Il Consiglio d’Europa bacchetta Parigi

Gea Scancarello
21/09/2010

Sotto accusa la legge sull'immigrazione in discussione all'Assemblea Nazionale.

Il Consiglio d’Europa bacchetta Parigi

Corrispondenza di fuoco tra Parigi e il Consiglio d’Europa, l’organizzazione internazionale che si occupa di temi sociali nel Vecchio Continente. Thomas Hammarberg, commissario per i diritti umani dell’istituzione, ha affidato a una missiva indirizzata al ministro francese Eric Besson la propria disapprovazione nei confronti della nuova legge sull’immigrazione in discussione nell’Assemblea nazionale: «La Francia deve migliorare le misure prese per garantire il rispetto degli immigrati», è l’incipit che non lascia spazio a dubbi.
Due gli aspetti su cui, secondo Hammrberg, sono stati fatti «passi indietro»: il potere dei prefetti di impedire per tre anni a un immigrato espulso di rientrare nell’area Schengen, l’insieme di Paesi europei in cui vige la libera circolazione delle persone; e la decisione di stabilire ogni anno un numero di stranieri da espellere dalla Francia, con un trend di crescita degli allontanamenti costante negli ultimi anni.
Il Consiglio d’Europa critica anche le modalità con cui Parigi esamina le richiesta di asilo politico, definite «frettolose» e frutto di «procedure accelerate», e le condizioni «vergognose e pericolose» in cui vengono alloggiati i richiedenti in attesa di risposta, nonostante l’apertura di nuovi centri di accoglienza. 
Aumentano così le pressioni sul presidente Nicolas Sarkozy, dopo l’impennata della tensione con il resto dei leader internazionali legata ai recenti scontri avvenuti presso il parlamento europeo a causa della decisione da parte delle autorità francesi di rimpatriare forzatamente migliaia di Rom.