Il dialogo, questo sconosciuto

Filippo Rossi
21/12/2010

La cronaca che divide il Paese: dagli scontri di Roma alla morte di Padoa-Schioppa.

Il dialogo, questo sconosciuto

Mentre il presidente Napolitano chiede di ascoltare gli studenti, mentre Mario Monti invoca un «ministro per il Futuro», e Dario Di Vico e Maurizio Ferrera avanzano sul Corriere di oggi una «proposta per il dialogo con gli studenti» (perché «una società che aspira a restare nel novero dei grandi paesi industriali deve riuscire a finanziare sia il diritto allo studio sia un’offerta formativa di qualità e in prospettiva deve darsi l’obiettivo di incrementare la spesa per l’istruzione fino ad allinearla a quella dei partner Ue»), il senatore Gasparri, come ci racconta Il Giornale, non demorde.
LA RIVOLTA CONTRO AUTONOMIA OPERAIA. Dopo aver evocato il 7 aprile 1979 (alla faccia del futuro), ha parlato addirittura di “potenziali assassini” nei cortei (alla faccia del dialogo). E secondo il quotidiano diretto da Sallusti «quel che ha detto non è molto distante dalla riflessione del presidente Napolitano»: per la serie “la verità dei fatti”. Intanto, su La Stampa, Mattia Feltri ci ricorda alcune tra le perle del senatore. Se ne contano 16 mila, dalla gioia di Al Qaeda per l’elezione di Obama a Biagi che è «indispensabile come il confetto Falqui», da Rutelli che per il Giubileo «propone cortei di gay ed eroina per tutti» allo scolapasta da inviare a Di Pietro «che risiede in una clinica psichiatrica». Ce n’è per tutti i gusti.
BERLUSCONI E IL SUO UMORISMO. Ma ci sono anche le nuove “barzellette” di Berlusconi, poi smentite come da liturgia, sul patto tra Fini e i giudici: «Gli accordi sotto banco li fa la politica, non noi», risponde alla Stampa il segretario dell’Anm Cascini. E c’è, sempre sul Giornale, l’esegesi di una delle celebri frasi del premier: Pierferdinando Casini è «più bello che bravo» e piace alle signore di una certa età. E, per concludere la carrellata sul quotidiano di famiglia, una sorpresa: non c’è la crisi, anzi «siamo più ricchi di quanto immaginiamo», spiega Marcello Foa.
Sarà. Intanto, però, Bankitalia ci spiega anche che il 10% delle famiglie ha in mano quasi metà della ricchezza del paese, e che si tratta, racconta Repubblica, di «un divario forte e che non dà segni di riavvicinamento: su questo scalino siamo fermi da anni»…
LA MORTE DI PADOA-SCHIOPPA. Chissà quale sarebbe stata l’analisi di Tommaso Padoa-Schioppa. Stefano Feltri e Marco Travaglio lo ricordano sul Fatto: per la frase sulle tasse fu «crocifisso dai berlusconiani di destra e di sinistra», incapaci di capire «che l’Italia uscirà dall’incubo solo quando si pulirà la mente e la bocca dal pensiero unico Mediaset e ritroverà, anzi troverà, un minimo di senso dello Stato, del dovere, della comunità. Padoa-Schioppa l’aveva dentro di sé e ogni tanto ce ne regalava una goccia».
Addio a un servitore dello Stato. Per davvero.