I giudici: «La strage di Viareggio si poteva evitare»

02 Agosto 2017 20.51
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«Non è stato un fatto imprevedibile». Così i giudici del tribunale di Lucca, nelle motivazione della sentenza del processo di primo grado per la strage alla stazione di Viareggio del 29 giugno 2009, quando una cisterna carica di Gpl deragliò e provocò un'esplosione che uccise 32 persone. Tra i condannati Mauro Moretti, cui sono stati inflitti 7 anni in quanto ex ad di Rfi, e Michele Mario Elia, condannato 7 anni e mezzo, subentrato a Moretti quando ques'ultimo passò in Fs.

Secondo i giudici, il disastro di Viareggio «costituisce un 'evento' derivato da una concatenazione di accadimenti strettamente consequenziali tra loro che sarebbe stato possibile evitare attraverso il rispetto di consolidate regole tecniche create proprio al fine di garantire la sicurezza del trasporto ferroviario, e soprattutto, prestando massima attenzione ai diversi segnali di allarme che si erano manifestati già prima del fatto e che preludevano al disastro».

Il tribunale ha riportato a tal fine esempi di incidenti verificatisi in Europa e anche in America. E se la rottura dell'assile del carro cisterna fu il fattore originario da cui si è sviluppata la sequenza di accadimenti, la «causa originaria e il verificarsi dei fattori successivi debbono essere considerati concause tutte riferibili al medesimo contesto di gestione del rischio che è quello connesso al trasporto ferroviario». I giudici rilevano anche, riguardo a società coinvolte nel processo, che le stesse hanno ottenuto «vantaggi consistenti nel risparmio economico derivato dalla omissione di interventi di carattere tecnico».

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