Il gas di Cipro fa esplodere la crisi tra Turchia e Ue

Due navi da perforazione turche hanno ripreso a trivellare in una zona di mare contesa tra Ankara e Nicosia. Bruxelles condanna le manovre e pensa a possibili sanzioni. Il ruolo dell'Eni.

10 Luglio 2019 16.28
Like me!

La partita del gas nel Mediterraneo orientale riaccende le tensioni tra la Turchia e l’Unione europea. Le navi da perforazione turche hanno ripreso a trivellare al largo di Cipro in una zona che Ankara ritiene di sua esclusività. L’Unione europea e Nicosia considerano invece le manovre una violazione delle acque territoriali cipriote. Al momento, la Turchia ha due navi da perforazione nell’area – la Fatih e la Yavuz – con diversi mezzi di appoggio impegnate al largo dell’isola

L’UE VALUTA SANZIONI CONTRO LA TURCHIA

L’Ue ha definito l’8 luglio illegittime le trivellazioni turche in cerca di idrocarburi. Ankara ha risposto accusando Bruxelles di non poter «assumere un ruolo di mediatore imparziale» in questa disputa. Il ministero degli Esteri turco ha precisato che la nave da perforazione Fatih ha avviato a inizio maggio le sue attività a Ovest dell’isola e ha confermato che la Yavuz è appena arrivata nell’area offshore a Est e condurrà le sue esplorazioni a partire dai prossimi giorni. L’Alto rappresentante per la Politica Estera Ue Federica Mogherini aveva definito fonte di «grave preoccupazione» le trivellazioni turche al largo di Cipro e «un’ulteriore inaccettabile escalation» l’invio della seconda nave. Il 10 luglio è previsto un incontro delle diplomazie europee a Bruxelles per discutere di eventuali sanzioni contro la Turchia, prima del vertice formale dei ministri degli Esteri del 15 luglio. Anche gli Stati Uniti hanno condannato le recenti manovre turche.

IL CASO DI ENI

Eni, la francese Total e le americane ExxonMobil e NobleEnergy sono tra le principali compagnie che hanno avuto le licenze di trivellazione da Cipro e sono rimaste coinvolte nella battaglia geopolitica con la Turchia. Nel febbraio 2018 la marina militare turca ha bloccato una nave dell’Eni che trasportava una piattaforma di trivellazione ed era diretta verso Cipro per iniziare delle estrazioni su licenza del governo di Nicosia. Dopo due settimane di stallo, la nave ha rinunciato e ha lasciato il Mediterraneo orientale.

«GRAVE IMPATTO SULLE RELAZIONI CON L’UE»

L’Unione europea «chiede alle autorità turche, ancora una volta, di astenersi da tali azioni, agire in uno spirito di buon vicinato e rispettare la sovranità e i diritti sovrani della Repubblica di Cipro in conformità con il diritto internazionale», e ricorda che nelle conclusioni del Consiglio europeo del 20 giugno si sottolineò che «le azioni continue della Turchia hanno un grave impatto negativo su tutta la gamma delle relazioni con l’Ue».

ERDOGAN TIRA DRITTO

Nelle perforazioni nel Mediterraneo orientale, «stiamo facendo i passi necessari nell’ambito legale, e cercheremo di continuare così. Ma se ci troviamo contro azioni illegali, sappiamo come parlare quella lingua. È inaccettabile che chi non ha alcuno diritto in quell’area cerchi di ottenere dei guadagni», aveva detto a inizio luglio il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando con i giornalisti al seguito al ritorno dalla sua visita in Cina. «L’amministrazione greco-cipriota, il cui ingresso nell’Ue è stato losco, cerca di intimidire la Repubblica turca di Cipro del Nord (riconosciuta solo da Ankara, ndr) con il potere che ha acquisito. E anche l’Ue non sta agendo con onestà», ha aggiunto Erdogan.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *