnosi di energia, invece le tabelle millesimali vengono introdotte nel conteggio e si adeguano alla tabella millesimale sul riscaldamento. 

Quanto si spende 

Ogni condomino di un palazzo con riscaldamento centralizzato deve pagare quello che consuma, secondo la quantità di riscaldamento che gli viene fornito. È comune l'idea di vedersi diminuire le spese come conseguenza di un miglioramento nel rendimento dell'impianto.

Ma ciò non basta, perché la norma UNI 10200 è stata fatta per indicare come ripartire i consumi o meglio i costi per quota volontaria oppure involontaria. 

Alla fine, la spesa del riscaldamento non viene più suddivisa con i tradizionali millesimi, ma utilizzando dei millesimi di riscaldamento.

Con questo concetto si tiene in considerazione i consumi misurati attraverso i contabilizzatori (consumi volontari) e altri consumi involontari che seguono la tabella.

Si chiamano costi involontari proprio perché derivano da eventuali perdite nella distribuzione del calore, spese di manutenzione, gestione e di lettura.

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