Il castello dello zar

Marta Allevato
21/01/2011

Le foto della nuova villa di Putin da 1 miliardo di dollari.

Nella Rete e sulla stampa è conosciuto semplicemente come il “Palazzo di Putin”. Ma la villa da 1 miliardo di dollari con vista Mar Nero, che voci sempre più insistenti attribuiscono al premier russo, di semplice ha veramente poco.
Dalle foto pubblicate dal sito russo Ruleaks.net, si capisce che la residenza è degna di un vero zar: soffitti affrescati, pavimenti in marmo, letti king size a baldacchino, tre piste d’atterraggio per elicotteri e un anfiteatro che farebbe invidia anche alla berlusconiana Villa Certosa.
In alcune immagini degli interni compare un uomo col volto oscurato, un operaio addetto ai lavori di costruzione e probabilmente l’“informatore” di Ruleakes (guarda la photogallery).

Una villa costruita con «denaro sporco»

Della nuova residenza del capo del governo russo si era già parlato sulla stampa nazionale e internazionale. Tra gli altri, se ne sono occupati il quotidiano americano Washington Post e alcuni famosi blogger russi come Sergey Kolesnikov, responsabile del sito CorruptionFreeRussia.com, impegnato nello smascherare episodi di corruzione nell’amministrazione pubblica.
IL GOSSIP IMPAZZA. Nessuno finora era riuscito, però, ad avere le foto. Lo stesso Ruleaks, ispirato al più celebre Wikileaks, ha avvertito che si tratta solo di immagini non di prove.
Ma il gossip non vive di prove provate e così le foto in circolo sul web stanno alimentando ogni tipo di congettura e fantasia. Secondo Kolesnikov, per esempio, si tratta di un’operazione di riciclaggio, «un lavoro pagato prevalentemente con denaro sporco passato al premier da businessman russi».
NIDO D’AMORE. Il sito Best today, che raccoglie il meglio dei blog russi, ha già definito il palazzo il «nido d’amore di Vova Alina». Vova è il diminutivo di Vladimir, mentre Alina è l’avvenente e chiacchierata Kabaeva: ex ginnasta e deputata del partito di Putin, da tempo ritenuta la sua amante segreta.
Dal 2008 si dice che la Kabaeva sia anche la madre dell’ultimo figlio del capo del governo russo. Secondo la nota giornalista di cronaca mondana Bozhena Rinksa, a fine dicembre, la 30enne ha fatto battezzare il piccolo alla presenza del padre in una chiesa sul Volga, nel paese d’origine della dinastia degli zar Romanov.
Il premier non è mai stato nominato direttamente per evitare querele, ma la giornalista ha dato per scontato che sia lui il padre del bambino partorito in gran segreto a Mosca due anni fa e che secondo alcuni si chiamerebbe proprio Vladimir.

RuLeaks, se Wikileaks scrive in cirillico

Appena apparse online, le immagini del “Palazzo di Putin” hanno fatto lievitare i contatti del neonato RuLeaks: il traffico di utenti è decuplicato fino a 80 mila contatti al giorno, secondo le statistiche del sito stesso. Varato il 14 gennaio, il fratello in cirillico di Wikileaks opera su server esterni alla Federazione russa ed è nato dall’idea del gruppo “Gli Anonimi”, composto per lo più da membri del “Pirate Party” russo, realtà internazionale che combatte il diritto d’autore.
IL PARITITO DEI PIRATI. «Non essere mai tranquilli. Non avere paura di nulla» sono alcuni degli slogan che animano il gruppo, in cui lavorano decine di giovani ambiziosi che, a loro dire, hanno il sostegno di numerosi attivisti online, tutti ventenni. I membri di Ruleaks hanno scelto l’anonimato e anche il luogo dove vivono è top secret. «Perfino le nostre mogli e i nostri figli non sanno che siamo “Gli Anonimi”», hanno raccontato al quotidiano The Moscow Times.
Il gruppo vede schierati «disoccupati e studenti, impiegati d’ufficio e lavoratori della terra, madri e padri, fratelli e sorelle anonimi del pianeta Terra» è scritto in un loro comunicato. «Ogni giorno ci alziamo e proteggiamo la libertà d’informazione».
Il dominio di Ruleaks è registrato sotto il nome di Gregory Engels, un cittadino tedesco e copresidente del movimento “Pirate Parties International”. Ruleaks ha promesso che le foto del palazzo di Putin sono solo l’inizio di una lunga battaglia per «ripulire lo Stato».
I CUGINI DI ASSANGE. In un Paese come la Russia, dove la corruzione è praticamente istituzionalizzata, siti e blog che si occupano di smascherare illegalità di politici e amministratori pubblici, tramite segnalazioni o documenti secretati, sono sempre più numerosi. Oltre al già citato CorruptionFreeRussia.com, il più famoso è Rospil.ru, dell’avvocato Alexei Anatolievich Navalny, già definito il Julian Assange russo, anche per la persecuzione giudiziaria di cui è oggetto a causa della sua attività (leggi la storia di Navalny).
Ci sono poi i siti Compromat.ru, acquistato dal misterioso investitore privato Andrei Rutberg, e Anticompromat.ru di Vladimir Pribylovsky.
Intanto l’originale Wikileaks sta preparando la sua “campagna di Russia”: pare che Assange abbia già preso contatto con alcuni illustri giornali d’inchiesta russi come la Novaya Gazeta e Russkij Reporter.