Huawei potrebbe lanciare il suo sistema operativo in autunno

Huawei potrebbe lanciare il suo sistema operativo in autunno

Il software del colosso di Shenzhen potrebbe arrivare prima del previsto. L'indiscrezione è arrivata da Richard Yu, capo della divisione consumer business. E intanto anche Panasonic ferma le forniture.

23 Maggio 2019 04.10

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Il sistema operativo 'made in Huawei', dopo lo stop di Google su Android, sarà lanciato al più presto in autunno e non oltre la primavera del 2020. È quanto ha detto Richard Yu, capo della divisione consumer business del colosso di Shenzhen, a conferma delle indiscrezioni che circolano da qualche giorno sui media cinesi. La mossa, ha scritto il quotidiano cinese Global Times, «riflette la strategia di Huawei di diventare indipendente e trovare soluzioni alternative» alle forniture di componenti hi-tech dopo l'ultima stretta alla vendita decisa dagli Usa.

«Siamo disponibili a continuare a usare i software di Google e Microsoft, ma non abbiamo altra scelta» che lo sviluppo di un sistema autonomo, ha affermato Yu, nel mezzo delle tensioni commerciali tra Usa e Cina. Yu ha assicurato che il sistema sarà di ampia portata e utilizzabile per l'operatività di smartphone, computer, tablet, tv, automobili e dispositivi portatili smart, nonché compatibile con tutte le applicazioni di Android.

I LIMITI DEGLI SVILUPPATORI CINESI

I rumor hanno movimentato i titoli di sviluppatori domestici in Borsa, come Wondertek e Ningbo Bird, balzati ieri a Shanghai del 10%, al limite massimo dei guadagni quotidiani consentiti. La vicenda ha mostrato i limiti della Cina nel settore: Huawei non ha uno sviluppatore sufficientemente valido sul mercato interno tale da sostenere l'evoluzione di prodotti e aggiornamenti, come Android di Google o iOs di Apple. E ha per altro verso rimarcato l'importanza di possedere tecnologie core, nonché quanto sia urgente accelerare, dall'ottica di Pechino, l'autosufficienza.

GI AVVIATI I PRIMI TEST DEL NUOVO SISTEMA

Alcuni media cinesi hanno menzionato in settimana già l'avvio delle fasi di test del sistema operativo di Huawei destinato a sostituire gradualmente Android. Gli sforzi del gruppo di Shenzhen, includendo gli sviluppi interni dei microchip, serviranno a ridurre il peso delle pressioni esterne. La "finestra" di 90 giorni concessa dall' amministrazione Trump per gli acquisti dai fornitori Usa punta a mantenere la piena operatività dei network esistenti. Alla scadenza, senza svolte nel contenzioso commerciale, è difficile che Google possa continuare a vendere i suoi prodotti.

LA CINA PRESENTA AGLI USA UNA PROTESTA FORMALE

Intanto sul fronte diplomatico la Cina ha presentato «una grave protesta formale» contro gli Usa lamentando la denigrazione e le azioni a danno di Huawei, a cui è stato impedito l'acquisto di componenti hi-tech da fornitori americani, quale ulteriore passo dell'escalation della guerra commerciale tra i due Paesi. «La Cina», ha affermato nella conferenza stampa settimanale il portavoce del ministero del Commercio, Gao Feng, «prenderà tutte le misure necessarie per aiutare le compagnie cinesi a migliorare la capacità nella gestione di questi rischi». Pechino, ha aggiunto Gao, spera che gli Usa «si comportino razionalmente», correggendo «le azioni pericolose e sbagliate» e optando per i colloqui sul commercio all'insegna del «rispetto reciproco». In ogni caso, ha chiarito, non ci sarà alcun passo indietro da parte della repubblica popolare sulle questioni considerate «di principio fondamentali». La migliore reazione alle «prepotenze americane è avere le compagnie cinesi più forti», a favore delle quali Pechino agirà «a tutela degli loro interessi» avendo fiducia e capacità nel poterlo fare.

IL GIALLO DELLE FORNITURE DI PANASONIC

Nel corso della notte era circolata la notizia che la giapponese Panasonic avesse tagliato le forniture a Huawei sulla scia dei veti dell'amministrazione americana. Ma a stretto giro è arrivata la smentita del gruppo. In una nota pubblicata dalla stessa Panasonic nella sua pagina sul social network cinese Weibo, l'azienda ha definito «false» le notizie sullo stop alle forniture e assicurato che continuerà a vendere beni e servizi a Huawei, definito «partner importante».

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