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Evoluzione della fibra ottica in Italia

Evoluzione della fibra ottica in Italia

17 Giugno 2019 09.47
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Forse in pochi sanno che la fibra ottica, che oggi sta trovando largo impiego nel campo delle telecomunicazioni, ha origini italiane. Le prime lastre di vetro trafilate in fibre, infatti, risalgono all’epoca romana, ma fu solo nel 1790 che alcuni fratelli francesi, di nome Chappe, inventarono il primo telegrafo ottico.

Questo sistema primitivo era costituito da torri dotate di una serie di luci che gli operatori potevano utilizzare per trasmettere i messaggi. Nel secolo successivo, gli sviluppi storici sarebbero stati fatti nel campo della scienza ottica.

A partire dagli anni 1840, i fisici Daniel Collodon e Jacques Babinet dimostrarono che la luce poteva essere diretta lungo i getti d’acqua delle fontane notturne; più tardi, nel 1854, il fisico britannico John Tyndall dimostrò che la luce poteva attraversare un flusso d’acqua curvo. Usando un serbatoio d’acqua con un tubo che usciva da un lato, Babinet emetteva una luce nel serbatoio, nel getto d’acqua: un arco di luce seguiva l’acqua mentre cadeva.

Negli anni ’20, John Logie Baird ottenne un brevetto per l’utilizzo di matrici composte da barre trasparenti per trasmettere le immagini per la televisione, mentre Clarence W. Hansell usò la stessa configurazione per creare dei fac-simili. Nel 1930, Heinrich Lamm trasmise le immagini con successo attraverso un fascio di fibre e intendeva utilizzare questo sistema per guardare all’interno del corpo umano; tuttavia, con il cambio di potere durante la seconda guerra mondiale, fu costretto ad abbandonare il suo lavoro e chiedere asilo in America.

Tre anni dopo, Van Heel produsse un sistema di fibre rivestite che mostrò una notevole riduzione dell’interferenza del segnale. Alla Columbia University, nel 1954, Charles Townes e i suoi colleghi svilupparono il “Maser”, che sta per “amplificazione a microonde mediante emissione stimolata di radiazioni”; mentre, nel 1958, il laser fu introdotto come un’efficiente fonte di luce.

Nel 1964, Charles Kao e George Hockham dello Standard Communications Laboratory in Inghilterra pubblicarono un documento che dimostrava, in teoria, che rimuovendo le impurità dalle fibre di vetro potesse ridurre notevolmente la perdita di luce. Solo nel 1970, gli scienziati della Corning Glass Works crearono una fibra monomodale con un’attenuazione inferiore a 20 dB / km. Questo risultato fu raggiunto dal doping silice glass con titanio.

Tra gli anni ’70 e ’80, le compagnie telefoniche iniziarono a utilizzare ampiamente la fibra nelle loro reti di comunicazione, che però era molto costosa. Una riduzione del costo dei sistemi a lunga distanza arrivò nel 1986 con l’amplificatore a fibra ottica con erbio, sviluppato da David Payne dell’Università di Southampton ed Emmanuel Desurvire presso i Bell Laboratories.

Nel 1991, Desurvire e Payne presentarono il primo amplificatore ottico integrato nel cavo in fibra ottica, che era in grado di supportare molte più informazioni di un cavo con amplificatori elettronici. Sempre nel 1991, emerse la fibra di cristallo fotonica, che consente di trasportare la potenza in modo più efficiente rispetto alle fibre convenzionali.

In Italia sono oggi disponibili diverse offerte per connettersi a Internet utilizzando una rete in fibra ottica. Tra le offerte più performanti da poco disponibile in Italia su rete OpenFiber vi segnaliamo l’offerta di Melita.it con 1 Gigabit/s di velocità di download e 300 Mbit/s di upload.

La tecnologia odierna trova le fibre ottiche in molti settori e in una varietà di applicazioni. Le industrie militari, mediche, di telecomunicazione, di archiviazione dati, di rete e di trasmissione dati hanno deciso di puntare su questa tecnologia versatile.

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