I matrimoni lunghi non sono annullabili

Redazione
20/01/2011

I giudici italiani non possono convalidare l’annullamento ecclesiale dei matrimoni concordatari nei quali la convivenza tra i coniugi si sia...

I matrimoni lunghi non sono annullabili

I giudici italiani non possono convalidare l’annullamento
ecclesiale dei matrimoni concordatari nei quali la convivenza tra
i coniugi si sia protratta per lunghi anni o, comunque, per un
periodo di tempo considerevole.
Questo perché una volta che il rapporto matrimoniale prosegue
nel tempo è contrario ai principi di ‘ordine pubblico’
rimetterlo in discussione adducendo riserve mentali, o vizi del
consenso, verificatisi nel momento del sì all’altare. Lo ha
deciso la Cassazione, accogliendo il ricorso di una moglie e
invalidando la nullità di un matrimonio durato venti anni.
La Suprema Corte ha dato parere negativo al quesito di diritto
posto da Maria Lorenza R., la moglie ‘ripudiata’ dal
marito dopo due decenni di convivenza con la scusa che la signora
gli avrebbe taciuto la sua contrarietà a mettere al mondo
figli.
IL QUESITO La signora alla Cassazione: «Può
essere riconosciuta nello Stato italiano – ha chiesto  –
«la sentenza ecclesiastica che dichiara la nullità del
matrimonio quando i coniugi abbiano convissuto come tali per
oltre un anno, nella fattispecie per vent’anni, o detta
sentenza produce effetti contrari all’ordine pubblico, per
contrasto con gli articoli 123 del codice civile (simulazione del
matrimonio) e 29 della Costituzione (tutela della famiglia)?».
No, non può essere riconosciuta, è stata la risposta dei
supremi giudici. Così il ricorso è stato accolto e cassata la
sentenza con la quale la Corte di Appello di Venezia, l’11
giugno 2007, aveva convalidato la nullità del matrimonio di
Maria Lorenza e Gianpaolo V. sancita dal Tribunale ecclesiastico
regionale ligure nel novembre 1994, e dichiarata esecutiva dalla
Segnatura Apostolica con decreto del marzo 2001.
A chiedere l’annullamento era stato il marito sostenendo che
le nozze celebrate nel giugno del 1972 erano viziate poiché la
moglie – sosteneva lui – gli aveva taciuto di non volere figli,
dunque era escluso uno dei ‘bona matrimoni’, gli elementi
che danno vitalità alle unioni concordatarie.