Il Belsito per la Porsche

Redazione
13/12/2010

di Nico Arse Un bel parcheggio per Francesco Belsito, il sottosegretario leghista custode delle casse del partito e anche di...

Il Belsito per la Porsche

di Nico Arse

Un bel parcheggio per Francesco Belsito, il sottosegretario leghista custode delle casse del partito e anche di una bella Porsche Cayenne nerissima, con cui si muove per le strade di Genova, la bella città marinara che gli ha dato i natali e ora anche il posto auto.
La Porsche Cayenne del potente tesoriere della Lega Nord (ex Forza Italia) staziona abitualmente nei posti riservati alle auto della polizia, davanti alla Questura di Genova.
Passa e ripassa davanti al macchinone, a qualche poliziotto genovese è venuto lo sghiribizzo di chiedersi di chi fosse l’auto e se quel tale avesse il diritto di sostare lì.
A muoversi sono stati quei rompiscatole del Silp (il Sindacato italiano dei lavoratori di polizia), nella persona del suo segretario cittadino, Roberto Traverso.
Dopo aver scoperto che la Porsche apparteneva al leghista Francesco Belsito, gli agenti hanno montato un casotto e stampato un volantino con le seguenti riflessioni: «Da tempo il sottosegretario parcheggia, e non si capisce a che titolo, negli spazi riservati alla polizia di Stato della questura, la sua lussuosa Porsche Cayenne. Crediamo che questo dimostri ancora una volta l’atteggiamento irriguardoso dei rappresentanti di questo governo nei confronti dei poliziotti genovesi, che da tempo lamentano la mancanza di spazi adeguati per poter parcheggiare le auto di servizio per poter lavorare».
Tempo un giorno e sul Secolo XIX è comparsa la spiegazione del questore di Genova, Filippo Piritore, il quale ha assicurato che il Suv da 100mila euro di Belsito ha il permesso di stare nelle strisce riservate alla polizia, visto che «il sottosegretario è autorizzato per motivi di sicurezza».
Chiusa lì la polemica? Nemmeno per sogno. I poliziotti del Silp non hanno mollato la presa, chiedendo un incontro in Questura sul caso Belsito.
Innanzitutto, per sapere quali sono i motivi di sicurezza che giustificano l’occupazione degli spazi destinati alle gazzelle della polizia, e poi per suggerire altri lidi, più sicuri e protetti, per la Porsche leghista.
Perché, dicono loro, «se l’auto di Belsito è considerata un obiettivo non capiamo perché debba sostare sotto i nostri uffici in Questura, visto che non si trova all’interno di un perimetro adeguatamente protetto da misure di difesa passiva, cosa che invece potrebbe avvenire all’interno di molte nostre caserme».
Insomma la polemica resta in piedi, e la Porsche resta parcheggiata lì.

Un minigiallo anche per la doppia laurea

Ma non è la prima volta che qualcuno se la prende con Belsito, accusandolo di fare il furbo.
Una vera persecuzione per il tesoriere della Lega, già ex secondo assistente-autista di Alfredo Biondi, «un passato da buttafuori nelle discoteche», come racconta un sito che non è un bel sito per Belsito, e cioè Destradipopolo.net, movimento politico genovese che lo segue da vicino ma non amorevolmente.
E’ lì che si racconta la vicenda della cosiddetta “laurea fantasma” di Belsito.
I fatti: quando nel 2008 Belsito venne nominato nel consiglio d’amministrazione della Filse, la finanziaria della Regione Liguria, ha presentato un curriculum vitae in cui risultava laureato in Scienze della Comunicazione, senza però precisare dove e quando e con che voto.
Dopo due anni però, nel 2010, Belsito è diventato sottosegretario e sul sito del governo è apparso un curriculum in cui il leghista genovese non era più dottore in Scienze della Comunicazione ma in Scienze politiche.
Forse ne ha due? Così ha risposto Belsito al cronista del Secolo XIX che lo ha interpellato sulla misteriosa doppia laurea, aggiungendo una spiegazione rocambolesca. Eccola: la laurea in Scienze della Comunicazione sarebbe stata ottenuta presso l’Università privata di Malta, non riconosciuta dall’Italia. Quella in Scienze politiche invece Belsito l’avrebbe ottenuta a Londra, presso “un ateneo riconosciuto”, e perciò ha indicato sul sito del governo quel titolo e non l’altro.
Ok, ma riconosciuto da chi? L’iter prevede un passaggio formale in qualche ateneo italiano, e supponendo per comodità che Belsito si sia rivolto all’Università di Genova, il quotidiano locale è andato a frugare nella banca dati dell’ateneo, scoprendo però che per Belsito risulta la dicitura “carriera annullata”, tipica di chi non ha portato a termine gli studi universitari.
«Solo problemi di timbro…» ha spiegato (si fa per dire) il sottosegretario in Suv. Che tutto sommato è riuscito in diversi record.
Avere due lauree ottenute in università anglofone padroneggiando solo un po’ di francese (come si legge nel curriculum vitae). E possedere una bella Porsche, con posto in Questura, senza conoscere una parola di tedesco e senza essere nemmeno vice-ispettore.