I deputati con la valigia

Redazione
16/12/2010

di Salvatore Cannavò La trasmigrazione di parlamentari dall’opposizione verso la maggioranza non è ancora finita. Almeno così dicono le indiscrezioni...

I deputati con la valigia

di Salvatore Cannavò

La trasmigrazione di parlamentari dall’opposizione verso la maggioranza non è ancora finita. Almeno così dicono le indiscrezioni sulla possibile creazione di un nuovo gruppo parlamentare che riunendo deputati, ma anche senatori, a disagio nei gruppi di appartenenza, potrebbe costituire un nuovo punto di sostegno per il governo. Secondo voci di corridoio, in parte smentite dagli interessati, il nuovo gruppo avrebbe anche un denominatore comune molto specifico, l’essere cioè “pro-vita” e quindi legato ai cosiddetti temi eticamente sensibili.
Lo potrebbe guidare Silvano Moffa, il finiano che ha abbandonato Fini all’ultimo minuto utile del voto di fiducia e avrebbe come ispiratori il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi e il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni. E, qui la novità più rilevante, potrebbe essere formato anche da parlamentari del Pd legati all’ex popolare Beppe Fioroni.
Il grosso verrebbe da un’ulteriore diaspora di Futuro e Libertà, ma ci sarebbero in ballo anche altri nomi dell’Udc come la deputata Paola Binetti. Se questo scenario ha un senso, in realtà, è solo per la volontà precisa di Silvio Berlusconi e del Pdl di lavorare ancora in direzione di un allargamento della maggioranza. «Se riusciamo a convincerne altri dieci alla Camera ce la facciamo» ha spiegato a Lettera43.it un autorevole dirigente della maggioranza, confermando che la strategia attualmente impostata dal premier è quella di catturare consensi.
Le elezioni, in questa cornice, si allontanerebbero anche perché la Lega, a un passo dall’approvazione definitiva dei decreti sul federalismo fiscale, preferirebbe comunque avere un governo a disposizione. Magari per affondarlo appena il federalismo fosse acquisito. Ecco, quindi, che emergono le ricostruzioni sui passaggi di campo.

Tra i transfughi anche nomi del Pd

Del resto a consentire la sopravvivenza del governo Berlusconi ci sono già ben 11 deputati provenienti da tutti i gruppi dell’opposizione: Pd, Idv e Udc. Ma circolano altri nomi e tra questi un pacchetto consistente sembra provenire dal Pd, in quell’area di ex popolari guidata dal Beppe Fioroni. Le smentite sono puntuali, a cominciare da quella dell’ex ministro dell’Istruzione del governo Prodi: ««Un nuovo gruppo? Non esiste. Per difendere i valori della vita non ho bisogno di fare un nuovo gruppo». L’elenco in realtà è piuttosto consistente e vede i nomi dei deputati Tino Iannuzzi, Alfonso Andria e Stefano Graziano e dei senatori Paolo Giaretta, Emanuela Baio, Daniele Bosone e Lucio D’Ubaldo. Le smentite sono secche da parte di tutti.
Graziano, per esempio, ricorda di essere nel Pd insieme a Follini e di non avere legami con Fioroni e definisce gli articoli «un abbaglio natalizio». I senatori democratici, invece danno una spiegazione politica delle rilevazioni giornalistiche: si tratta di voci alimentate dall’interno stesso del Pd dietro alle quali ci sarebbe D’Alema, il quale aveva definito come «cretini o menteccatti» coloro che chiedono di cambiare la linea del corteggiamento a Fini e Casini (peraltro ribadita ieri dal segretario Bersani).
In effetti, nel Pd, in queste settimane, i gruppi sono attraversati da forti tensioni politiche ma se c’è qualche tentazione di cambiare schieramento, è in direzione del Terzo polo, formato da Casini, Rutelli e Fini e non verso Berlusconi. E nei prossimi giorni, o settimane, ci saranno ancora novità in questo senso. 

Bonanni coordinatore dietro alle quinte

In casa Udc nel mirino della ricostruzione del quotidiano Il Tempo finisce la deputata Binetti, parlamentare “Pro-vita” di punta, già eletta nel Pd e recentemente passata nel partito di Casini. In realtà, il quotidiano romano avanza anche un’altra ipotesi e cioè che questa operazione veda, dietro le quinte, un ruolo attivo del segretario della Cisl, Bonanni, indicato come una sorta di coordinatore dell’intero progetto in asse con il ministro Sacconi che da tempo si è candidato a leader della battaglia contro l’eutanasia.
Bonanni non ha ancora smentito, ma immaginiamo che lo farà. Però, va anche detto, che da un po’ di tempo il ruolo politico del segretario cislino è andato crescendo. Altri deputati Udc sono quelli che sarebbero marcati da vicino dal parlamentare campano Pionati, che ha già assicurato al Cavaliere il consenso del “liberaldemocratico” (già ex leghista) Grassano.
Nel mirino dell’ex protetto di De Mita ci sarebbero Domenico Zinzi, presidente della Provincia di Caserta, il calabrese Mario Tassone e il friulano Angelo Compagnon.

Patarino e Digilio fra gli scontenti di Fli

L’elenco più numeroso, quello formato dagli scontenti di Futuro e Libertà: Carmine Patarino, Egidio Digilio, l’ex militare, premiato con la medaglia d’oro al valor militare dopo la perdita dell’uso delle gambe, Gianfranco Paglia, e poi Luca Bellotti, Francesco Proietti Cosimi, Claudio Barbaro, Giuseppe Consolo.
La fedeltà a Fini è in realtà ribadita un po’ da tutti, in particolare da Paglia: «È più facile che torni a camminare piuttosto che abbandoni Fini» ma smentite arrivano anche da Bellotti e Consolo. Da Futuro e Libertà proviene anche il presunto capofila del nuovo gruppo, quel Silvano Moffa che ha “tradito” Fini proprio un attimo prima del voto di fiducia quando tutti aspettavano il suo passaggio sotto i banchi delle presidenza e lui, invece, se ne andava dalla Camera a braccetto di un fedelissimo berlusconiano.
Moffa, che potrebbe essere l’ispiratore della velina giornalistica, non smentisce anzi conferma l’intenzione di creare «un’altra realtà politica» convinto che molti parlamentari la pensino come lui. Vedremo.
Certamente, in  Futuro e Libertà, le tensioni non sono ancora finite. Pesa la sconfitta subita e soprattutto la prospettiva politica ora che i rapporti con il governo e soprattutto con Berlusconi sono stati interrotti traumaticamente. Il Terzo polo è una “casa-rifugio” ma non è chiara né la sua consistenza né la sua durata. Senza contare che alcuni, come Barbareschi, si dicono del tutto interdetti dalla decisione di formare una realtà politica «con gente come Rutelli o Buttiglione».