Marzia Colla

La maschera di Arlecchino da dove viene

La maschera di Arlecchino da dove viene

Quali sono le origini di Arlecchino, figura misteriosa se pur così vivace e allegra

08 Gennaio 2019 09.41

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Arlecchino oggi

Arlecchino o Arlechì è la maschera bergamasca della commedia dell'arte italiana nata nel XVI secolo non come rappresentazione teatrale, ma come spettacolo basato su scenari all'aperto e pochi oggetti.

In questo contesto si affacciava la nuova maschera di allora, l'Arlecchino dalle note francesi.

La sua prima apparizione risale al 500, grazie all’attore Alberto Naselli chiamato anche Zan Ganassa, che mescolò insieme il personaggio diabolico con il servo italiano rozzo e sciocco.

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Origini antiche

Le antiche origini di Arlecchino appartengono ad un passato remoto, tanto che il suo nome è quello di un demone medievale. Si dice in effetti che deriva da una famiglia defunta chiamata Herlechini. La maschera di oggi è legata a questo demone sottorraneo raccontato nel XII secolo da Orderico Vitale che parla di una figura gigante a capo di un corteo di anime.

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Anche Dante accenna ad un nome, l'Alichino, che nell'Inferno faceva parte dei Malebranche, diavoli che colpivano i dannati nel girone dei barattieri mentre escono dalla pece. 

Ecco allora la maschera del 600 che ricorda il ghigno del demonio e presenta un piccolo corno sulla fronte. 

Già nel Medioevo si combatteva la paura del soprannaturale sdrammatizzando queste figure infernali.  Burlarsi quindi del potere dei demoni era l'unico modo per superare l'immaginario popolare, nonostante la nuova ascesa del Cristianesimo.

Alla fine, l'antica maschera di Arlecchino, con il suo modo burlesco e di sfida, è arrivata fino ad oggi come gentil servitore, buffo e goffo.

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