Il fair play di Evo

Redazione
05/10/2010

La partita non presentava esattamente lo stesso pathos di una finale di Champions League, nondimeno tra Movimiento al socialismo e Movimiento...

Il fair play di Evo

La partita non presentava esattamente lo stesso pathos di una finale di Champions League, nondimeno tra Movimiento al socialismo e Movimiento Sin Miedo (senza paura) sono state storie tese in campo.
Si giocava a La Paz, capitale della Bolivia, per l’inaugurazione di un nuovo campo sportivo, il 3 ottobre. Il presidente boliviano Evo Morales, con il numero 10 di ordinanza, quello dei fuoriclasse, è schierato ovviamente tra le file del Movimiento al socialismo.
Morales subisce un fallo duro. Cade, si rialza, trotterella. Sembra che si possa tornare a giocare, quando Evo, vestiti idealmente i panni dell’indimenticabile Pasquale Bruno, approfitta di una fase di gioco fermo per rifilare una ginocchiata dove più fa male al colpevole. Quando si dice l’aplomb presidenziale.