«Il bipolarismo non c’è»

Marianna Venturini
14/10/2010

Scognamiglio: «altro che due poli, oggi ce ne sono cinque».

«Il bipolarismo non c’è»

«È stata messa in atto una forzatura della Costituzione per ottenere il bipolarismo, o meglio il bipartitismo estremo». Carlo Scognamiglio Pasini, presidente del Partito liberale italiano e docente di economia industriale alla università Luiss, è stato uno degli esponenti di punta di Forza Italia nel 1994, il più giovane presidente del Senato, e ora guarda al partito unico di centrodestra con un certo distacco.
Parlando con Lettera43, Scognamiglio ha detto:  «Nella seconda repubblica c’è sempre stata l’alternanza politica. Con questa legge elettorale si è voluto operare una forzatura del pensiero liberale». Se nella realtà politica inglese ci sono cinque partiti, «altrettanto deve succedere nel parlamento italiano».
E infatti «nonostante le promesse di avere solo due poli, ci sono cinque gruppi parlamentari importanti: il Popolo della libertà, il Partito democratico, l’Italia dei valori, l’Unione di centro e Futuro e libertà. A questi bisogna aggiungere altre componenti minori che prospettano una rapida evoluzione in senso pluralista del nostro panorama politico».

La legge elettorale perfetta non esiste, perfettibile sì

Per Scognamiglio «non esiste una legge elettorale perfetta, ognuna ha pregi e difetti. Di sicuro dobbiamo dare stabilità al paese». E per farlo è necessario «seguire i principi universali  che costituiscono un governo democratico: la constituency, cioè il collegio elettorale, il trust, ovvero la rappresentanza fiduciaria, e l’accountability che indica il dovere morale dell’eletto di rispondere della responsabilità conferita dalla scelta dei suoi elettori ».
Che la classe dirigente italiana sia «inadeguata» è evidente se si considera che «non ci sono atenei italiani tra i primi cento migliori del mondo» e anche gli unici presenti «sono nei posti bassi delle classifiche. E’ il sintomo che qualcosa non va, perché la classe dirigente si forma soprattutto nelle università».