Francesca Bussi

Il lato intimo di Bruce Springsteen

08 Giugno 2013 06.16
Like me!

L’ultimo libro di Andrea Camilleri e il nuovo romanzo di
Stephen King: due opere destinate a rapida scalata nelle
classifiche di vendita. Ma anche il tennis e Wimbledon raccontati
da Giovanni Clerici, l’autobiografia di Pablo Neruda, i
segreti più intimi di Bruce Springsteen.
Ecco le letture consigliate da Lettera43.it per il
weekend dell’8 e 9 giugno.

Prigioniero di una fede imposta

Come è dura la vita per un giovane del Meridione, alle prese con
un salto generazionale che i suoi genitori non hanno conosciuto e
con i vincoli di una famiglia fortemente religiosa e dalla morale
rigidissima.
Se poi mamma Assunta decide di abbracciare una nuova fede ancora
più restrittiva, trascinando con sé i figli, allora la
questione si fa ancora più complicata.
Ignazio Tarantino racconta la storia di Giuliano, di un ragazzo
che cerca di trovare il proprio posto nel mondo che cambia tra la
fine degli Anni 80 e l’inizio dei 90.
Frenato nella sua crescita, isolato a scuola, senza amici,
incapace di vivere serenamente un amore che nella sua testa
diventa un peccato da espiare, Giuliano è testimone delle
difficoltà e delle inibizioni che la morale religiosa impone
alla crescita degli individui, di un’adolescenza tarpata e
mutilata che ancora adesso è il destino di alcuni ragazzi
italiani.
Perché alcuni tabù sono duri a morire, difficili da abbattere,
e solo una sana e coraggiosa presa di coscienza può liberare i
più giovani dalle paure e dai pregiudizi.

Ignazio Tarantino, Sto
bene.
È solo la fine del mondo, Longanesi, 304
pagine, 14,90 euro.

 

Un altro omicidio per Montalbano

Salvo Montalbano torna con un nuovo caso. E anche stavolta la
soluzione è tutt’altro che scontata. La morte del ragioniere
Cosimo Barletta, playboy e usuraio, sembra davvero
inspiegabile.
Nel suo villino sul mare non ci sono segni di effrazione né i
resti di una colluttazione. Soltanto un colpo alla nuca, sparato
mentre Barletta beveva il caffè seduto in cucina.
Per risolvere il mistero, ancora una volta, Montalbano dovrà
penetrare i più nascosti segreti di una famiglia e di una
comunità.
Ma, ancora una volta, quello di Camilleri non è semplicemente un
giallo ben scritto. Come sempre, tra le pagine del libro,
emergono riflessioni sulla vita e a decadenza della società.
L’animo di un’Italia devastata dalla crisi economica è
perfettamente incarnata nel personaggio del barbone che, privato
di un tetto sopra la testa, fischietta Il cielo in una
stanza
di Gino Paoli. Senza pareti, ma con gli alberi
intorno, lui che in passato aveva vissuto tempi migliori.
La critica sociale è il sale di un racconto che travalica gli
stilemi della narrativa di genere per farsi letteratura
contemporanea.

Andrea Camilleri, Un covo di
vipere
, Sellerio Editore, 271 pagine, 14,90 euro.

 

Hitler ai tempi di Facebook

Cosa potrebbe accadere se Adolf Hitler tornasse ora e vedesse
cosa ne è stato del suo Reich, della Germania, dell’Europa e
del mondo che oltre 70 anni fa aveva tentato di conquistare?
Probabilmente il Führer sarebbe un po’ meno pericoloso e un
po’ più spaesato, dovrebbe fare i conti con le nuove
tecnologie, il boom dei media, una cultura democratica più
solida.
Si troverebbe davanti a una donna che guida la Germania, e non è
difficile immaginare lo sconcerto che ne verrebbe.
L’idea da cui parte il romanzo d’esordio di Timur Vermes
è brillante, così come lo è lo sviluppo e il prodotto finale.
Hitler, la figura del XX secolo che incarna più di ogni altra il
male, diventa goffo e divertente.
Lui fa di tutto per essere credibile, non cerca di nascondere la
sua vera identità, va in tivù, conduce uno show, ma tutti lo
scambiano per un bravissimo imitatore, per un comico-sosia di
straordinario talento.
In un mondo che continua a subire il pericoloso fascino della
demagogia, i mezzi di diffusione (e manipolazione)
dell’opinione pubblica sono cambiati. Una volta si andava in
piazza a sentire un comizio, ora basta un clic del mouse per
mettere ‘mi piace’ su Facebook. E, in questo contesto, il
terribile dittatore degli Anni 30 e 40 suscita ilarità.

Timur Vermes, Lui è
tornato
, Bompiani, 443 pagine, 18,50 euro.
 

Una vita a 200 all’ora

Quando una passione ti attanaglia e ti corrode è impossibile
liberartene. Smessi i panni del telecronista sportivo e indossati
quelli dello scrittore, Guido Meda non è comunque riuscito ad
allontanarsi troppo dal mondo dei motori.
Il suo Il miglior tempo è un’ode alle quattro e alle
due ruote, un’autentica dichiarazione d’amore.
È la storia di un uomo cresciuto tra gli affetti femminili di
mamma, nonne, figlie, sorelle e amiche, e che ha vissuto sempre
con un volante tra le mani e il piede calcato
sull’acceleratore.
Dalla Millemiglia del 1956, corsa su una Fiat 1.100-103 Zagato
alle scorribande per le vie di Milano in sella a un Si 50 della
Piaggio.
Motori e donne, ma in una chiave ben diversa dal solito
stereotipo che li accomuna. Dove il genere femminile diventa
protagonista e fonte di conforto, di serenità, di sicurezza,
facendo da contraltare al brivido e al rischio della
velocità.
Due passioni vere, sincere e sane. La voce del MotoGp si fa
penna, il narratore delle gesta dei campioni si ritrova a
raccontare una storia molto più intima e personale. Un libro in
cui c’è tanto di Meda.

Guido Meda, Il miglior
tempo
, Rizzoli, 427 pagine, 17,50 euro.
 

Il luna park fantasma di King

La pubblicazione di ogni suo libro è un evento. Stephen King
torna nelle librerie (e rigorosamente solo in quelle, perché il
più grande autore contemporaneo di bestseller non ne vuole
sapere di piegarsi alla logica degli e-book) con un altro romanzo
che resta in bilico tra il thriller e l’horror, come nella
migliore tradizione dello scrittore del Maine.
L’avventura di Devin Jones comincia quando scopre di essere
stato tradito dalla ragazza. Col cuore a pezzi e alla ricerca di
qualche soldo per sbarcare il lunario, si fa assumere in un luna
park.
Qui incontra una serie di personaggi bizzarri e particolari, con
i quali nasceranno legami forti di amicizia e collaborazione.
C’è però un mistero che turba la tranquilla routine del
parco giochi: nel Castello del Brivido dimora il fantasma di una
ragazza uccisa quattro anni prima. Uno spirito che è ancora in
cerca della sua personalissima vendetta.
In Joyland, si fondono le tematiche classiche di King e
atmosfere circensi. Al centro di tutto, una comunità con regole
semplici che in qualche modo rievoca la nostalgia di un mondo che
sta sparendo. E l’immancabile elemento di terrore diventa la
ciliegina sull’ennesima torta farcita da Stephen.

Stephen King, Joyland,
Sperling & Kupfer, 351 pagine, 19,90.

 

Il Boss lontano dal palco

Per tutti, compreso il presidente Barack Obama, lui è
semplicemente il Boss. Bruce Springsteen, segni particolari
born in the Usa, è un’icona del rock e un pensatore
contemporaneo che con le sue idee ha influenzato più di una
generazione: un vero e proprio opinion leader.
Della sua vita tra palco e sale d’incisione si sa tutto o
quasi. In carriera ha venduto più di 120 milioni di album,
cavalcando quattro decenni e restando sempre sulla cresta
dell’onda.
Meno noto è il lato più intimo e personale della sua
esistenza.
Peter Carlin l’ha ricostruito attraverso interviste ad amici,
parenti e colleghi di Springsteen, e in un libro lungo e
dettagliato racconta i dolori e le gioie dell’uomo, più che
dell’artista, di un ragazzo che ha saputo innalzarsi dalle
sue umili origini per diventare un protagonista assoluto del XX
secolo, sconfiggendo paure e nemici che avrebbero potuto
stenderlo e cancellare tutti i suoi sogni e le sue ambizioni.
Attenzione: chi cerca il Boss potrebbe rimanere deluso. Perché
stavolta, tra le pagine di questo libro, c’è solo e
semplicemente Bruce.

Peter A. Carlin, Bruce, Mondadori, 515 pagine, 22
euro.

 

Wimbledon, storie di tennis

Da bambino sognava di calcare quell’erba, da ragazzo avrebbe
preso in mano una racchetta e, al termine di un lungo viaggio su
una Fiat Topolino, avrebbe pestato per la prima volta i campi di
Wimbledon.
Gianni Clerici non è mai diventato un fuoriclasse del tennis, ma
della penna sì. Alla fine nella storia di quello sport che tanto
ama c’è entrato non da giocatore ma da cronista. Il più
amato e stimato d’Italia, tra i migliori e più conosciuti in
tutto il mondo.
Ecco perché un libro che raccoglie i suoi articoli riguardo al
torneo sull’erba più bello e importante in assoluto è un
evento imperdibile per ogni appassionato.
Le gesta di Jimmy Connors, Björn Borg, John McEnroe, Roger
Federer e quelle delle sorelle Serena e Venus Williams sono
indimenticabili anche perché hanno trovato un aedo come lui,
capace di cucire il soprannome perfetto per ognuno di loro e
innalzare la cronaca sportiva a mito ed epica.
Wimbledon. Sessant’anni di storia del più importante
torneo del mondo
è un libro che si arricchisce anche dei
profili dei campioni, di annotazioni personali, documenti
fotografici e aneddoti: 722 pagine di emozioni.

Gianni Clerici, Wimbledon.
Sessant’anni di storia del più importante torneo del
mondo
, Mondadori, 722 pagine, 22 euro.
 

La Roma decadente di Sorrentino

Accolto con entusiasmo dalla critica internazionale più che da
quella italiana, La grande bellezza è senza dubbio il
caso cinematografico del momento.
Tra rimandi a La dolce vita di Fellini e riferimenti a
un’attualità decisamente meno esaltante, l’ultimo film
di Paolo Sorrentino racconta la decadenza di Roma e del Paese
intero.
Il libro che contiene la sceneggiatura dell’opera è stato
pubblicato praticamente in contemporanea all’uscita nelle
sale, ed è un’occasione in più per comprendere qualcosa che
può essere sfuggito agli occhi meno attenti.
Estremamente simbolico, La grande bellezza ruota intorno
alla figura di Jep Gambardella, giornalista e scrittore che si è
fermato a un romanzo d’esordio in grado di garantirgli il
titolo di nuova promessa della letteratura contemporanea. Così
brillante da tenere il suo autore imbrigliato in un blocco che
gli ha impedito di dar seguito alla sua opera prima.
Intorno a lui, una città che vive di feste e lusso, e che nello
sfarzo ostentato cela un declino economico e morale
all’apparenza inarrestabile. Un atto d’amore e critica
che merita senza dubbio attenzione.

Paolo Sorrentino e Umberto Contarello, La grande bellezza, Skira, 224 pagine,
15 euro.

 

Berlusconismo, una storia italiana

Di Silvio Berlusconi si è detto e scritto tanto. Dai grandi
successi dell’imprenditore, fino all’ascesa dell’uomo
politico.
Che lo si voglia vedere sotto l’ottica del self made
man
che lui stesso si è costruito con la collaborazione
della stampa amica, o che si preferisca dar credito alle accuse
dei critici più feroci che su di lui hanno gettato l’ombra
della malavita, il Cavaliere ha segnato indelebilmente gli ultimi
20 anni di storia italiana.
Laddove l’uomo diventa corrente di pensiero, finisce
Berlusconi e nasce il berlusconismo. Qualcosa di più di una
dottrina politica, un modo di pensare, uno stile di vita.
Com’è possibile che un uomo solo, per quanto potente, abbia
potuto influenzare le menti degli italiani a tal punto da
cambiare la loro scala di valori?
Giovanni Orsina è convinto che per risalire fino alle cause del
berlusconismo sia necessario «scavare di più per comprendere da
quali fragilità della nostra storia sia scaturito, in quale modo
esso abbia inteso rimediare a quelle fragilità, perché la sua
proposta in quello specifico momento storico sia parsa
ragionevole».
Mentre l’era del Cavaliere non è ancora tramontata, è già
tempo di bilanci, e la storia è forse già pronta per essere
scritta.

Giovanni Orsina, Il
berlusconismo d’Italia
, Marsilio, 239 pagine, 19,50
euro.

 

Vita di Luis Sepúlveda

C’è un luogo, nell’animo di un uomo, in cui nasce la
poesia. Trovarlo non è semplice, perché cambia da persona a
persona, e solo chi conosce a fondo se stesso ne conosce le
coordinate.
Luis Sepúlveda ha deciso di svelare al mondo le sue, raccontando
come un ragazzino che amava il calcio abbia messo via il pallone
e preso in mano una penna per scrivere i primi versi.
L’amore e la passione sono i motori del processo che ha
regalato all’umanità uno dei più delicati autori
dell’epoca contemporanea.
I ricordi di infanzia e d’adolescenza emergono nitidi dalle
pagine di quella che appare a tutti gli effetti
un’autobiografia decisamente poco convenzionale.
Perché Sepulveda non parla solo di se stesso e dello sviluppo
della sua personalità, ma racconta la storia di un Cile
martoriato dalla dittatura, quella di lavoratori sfruttati e di
un ambiente distrutto, di letterati, poeti, scrittori e pensatori
costretti a lasciare il loro Paese perché sgraditi al
regime.
E la sua storia, di come la peggiore ferita infertagli dalla vita
l’abbia portato a viaggiare e conoscere amici come José
Saramago e Tonino Guerra.
Senza alcun rimpianto per le scelte compiute.

Luis Sepúlveda, Ingredienti per una vita di formidabili
passioni
, Guanda, 194 pagine, 14,90 euro.
 

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