Quali sono i pianeti nani del sistema solare

I corpi celesti che non puliscono la propria fascia orbitaleL'Astronomia è una materia complessa e in quanto tale è in costante evoluzione; studiare lo spazio celeste necessita di sezionarlo, per quanto possibile, in corpi, materia, caratteristiche geologiche, orbite e moti rotatori. Il...

15 Ottobre 2015 14.10
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I corpi celesti che non puliscono la propria fascia orbitale

L’Astronomia è una materia complessa e in quanto tale è in costante evoluzione; studiare lo spazio celeste necessita di sezionarlo, per quanto possibile, in corpi, materia, caratteristiche geologiche, orbite e moti rotatori. Il termine “pianeta nano” nasce appunto da questo continuo studio e venne reso ufficiale nella nomenclatura astronomica durante l’assemblea dell’Unione Astronomica Internazionale tenutasi nel 2006 a Praga, inoltre, fu stabilita la retrocessione di Plutone da pianeta a pianeta nano.

Differenza tra pianeta e pianeta nano

In base ai termini viene naturale dedurre che la differenza stia nelle dimensioni dei pianeti ma in realtà non è così. Sia i pianeti che i pianeti nani sono dei corpi celesti, di forma sferoidale, che orbitano intorno ad una stella, la differenza sta in quella che viene definita “dominanza orbitale”, i pianeti attraverso un numero elevato di cicli orbitali, sono in grado di spostare gli altri corpi presenti nella propria orbita, attirando li a sé oppure spostandoli su altre orbite. In sostanza i pianeti sono in grado di ripulire la propria fascia orbitale mentre i pianeti nani no.

I pianeti nani

L’Unione Astronomica Internazionale al momento ne riconosce cinque: Cerere, Plutone, Haumea, Makemake ed Eris.

Cerere è il primo pianeta nano ad essere stato scoperto, fu individuato dall’astronomo italiano Giuseppe Piazzi nel 1801. Ha un diametro di circa 950 km ed ha una superficie composta presumibilmente da un mix di ghiaccio e minerali vari tra cui carbonati e argille idrate. Nel 2007 la NASA ha inviato la sonda Dawn che è entrata nell’orbita di Cerere nel marzo 2015.

Plutone fu scoperto nel 1930 dall’astronomo Clyde Tombaugh e fino al 2006 fu considerato il nono pianeta del sistema solare per poi essere “retrocesso” a pianeta nano. Le iniziali P L vennero date in onore a Percival Lowell che fu il primo astronomo ad ipotizzare nel 1915 la presenza di un pianeta X  al di là di Nettuno, rivelatosi essere poi appunto Plutone. Nel 2006 la NASA ha inviato la sonda spaziale New Horizons che nel 2015 ha raggiunto la distanza minima di 12.472 km.

Haumea fu scoperto nel 2003 da un gruppo di ricercatori della Sierra Nevada Observatory in Spagna. Ha dimensioni simili a quelle di Plutone e come esso orbita attorno al Sole, la peculiarità di Haumea è la rapidità di rotazione compiuta in circa quattro ore.

Makemake scoperto nel 2005 da un gruppo di astronomi dell’osservatorio di Monte Palomar, è considerato il terzo pianeta nano per dimensioni del sistema solare. Definito oggetto transnettuniano in quanto la sua orbita è esterna rispetto a quella di Nettuno.

Eris scoperto dallo stesso gruppo di astronomi dell’osservatorio di Monte Palomar nel 2005, è il più grande per dimensioni tra i pianeti nani. Attraverso osservazioni spettostropiche tramite luce infrarossa, è stato stabilito che la superficie di Eris è simile a quella di Plutone, presenta infatti metano allo stato solido.

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