Il governo di Marina

Marianna Venturini
28/01/2011

La compagine futuribile della figlia del Cav.

Il governo di Marina

Le voci sull’ingresso in politica di Marina Berlusconi, presidente di Mondadori e Fininvest, si fanno sempre più insistenti. Colpa del disastro politico e mediatico in cui si trova il padre, travolto dallo scandalo dei festini ad Arcore, mentre il Paese è in balìa del tracheggiamento politico.
La figlia primogenita del premier è da sempre la più ascoltata dal Cavaliere nei momenti di difficoltà e spesso interviene per difendere il padre, con un piglio che col tempo diventa più sicuro e deciso.
Molti osservatori della scena politica italiana hanno avanzato l’ardita ipotesi di un passaggio delle consegne. Insomma, se messo alle strette, Silvio potrebbe anche lasciarle scettro e corona.
Sarebbe il primo caso italiano di successione famigliare al vertice del governo. E Marina Berlusconi diventerebbe la prima donna a salire alla presidenza del Consiglio. Un doppio record.
Ma è possibile ipotizzare la squadra di governo della ‘zarina’, gli uomini e le donne che potrebbero essere al suo fianco per giurare nelle mani del presidente della Repubblica? Se vincesse le elezioni, s’intende.
Ecco il divertissement messo a punto da Lettera43.it: il fantagoverno dell’erede del premier.

Signorini alla Cultura, Bracco al welfare

Al posto di Sandro Bondi al ministero della Cultura, Marina sceglierebbe Alfonso Signorini, il due volte direttore di Chi e Sorrisi e Canzoni, uomo di fiducia della dinastia (leggi l’articolo), arma implacabile della comunicazione Fininvest, che nelle ultime settimane è stato chiamato in soccorso per arginare le sgradite vicende della real Casa.
In questo caso, però, il dicastero dovrebbe trasformarsi in “Cultura e propaganda”, più adatto al tipo di comunicazione di Signorini. Meglio di Bondi e di chi l’ha preceduto, come Francesco Rutelli e Giovanni Melandri, Signorini riuscirebbe a patinare anche i provvedimenti più duri, edulcorando le più pesanti manovre finanziarie.
A proposito di finanziarie, all’Economia troverebbe posto Maurizio Costa, vicepresidente e amministratore delegato della Mondadori. Marina si fida ciecamente di lui e il manager, dopo anni trascorsi sui conti della casa editrice di Segrate, riuscirebbe ad affrontare anche la più temibile contabilità pubblica.
All’imprenditrice farmaceutica Diana Bracco, stimata e rispettata da Marina, sarebbe congeniale il ruolo che adesso è ricoperto da Maurizio Sacconi, il ministero del Welfare.

Benetton alla gioventù, la mamma Carla alla Famiglia

Un altro amico di lungo corso è Alessandro Benetton, che sarebbe perfetto per il ministero della Gioventù. Più istituzionale della ‘pasionaria’ Giorgia Meloni, l’erede della dinastia tessile è tosto e spietato abbastanza per portare avanti le politiche giovanili come fosse in un’azienda trevigiana.
C’è un posto anche per Martina Mondadori, figlia dello scomparso Leonardo, che sarebbe una splendida sostituta di Mariastella Gelmini per l’Istruzione, ministero che attira sempre antipatie e menifestazioni di piazza, perfetto quindi per la giovane dal viso angelico.
Il chirurgo plastico di riferimento di Marina, Angelo Villa, sarebbe adatto alla Sanità. L’uomo che le ha fatto conoscere quello che sarebbe diventato il suo futuro marito, Maurizio Vanadia, e l’ha aiutata nei ritocchi estetici che non ha mai negato, entra di diritto nel primo governo a guida femminile.
Alla madre, Carla Dall’Oglio, potrebbe andare un posto alle Pari opportunità, o meglio, alla Famiglia. Raccolta l’eredità di Mara Carfagna, la discretissima prima moglie di Berlusconi potrebbe risollevare le sorti dei nuclei familiari italiani con il beneplacito del Vaticano.
Il fidatissimo Pasquale Cannatelli, amministratore delegato di Finivest, dopo 14 anni di militanza nella holding berlusconiana sarebbe perfetto per gli Interni.

Spinelli all’Attuazione, Fidel sottosegretario alla presidenza

Al ragionier Giuseppe Spinelli (leggi l’articolo), uomo abituato da  anni ad amministrare in silenzio i beni della famiglia Berlusconi, spetterebbe di diritto il ministero dell’Attuazione del programma di governo. Dicastero senza portafoglio, però. Per una volta Spinelli non dovrebbe gestire movimenti finanziari: una vera novità e forse anche un sollievo per il tesoriere di fiducia del Cavaliere.
E Piersilvio Berlusconi? Impossibile lasciarlo fuori. Al fratello di Marina calza perfettamente il ministero dello Sviluppo economico, con delega alle Telecomunicazioni, il suo vero pezzo forte.
È all’insegna della continuità in questo valzer immaginario il ruolo affidato ad Angelino Alfano, oggi ministro della Giustizia e confermato Guardasigilli anche sotto l’esecutivo della primogenita berlusconiana. Lei lo stima molto e la fiducia è reciproca.
Siccome la presenza di Signorini è buona cosa ma potrebbe non essere sufficiente, i portavoce ideali per il premier potrebbero essere Franco Currò, direttore delle relazioni esterne della Fininvest, e Stefano Folli, editorialista del Sole 24 Ore a cui spesso Marina si rivolge per avere un parere autorevole.
Ultimo, ma non per questo meno importante, Fedele Confalonieri. Il presidente di Mediaset la conosce dalla nascita e la giudica «adattissima al suo ruolo» di manager. Quindi non le farebbe mancare il suo indispensabile sostegno occupando la poltrona di sottosegretario alla presidenza del consiglio. Come il Cavaliere si è avvalso della mediazione di Gianni Letta in tutti questi anni, Confalonieri, detto Fidèl, sarebbe la perfetta eminenza grigia di Marina.
Per gli altri ministeri rimasti scoperti la presidente di Mondadori ha ancora qualche tempo per riflettere. Ma non troppo.