I miei uomini non sono robot

Luigi dell'Olio
18/01/2011

Superare la crisi senza prove di forza.

I miei uomini non sono robot

La ricetta Marchionne non è l’unica via per restare competitivi nei mercati globali. Se la prova di forza del manager Fiat con i lavoratori è stata seguita con grande attenzione da analisti e opinione pubblica come laboratorio dei nuovi rapporti in fabbrica, ci sono imprenditori che seguono una strada diametralmente opposta, senza per questo pagare pegno in termini di risultati economici. Aziende di varie dimensioni in cui i principi del Wcm (World class manifacturing) importato dal modello Toyota sono sconosciuti: niente controlli ferrei sulla pausa sigaretta e i movimenti da compiere in catena di montaggio per ottimizzare la produzione, ma un approccio collaborativo tra vertici e collaboratori.

Niente cartellini, ma più creatività

Di commentare le scelte Fiat non ne vuol sentir parlare, ma Brunello Cucinelli, l’imprenditore dell’abbigliamento di lusso, ha rivelato da subito una diversa filosofia nella conduzione della sua azienda: «Mio padre ha lavorato a lungo come operaio e spesso lo vedevo tornare dalla fabbrica desolato per le umiliazioni subite. Così, quando ho deciso di fare l’imprenditore, ho cercato di fare in modo che nessuno dovesse trovarsi nelle sue condizioni», ha ricordato il presidente dell’azienda perugina, che da oltre 30 anni opera nel settore della moda.
FERREI E FLESSIBILI. Nella Brunello Cucinelli non ci sono cartellini da timbrare, ma questo non apre le porte all’anarchia. «Ci ispiriamo ai principi benedettini», ha spiegato il re del chachemere, «di grande apertura e fiducia verso il prossimo, ma anche ferrei nella loro applicazione». Negli anni è stata costruita una biblioteca accanto all’azienda, ci sono spazi di ristoro incontri bimestrali ai quali vengono invitati tutti i dipendenti.
«Nel settembre del 2008 c’è stata la riunione più difficile da quando l’azienda esiste: di fronte a un’economia che sembrava andare a rotoli, non me la sentivo di fingere davanti ai miei collaboratori», ha ricordato Cucinelli. «Così ho detto chiaro e tondo che ci aspettava un periodo difficile: di mio ci ho messo l’impegno a non licenziare nessuno per un anno e mezzo, ma in cambio ho chiesto a tutti uno sforzo supplementare per essere più creativi e disponibili verso l’azienda».
UN FATTURATO IN CRESCITA. I fatti gli hanno dato ragione, considerato che il preconsuntivo 2010 ha visto il fatturato aziendale a quota 201 milioni di euro, contro i 143 milioni del 2008 e i 158 milioni del 2009. «È la dimostrazione che se un lavoratore viene trattato con dignità, può dare molto», ha sottlineato l’imprenditore, che definisce la fase attuale del mercato come «il rendiconto morale e civile di quello che abbiamo fatto nei decenni scorsi».
Un punto di passaggio obbligato per entrare in una nuova fase: «Con la crescita di internet e dei social network , l’imprenditore non può più mentire», ha ribadito Cucinelli. «Chiunque può sapere quanto guadagno e che vita faccio: se chiedo ai lavoratori sacrifici e poi mi concedo lussi sfrenati, sono poco credibile e otterrò risultati mediocri per la mia azienda».

Dagli spazi benessere ai viaggi aziendali

L’approccio dell’azienda umbra non è isolato. Gli esempi si sprecano, a cominciare da Elica, produttrice di cappe da cucina, che ha ottenuto il riconoscimento “Best workplaces 2011”, assegnato dal Great place to work Institute. 
CONCILIAZIONE VITA-LAVORO. L’azienda marchigiana ha lanciato nel 2006 Elica Life, insieme di iniziative per la conciliazione vita-lavoro che spaziano da vacanze studio all’estero per i figli dei dipendenti per migliorare l’inglese, alla member card, fruibile da tutta la famiglia, che permette di ottenere una riduzione significativa sui prezzi esposti presso alcune attività convenzionate, dalla palestra aziendale alla formazione in campo artistico. 
EQUILIBRIO E BIO-ARCHITETTURE. Un approccio seguito anche da Michela Barona, fondatrice (nel 1981, a 17 anni) di Le Fablier, azienda veronese di mobili, con 60 dipendenti e 20 milioni di fatturato. Oltre a rinnovare gli uffici sta rinnovando gli uffici secondo le regole della bio-architettura e del feng shui per aumentare l’indice di gradimento dei lavoratori, e a organizzare eventi sportivi tra i dipendenti, l’azienda organizza periodicamente viaggi aziendali, a metà strada tra occasione di svago e di team building.
«Considerato che passiamo buona parte della giornata in azienda, è indispensabile farlo in condizioni confortevoli», ha spiegato Barona. «Del resto, un lavoratore che si vede rispettato e ascoltato è più portato a dare il massimo sul proprio lavoro». A dimostrazione di come i due ambiti possano crescere di pari passo.