La trama de Il fu Mattia Pascal

La trama de Il fu Mattia Pascal

26 Marzo 2019 09.39
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Il romanzo di Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal, è stato scelto dal ministero dell'Istruzione per le simulazioni della prima prova dell'esame di maturità 2019.

Il protagonista del romanzo, Mattia Pascal, vive a Miragno, un immaginario paese della Liguria. La morte del padre, quando Mattia ha solo quattro anni, è l’inizio del declino per tutta la famiglia. La madre, incapace di gestire l'eredità lasciata dal marito, un facoltoso commerciante, affida la piena gestione del patrimonio a Batta Malagna, un uomo disonesto e senza scrupoli. Mattia e il fratello Roberto, detto Berto, possono vivere di rendita nell’ozio più totale. Ma il tempo della loro agiatezza è destinato a scadere: simulando mese dopo mese cattivi raccolti e problemi di ogni genere, Malagna dilapida infatti il patrimonio della famiglia Pascal e se ne impossessa.

IL MATRIMONIO OBBLIGATO

Quando la moglie muore, Malagna sposa una ragazza di nome Oliva da cui non riesce però ad avere un figlio. L’uomo, attribuendo il fatto alla ragazza, inizia a interessarsi allora alla propria nipote Romilda. Anche Mattia inizia a frequentare la casa di quest’ultima. L’intenzione è quella di intercedere per l’amico Pomino, sottraendo la ragazza a Batta. Ma l’esito finale è ben diverso: il protagonista mette incinta Romilda e poco dopo anche Oliva. Viene smascherato ed è costretto infine da Malagna a sposare sua nipote, andando a vivere in casa della vedova Pescatore.

LA FUGA E LA VINCITA A MONTECARLO

La nuova condizione di povertà in cui si viene a trovare Mattia gli provoca l’odio della moglie e della suocera e la sua vita diviene un inferno. Le due gemelle date alla luce da Romilda muoiono a poca distanza di tempo. Muore anche la madre del protagonista. Mattia si ritrova completamente solo. E, stufo delle continue liti in famiglia, decide di allontanarsi da Miragno non sopportando più di condurre un'esistenza grigia e monotona. Recatosi a Montecarlo, vince una forte somma al gioco. Durante il viaggio di ritorno, legge casualmente la notizia del ritrovamento del “suo” cadavere: in realtà si tratta di un errore in cui sono incorsi i suoi compaesani.

IL SUICIDIO CHE SUICIDIO NON ERA

Mattia Pascal si sarebbe suicidato vicino al molino alla Stia, una sua vecchia proprietà, a causa dei dissesti finanziari e dei lutti familiari. Moglie e suocera lo hanno riconosciuto nel cadavere ritrovato nel fiume e in via di decomposizione. Il suicida, ovviamente, non è Mattia. Ma il suo allontanamento senza preavviso, una vaga somiglianza e una nascosta speranza di vedere l’odiato marito morto per davvero, hanno spinto le due donne a riconoscerlo in un corpo estraneo. Dopo l’iniziale sorpresa, il protagonista del romanza ha una folgorazione: si sente finalmente libero e decide di approfittarne. Si reca quindi a Roma dove si fa chiamare Adriano Meis, intenzionato a iniziare una nuova vita.

L'IDENTITÀ INAFFERRABILE

Ma ben presto viene travolto da nuovi problemi. Come l’impossibilità di avere uno stato anagrafico, una nuova identità, una forma che gli consenta di entrare nella società civile. Non ha una carta d’identità, non può denunciare un furto, non può sposare la ragazza di cui si è innamorato. Tutti questi fattori lo inducono a rassegnarsi e a fingere un secondo suicidio, per rientrare nella primitiva forma di Mattia Pascal. Ma sulla via di casa si accorge di essere ormai per sempre escluso anche da questa possibilità. Perché la moglie, credendosi vedova, si è risposata e si è fatta una nuova famiglia. A lui quindi non resta che recarsi sulla "propria" tomba per portare i fiori al fu Mattia Pascal.

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