Ibrahimovic, un ritorno al Milan poco comprensibile in un ruolo ancora meno chiaro

Pippo Russo
17/12/2023

Zlatan sarà senior advisor del proprietario Cardinale. Ma nessuno sa cosa significa. La società americana, amante degli algoritmi, ora si affida al carisma dell'ex attaccante: i successi saranno merito suo, le sconfitte demerito degli altri. L'allenatore Pioli e i dirigenti Furlani e Moncada sono avvisati. E occhio all'elefante nella stanza: i rapporti dello svedese con l'ex banda Raiola.

Ibrahimovic, un ritorno al Milan poco comprensibile in un ruolo ancora meno chiaro

Per adesso la sola cosa certa è che dopo la notte di Newcastle qualcuno potrebbe accreditargli doti taumaturgiche. La vittoria del Milan al St James’ Park è giunta infatti a poche ore di distanza dall’ufficializzazione del ritorno di Zlatan Ibrahimovic nell’universo rossonero, sia pure con ruolo diverso; senior advisor del proprietario Gerry Cardinale e del suo fondo RedBird. E senza che si comprenda esattamente in cosa tale ruolo consista. La sola cosa nota è che «è tornato» (anche se non ancora fisicamente a Milanello, frenato dall’influenza). E che la circostanza, preparata e annunciata come se si trattasse di un nuovo avvento, è coincisa con una vittoria non granché sperata nell’ultimo turno di Champions League. Un risultato non sufficiente per continuare il cammino nella coppa principale, ma che almeno ha scongiurato l’estromissione dalle coppe della squadra rossonera e messo a disposizione un obiettivo di riserva che a questo punto ci si deve far piacere, l’Europa League.

 

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Messo in discussione il modello di governance del Milan

A ogni modo, la situazione di classifica nel girone era già compromessa abbastanza da far classificare come irrealistica l’ipotesi della qualificazione alla fase dell’eliminazione diretta in Champions. Dunque rimane il dato: Ibra torna, il Milan piazza l’impresa. È la conferma che è tutta una questione di carisma? Questo è l’interrogativo cruciale con cui bisogna confrontarsi. E si tratta di un interrogativo che pone questioni ulteriori e di portata più vasta, dato che dall’esterno una logica a questo ritorno in rossonero si fatica proprio a trovarla. Piuttosto pare la mossa di una società che sta rimettendo completamente in discussione il suo modello di governance. In un modo tutt’altro che rassicurante.

Ibrahimovic, un ritorno al Milan poco comprensibile in un ruolo ancora meno chiaro
Gerry Cardinale (in basso a destra) guarda estasiato Zlatan Ibrahimovic (Getty).

Ibrahimovic consigliere della proprietà: come si farà a valutarlo?

Ufficialmente l’ex attaccante svedese è un consigliere della proprietà. E già messa in questi termini si ha la percezione di una carica altamente informale, con scarso grado di responsabilità nell’accezione di accountability, cioè di possibilità di valutarne il rendimento in termini positivi o negativi. Perché, appunto, come si fa a valutare se lo svedese avrà operato in modo buono o cattivo se non è chiaro per quale motivo sia stato richiamato in società? Ci sono tutte le condizioni per cui ogni successo verrà accreditato a lui mentre ogni insuccesso andrà ripartito a ogni altra componente del mondo rossonero. Uno schema già visto durante le ultime due stagioni della permanenza in rossonero, nelle quali la sua presenza in campo è andata in rarefazione progressiva fino a farsi nulla.

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Zlatan Ibrahimovic nella serata del suo addio al calcio giocato (Getty).

L’uomo-spogliatoio che in realtà era un pre-pensionato di lusso

La prima di queste due stagioni (la 2021-22) si è conclusa con l’inatteso 19esimo scudetto dei rossoneri; e in quel caso si è scatenata una stucchevole narrazione sul ruolo decisivo di Ibrahimovic quale uomo-spogliatoio, come se senza il suo ascendente sui compagni quel tricolore dovesse rimanere fuori dalla portata della squadra. Ma quando nella stagione successiva (cioè quella passata, la 2022-23) il Milan non ha potuto rivendicare altro risultato che una semifinale di Champions, ecco che Zlatan Ibrahimovic è stato inquadrato per ciò che in effetti era: un pre-pensionato di lusso, per di più portatore di una presenza che nello spogliatoio rischiava di essere ingombrante. La sua uscita dal Milan, pubblicamente presentata come una conseguenza della conclusione della carriera agonistica, è avvenuta senza che alcuno si schierasse per la sua permanenza.

Ibrahimovic, un ritorno al Milan poco comprensibile in un ruolo ancora meno chiaro
Ibra quando ancora era un giocatore del Milan, sul campo di Udine (Getty).

Dalla logica iper razionalista degli algoritmi al pensiero magico

Il fatto che a nemmeno sei mesi dall’addio la proprietà rossonera lo richiami d’urgenza sa di ammissione di debolezza. Per non parlare di caos incombente. Che poi la stampa embedded intoni il coro del Grande Ritorno, è cosa che serve soltanto a confermare una fase di passaggio a vuoto nei progetti societari. Ma basta leggere proprio quella stampa per comprendere che il nuovo ingresso dello svedese in rossonero è una mossa difficile da decifrare secondo delle pure logiche da organizzazione razionale del management. Il Milan americano, con la sua enfasi iper razionalista sul calciomercato da condursi col ricorso agli algoritmi, compie una clamorosa marcia indietro verso il pensiero magico e arruola un ex fuoriclasse nella speranza che la sua dote di carisma sia ancora intatta e spendibile.

Maldini e Massara liquidati per il mercato: ma fin qui non è stato fatto meglio

Il senior advisor di mister Cardinale va a inserirsi in un contesto che per il Milan è di transizione. Una transizione nemmeno granché ordinata. L’estate è coincisa con un altro addio pesante, quello di Paolo Maldini. Che ha lasciato ben altre scorie e rimane tuttora questione irrisolta. A Maldini e al fido Frederic Massara era stato rimproverato un mercato inefficace nell’estate 2022. Giunti a dicembre 2023, si può serenamente dire che nemmeno il primo mercato estivo post-Maldini sia stato particolarmente azzeccato. C’è tempo da qui a fine stagione per far correggere il giudizio, ma intanto c’è questo cammino fin qui non entusiasmante: Milan già fuori dalla lotta scudetto (a -9 punti dall’Inter) ed estromesso dalla Champions, giusto per gradire. Con responsabilità già assegnate.

Paolo Maldini e Frederic Massara a San Siro
Paolo Maldini e Frederic Massara (Getty).

I prossimi a rischio cacciata: Pioli e soprattutto l’ad Furlani

La permanenza di Stefano Pioli sulla panchina è sempre più in dubbio e qualche discussione si potrebbe aprire sull’amministratore delegato Giorgio Furlani, uomo di Elliott Management. Che ne sarà di loro a giugno? E quale l’impatto del nuovo senior advisor sul loro ruolo? Per l’allenatore la presenza dello svedese rischia di essere una variabile impazzita, poiché adesso più che mai le vittorie sarebbero tutte di Ibrahimovic e le sconfitte tutte sue. Ma anche Furlani qualche disagio potrebbe provarlo, constatando giorno per giorno la presenza di un consigliere così ingombrante al fianco del presidente. E se alla fine pagasse lui questo passaggio di ristrutturazione?

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L’ad del Milan Giorgio Furlani (Getty).

Che rapporti con Raiola? Ibra era considerato una sorta di erede…

Ma parliamo dell’elefante nella stanza: quali sono i rapporti di Zlatan Ibrahimovic con l’ex banda di Mino Raiola? Lo svedese è stato uno dei calciatori di punta del super agente deceduto ad aprile 2022. I due avevano un rapporto che andava ben oltre il mero schema agente-assistito e molti erano pronti a giurare che Ibrahimovic sarebbe stato l’erede di Raiola. La morte di quest’ultimo ha determinato una separazione fra i suoi ex collaboratori e assistiti. Una parte è andata col cugino Enzo Raiola, un’altra parte ha seguito l’avvocatessa Rafaela Pimenta, che del gruppo era il cervello legale. Chi lavora nell’ambiente sostiene che i cugini si stiano muovendo molto meglio (e, soprattutto, molto più in silenzio) dell’avvocatessa. Zlatan è con loro. Tutto ciò avrà ripercussioni sul Milan? Chissà. Mister Geoffrey Moncada , capo scouting e uomo ombra del mercato, è avvisato: anche per lui potrebbe esserci un futuro molto più complesso del presente.

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Zlatan Ibrahimovic con Mino Raiola (Getty).