Francesco Pacifico

Il governo impone all'Inps la caccia allo straniero sul reddito

Il governo impone all’Inps la caccia allo straniero sul reddito

Gli extracomunitari che hanno fatto richiesta del sussidio per i disoccupati sono 60 mila su 480 mila. L’esecutivo vuole ridurli. Tridico, nel mirino della Lega, cerca di resistere.

28 Maggio 2019 16.21

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Per il governo sono troppi gli immigrati che percepiscono il reddito di cittadinanza. Sono circa 60mila sui 480mila ai quali finora è stato autorizzato il sussidio. E per la politica questa circostanza implica un duplice problematica. Intanto è sconveniente dopo che la Lega ha imposto ai Cinquestelle tanti paletti per ridurre l’erogazione agli stranieri (la presenza in Italia da 10 anni dei quali gli ultimi due continuativi, l’obbligo di presentare un’attestazione dei loro beni nei Paesi di provenienza controfirmata dai consolati). Poi c’è una questione molto pragmatica è tutta finanziaria: l‘assegno medio per i disoccupati stranieri sfiora spesso la soglia massima dei 500 euro. Troppi, se si pensa che la maggioranza spera di allargare i risparmi a una cifra superiore al miliardo, che già Luigi Di Maio ha rivendicato per il suo decreto famiglia e che il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, e i leghisti vorrebbero utilizzare per ridurre il deficit o congelare le clausole di salvaguardia sull’Iva.

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TRIDICO VUOLE IL MONITORAGGIO PUBBLICO


Nelle prossime settimane – quando entrerà in funzione il sistema dei controlli – l’Inps partirà alla caccia di potenziali abusi. L’ipotesi non piacerebbe al presidente dell’istituto, Pasquale Tridico. Il quale a tre giorni prima delle elezioni voleva anche pubblicare nel monitoraggio giornaliero anche una tabella a parte con il numero e la provenienza geografica dei percettori stranieri del reddito. Pare che per farlo desistere siano dovuti intervenire i massimi vertici del ministero del Lavoro. Ma Tridico è convinto delle sue ragioni anche perché – come gli avrebbero spiegato gli uffici tecnici di via Ciro il Grande – c’è il rischio che l’Inps si ritrovi inondata di ricorsi. Chi tra gli stranieri ha presentato la pratica per ottenere il reddito prima che fosse approvato l’emendamento che impone la presentazione della documentazione vidimata dai consolati si vedrà di fatto riservato un trattamento di vantaggio rispetto a chi ha chiesto il sussidio in seguito. E questa disparità di trattamento potrebbe essere alla base di molti contenziosi aperti dagli extracomunitari, che si sono visti respingere l’erogazione del reddito.

LA LEGA PRONTA A COMMISSARIARE TRIDICO

Intanto, da monarca assoluto dell’Inps, Pasquale Tridico rischia di ritrovarsi come un Re travicello. Il decretone che regola il reddito di cittadinanza, finisce per limitare i poteri del presidente lasciando al futuro consiglio di amministrazione le funzioni più importanti come l’organizzazione della struttura o l’approvazione delle delibere operative. L’economista padre del reddito in questi giorni stava ultimando una riorganizzazione interna con la nascita di quattro nuove direzioni. Ma dall’interno il consiglio di vigilanza e dall’esterno la Lega gli hanno consigliato di riporre i suoi propositi e di aspettare la nomina del Cda. Il Carroccio infatti non avrebbe gradito le ultime mosse del professore che, a dire della Lega, mirerebbero a ritagliarsi un’autonomia degna del migliore Tito Boeri.

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