Il dialetto dei pipistrelli

Bruno Giurato
16/12/2010

Il noir surreale di Lettera43: la realtà che supera la fantasia.

Il dialetto dei pipistrelli

Uno spettro, anzi molti, si aggirano per le redazioni. Tenendo d’occhio le news abbiamo incontrato casi da antologia dell’assurdo. Una collezione di mostruosità, eccentricità, stranezze mischiate al quotidiano, già non troppo ordinario, della cronaca. Tanto per ricordarci che la realtà supera sempre la fantasia.

Il dialetto dei pipistrelli

Anche i pipistrelli hanno i loro “dialetti”, diversi a seconda della regione in cui vivono. La notizia arriva da un recente studio australiano, che è arrivato alle stesse conclusioni di una ricerca italiana condotta in Abruzzo, Lazio, Campania e Sardegna. Un tassello in più per la ricerca, alla vigilia del 2011, quando partirà l’Anno Onu del pipistrello.
Gli animali utilizzano un sofisticato sistema a ultrasuoni, che serve sia per comunicare, sia per esplorare l’ambiente circostante (ecolocalizzazione), muoversi e cacciare. Uno studio italiano ha mostrato che i pipistrelli sardi parlano una lingua diversa dai simili che abitano nell’Italia peninsulare.
«Secondo la nostra ricerca», ha spiegato Danilo Russo, docente docente di Conservazione della natura all’Università Federico II di Napoli, «il Rhinolophus hipposideros e il Rhinolophus euryale producono “grida ultrasonore” a una frequenza rispettivamente più alta e più bassa di quella impiegata dalle stesse specie che abitano la terraferma».
Secondo l’esperto, «il motivo più probabile è che a differenza dell’Italia peninsulare, in Sardegna abita anche una terza specie, il Rhinolophus Mehelyi, che produce impulsi ultrasonori di frequenza intermedia rispetto a quelle delle altre due. Riteniamo che la frequenza sia caratteristica di ciascuna specie e che serva a riconoscersi fra i suoi appartenenti, un po’ come il colore della maglietta di una squadra di calcio».
Quindi «per evitare sovrapposizioni», ha aggiunto Russo, «è necessario mantenere una sorta di “canale di comunicazione privato”, le due specie sarde, per distinguersi dal “terzo incomodo” che abita nella stessa area, emettono un altro tipo di frequenze».
Insomma, la confusione potrebbe essere pericolosa quando occorre identificare la propria colonia o il proprio partner.

La casa dei sogni di Scampìa

Per drogarsi lontano da occhi indiscreti un gruppo di tossicodipendenti del quartiere napoletano di Scampìa aveva fatto realizzare su un terreno abbandonato una struttura di ferro in cui ritirarsi. All’ingresso del manufatto qualcuno aveva scritto con la vernice spray «La casa dei sogni».

Spacciatore cinofilo scoperto dalla cinofila

Spacciava eroina e droghe sintetiche a numerosi giovani, anche minorenni, portando a spasso il cane. Un giovane di Rovereto, assieme a due presunti complici, è stato arrestato dai Carabinieri dopo che altri cani, quelli dell’unità cinofila della Guardia di Finanza, hanno fiutato e fatto recuperare le sostanze stupefacenti nascoste in casa.
Gli inquirenti avevano notato un via vai di persone nelle abitazioni di due sospetti di 19 e 29 anni. Uno di loro è stato notato mentre consegnava le dosi di droga portando a spasso il suo cane, Axel, sotto casa. Da qui il nome dell’operazione che ha portato all’esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare, disposte dalla Procura di Rovereto, nei confronti dei due giovani.
Nelle abitazioni dei due spacciatori sono stati trovati in tutto 40 grammi di eroina, grazie all’utilizzo dei cani dell’unità cinofila delle Fiamme Gialle di Trento.

Blitz con ruspa, tir e chiodi. Ma il furto fallisce

Un furto della cassaforte dell’Ipercoop di Andria, con l’ingente incasso del fine settimana, è stato sventato dall’intervento di Polizia e guardie giurate che hanno messo in fuga i ladri. I malfattori, per agire indisturbati con un’escavatrice con la quale hanno abbattuto una parete, avevano bloccato con un autotreno la strada d’accesso al centro commerciale e alla vicina autostrada A14, disseminando l’asfalto con chiodi a tre punte.
È stata proprio la presenza del mezzo pesante che impediva la circolazione a determinare la richiesta di intervento alla polizia fatta da alcuni automobilisti. Contemporaneamente è scattato il sistema d’allarme dell’Ipercoop. Al centro commerciale sono confluite pattuglie di agenti e metronotte e i ladri sono fuggiti a mani vuote.

I preservativi in cassaforte

Era rimasto disoccupato e aveva creato una sorta di “impresa del sesso” che era arrivata ad avere un giro di affari di circa 600 mila euro l’anno. In manette, per iniziativa dei Carabinieri di Moncalieri (Torino), è finito Carmelo Moscano, quarantanove anni di Candiolo (Torino).
L’ uomo dal 2004 aveva avviato un giro di prostituzione in strada e in casa nella quale erano coinvolte dieci ragazze alla volta, solitamente italiane. A denunciarlo è stata un’italiana di 34 anni, che si era prostituita per lui fino allo scorso aprile, quando si era licenziata dalla sua “impresa” versando 50 mila euro per la buonuscita. Nonostante questo, Moscano era tornato a farsi vivo pretendendo un versamento di 300 euro alla settimana.
La donna a quel punto si è rivolta ai carabinieri e ha raccontato i meccanismi del funzionamento dell’azienda sessuale. Inizialmente Moscano pretendeva da ogni ragazza 5 mila euro al mese, poi ridotti a 4 mila a causa della crisi economica. L’attività era pubblicizzata su diversi giornali di annunci come «Massaggi per soli uomini». Tutta la “contabilità aziendale” veniva annotata su appositi pizzini che sono stati sequestrati dai Carabinieri a casa dell’uomo, insieme ai contratti d’affitto e a una grande quantità di preservativi custoditi in una cassaforte.

Mazzetta da 10 mila euro in mezzo alle cassate

La mazzetta da 10 mila euro destinata a un funzionario del distretto minerario di Caltanissetta per autorizzare l’apertura di una cava era stata mimetizzata in mezzo alle cassatelle di ricotta. È accaduto ad Agira, piccolo centro della provincia di Enna, dove è è stato arrestato in flagranza di reato Giovanni Panzica, 38 anni.
L’operazione, condotta dalla Polizia di Enna e di Caltanissetta e diretta dalla procura nissena, ha permesso di accertare l’episodio di concussione, di cui era rimasto vittima l’imprenditore che aveva chiesto l’autorizzazione per svolgere l’attività estrattiva. Nonostante non ci fossero motivi che osteggiassero il rilascio del permesso, Panzica aveva invece sollevato una serie di difficoltà, consigliando all”imprenditore di pagare. «Vai ad Agira», avrebbe detto nel corso di una conversazione, «prendi un vassoio di cassatelle, mettici dentro 10 mila euro e me li porti».
Ma l’imprenditore ha deciso di rivolgersi alla Polizia. Così subito dopo la consegna del denaro nel vassoio di dolci il funzionario è stato ammanettato.

La vigilessa maratoneta

È fuggito all’alt intimato da una pattuglia della polizia municipale di Modena, ma non aveva fatto i conti con i polmoni e le gambe di una vigilessa 38enne che aveva perfino partecipato all’ultima maratona di New York. Alla fine di un lungo inseguimento a piedi il ragazzo, un albanese di 18 anni, ha dovuto arrendersi alla resistenza dell’agente.
È successo in via Bellaria. Un’auto, un’Opel Corsa nera, con due ragazzi a bordo non si è fermata all’alt intimato da una pattuglia della municipale. È iniziato così un primo inseguimento in auto, terminato in via Della Pietra. Lì la Opel si è fermata e i due giovani hanno cercato di fuggire correndo.
Forti della loro età, zigzagando lungo le strade, sono riusciti inizialmente a prendere vantaggio sugli agenti. Poi però l’allenamento della vigilessa ha avuto il sopravvento. I due, vista la tenacia della poliziotta, hanno cercato inutilmente di nascondersi in un cantiere dove uno dei due, E.K, albanese regolare, è stato fermato.
Il ragazzo, che ha poi dato agli inquirenti il nome dell’amico che era riuscito a fuggire, è stato denunciato per guida senza patente, possesso di assicurazione falsa e resistenza a pubblico ufficiale.

Evirato dal giovane “suocero”

Prima ha tentato le vie legali chiedendo soccorso alla polizia. Quando poi ha visto che gli agenti non avrebbero potuto aiutarlo, ha deciso di farsi “giustizia” da solo. Helmut Seifert, quarantasettenne di Bielefeld, Germania, non riusciva ad accettare che sua figlia, una ragazza di soli 17 anni, avesse una relazione sentimentale con un uomo molto più grande di lei. Alla fine ha preso una decisione tranchant: si è presentato in casa del cinquantasettenne Phillip Genscher e lo ha evirato con un coltello da cucina.