L’andamento degli annunci immobiliari in Italia

Le ultime notizie sul mercato immobiliare in Italia

24 Aprile 2019 02.21
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Parlare di mercato immobiliare in Italia è sempre difficile: il nostro paese infatti continua a dare un’importanza spaventosa al caro vecchio “mattone”, come ben certificato dagli ultimi studi di settore, secondo cui addirittura il 73% dei nostri concittadini sarebbe proprietario almeno di un immobile. Questo perché una casa, in Italia, non è mai solo un investimento (più o meno sicuro): è piuttosto un seme su cui fare crescere diversi capitoli di una o più vite, un patrimonio, tanto economico quanto umano, da lasciare in eredità ai propri figli; insomma, nel nostro paese una casa di proprietà non è mai una mera questione di soldi ed è proprio per questo che le analisi dell’andamento del mercato immobiliare sono sempre molto significative. Analisi del mercato che ormai vanno di pari passo con quelle espressamente dedicate agli annunci immobiliari, ovvero la principale sorgente a cui si abbeverano tutti coloro che stanno cercano di comprare/vendere/affittare una casa. Ebbene, nell’articolo di oggi ci occuperemo proprio di annunci, provando a dare qualche indicazione sull’andamento di questo particolarissimo ramo del mercato. Per farlo analizzeremo da una parte i dati relativi alla compravendita di immobili, dall’altra i risultati offerti da alcune realtà leader del settore.

DATI DEL 2018 E PREVISIONI PER IL 2019

Iniziamo, come già anticipato, da alcuni dati relativi a quanto accaduto in termini di mercato immobiliare nel 2018: stiamo parlando di un’annata ancora una volta all’insegno del calo dei prezzi, ma che però ha comunque visto una flessione positiva dello 0,3%. Un dato che, facile intuirlo, è reso possibile soprattutto dalle grandi città, protagoniste di un vero e proprio rilancio che ha provocato sui prezzi il classico effetto-rimbalzo. I dati appena mostrati sono particolarmente utili per fare previsioni circa l’andamento del mercato nel 2019 che, secondo diversi addetti ai lavori, sarà caratterizzato da una domanda abitativa sempre più orientata verso l’affitto: questo tipo di informazione va letto con particolare attenzione, visto che potrebbe paradossalmente premiare proprio coloro che sono interessati ad un investimento e quindi all’acquisto di una casa di proprietà. Basta infatti dare un’occhiata ad un qualunque sito di annunci (noi abbiamo preso come riferimento il catalogo dell'agenzia immobiliare Tecnocasa), per imbattersi in decine di proposte caratterizzate da un prezzo inimmaginabile fino a qualche mese fa.

QUALE ANDAMENTO PER GLI ANNUNCI IMMOBILIARI

Proprio questo mix di calo dei prezzi e di probabile crescita della domanda di abitazioni in affitto sembra rendere gli agenti immobiliari particolarmente ottimisti: questo innanzitutto perché, stando alle dichiarazioni delle stesse agenzie, i segnali di miglioramento della domanda sono in rafforzamento, mentre sono in calo le giacenze degli incarichi a vendere. Stiamo parlando di dati emersi grazie al sondaggio congiunturale realizzato da Tecnoborsa, Bankitalia ed Agenzia delle Entrate, che entra anche nel dettaglio lavorativo delle singole agenzie. A tal proposito, un altro dato interessante riguarda l’aumento della quota di agenzie che hanno venduto almeno un’abitazione: stiamo parlando di una crescita di quasi il 5% in più rispetto all’anno scorso e che riguarda soprattutto immobili di metratura compresa tra gli 80 ed i 140 metri quadri: appartamenti abitabili, liberi, caratterizzati da una classe energetica bassa e dalla necessità di svolgere lavori di ristrutturazione parziale. Veniamo ora alle giacenze: ebbene queste ultime sono causate soprattutto dalla forchetta tra prezzo offerto e prezzo domandato. È però interessante osservare che se, da una parte, la quota di chi attribuisce i motivo della cessazione a richieste troppo elevate da parte degli acquirenti è in forte aumento (53,2% contro il precedente 37,8%), dall’altra la quota di chi trova la ragione della cessazione in proposte di acquisto a prezzi considerati troppo bassi è cresciuta in percentuale molto inferiore (dal 46,7% al 48,7%). Il risultato è un margine medio di sconto sui prezzi in linea con quello dello scorso trimestre, attestato ancora una volta attorno al 10%.

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