Il Colle dice no

Redazione
04/02/2011

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dichiarato irricevibile il testo del decreto sul federalismo fiscale municipale, adottato dal governo...

Il Colle dice no

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dichiarato irricevibile il testo del decreto sul federalismo fiscale municipale, adottato dal governo il 3 febbraio sera nonostante lo stop ottenuto poche ore prima alla commissione della Camera (leggi approfondimento), definendo «scorretto» il comportamento del governo. Il capo dello Stato ha inviato una lettera al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in cui rileva «che non sussistono le condizioni per procedere alla richiesta di emanazione» del decreto legislativo sul federalismo.
«Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano», si legge nella nota del Quirinale, «in relazione al preannunciato invio, ai fini della emanazione ai sensi dell’articolo 87 della Costituzione, del testo del decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale, approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri nella seduta di ieri sera.
IL PARERE DI NAPOLITANO. «Non sussistono le condizioni per procedere alla richiesta emanazione, non essendosi con tutta evidenza perfezionato il procedimento per l’esercizio della delega previsto dai commi 3 e 4 dall’art. 2 della legge n. 42 del 2009 che sanciscono l’obbligo di rendere comunicazioni alle Camere prima di una possibile approvazione definitiva del decreto in difformità dagli orientamenti parlamentari», ha precisato Napolitano. Pertanto, riferisce ancora il Quirinale, «il capo dello Stato ha comunicato al presidente del Consiglio di non poter ricevere, a garanzia della legittimità di un provvedimento di così grande rilevanza, il decreto approvato ieri dal governo».
LA TELEFONATA DI BOSSI. Subito dopo la comunicazione di Napolitano, il ministro per le Riforme per il Federalismo Umberto Bossi ha contattato telefonicamente il capo dello Stato. «Il ministro Bossi», si legge in una nota, «ha preso il duplice impegno di andarlo a trovare al Quirinale, la prossima settimana e, come preannunciato dal Ministro Calderoli, in conferenza stampa, si recheranno nelle aule parlamentari a dare comunicazioni sul decreto sul federalismo fiscale municipale».
LE REAZIONI POLITICHE. «Colgo l’occasione per rendere omaggio al profilo di garanzia istituzionale del presidente Giorgio Napolitano», ha dichiarato il segretario del Pd Pier Luigi Bersani nel suo intervento all’Assemblea del partito. «Che cosa succederebbe in Italia se sul Colle non ci fosse una persona consapevole della sua funzione istituzionale?».
La decisione del capo dello Stato di considerare irricevibile il decreto sul federalismo municipale, senza che il governo abbia riferito alle camere, rappresenta «un atto dovuto», ha detto il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini. Per l’ex presidente della Camera «sarebbe stata una follia prendere una scorciatoia di questo tipo». Per il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, «Dopo lo stop intimato dal Capo dello Stato e, soprattutto, dopo la bocciatura da parte del Parlamento al decreto sul federalismo, approvato ieri in fretta e furia dal Cdm, abbiamo la prova provata che il Paese si sta avviando verso un pericoloso regime. Se Berlusconi non viene fermato in tempo, e ci auguriamo che si dimetta, questo processo sarà irreversibile e peserà come un macigno sul futuro economico, politico, sociale e morale dell’Italia. Per il bene del Paese si restituisca subito la parola ai cittadini».
Non è sorpresa della decisione del Quirinale il presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro: «Era evidente fin da ieri che sarebbe andata a finire così. Dopo la bocciatura della commissione bicamerale, tutti sapevano, anche quelli che nella maggioranza hanno fatto finta di niente, che il provvedimento sul federalismo non avrebbe potuto proseguire il suo iter. Da Napolitano, garante come sempre assoluto delle nostre istituzioni, è venuto un atto ineccepibile che blocca una norma illegittima».
A nome di Futuro e libertà, Fabio Granata ha commentato: «Dopo lo stop di Napolitano, cosa aspetta la Lega a prendere atto che il berlusconismo è finito? Per riformare e modernizzare l’Italia occorre aprire una pagina nuova e costituente nella quale la Lega può essere, insieme a noi  e alle altre forze politiche, protagonista. Ma Berlusconi deve fare un passo indietro e non paralizzare l’Italia e la politica italiana».
LA SPERANZA DI BERLUSCONI. Nella mattinata del 4 febbraio da Bruxelles, dove si è recato per partecipare a un vertice dell’Unione europea, Berlusconi aveva dichiarato di sperare che per il decreto sul federalismo non ci sarebbero stati problemi da parte del capo dello Stato. «Il federalismo è il target più importante della Lega», aveva spiegato, riferendosi al decreto approvato in Consiglio dei ministri la sera del 3 febbraio dopo la frenata nella ‘bicameralina’, «mi è sembrato logico e naturale procedere con un decreto dopo il nulla di fatto in Commissione con il 15 a 15».
Nella stessa occasione, Berlusconi aveva accusato i magistrati (leggi articolo): «Ormai siamo in una repubblica giudiziaria commissariata dalle procure. Assistiamo a questa vergogna, un attacco nel privato».