Il lavoro? È in libreria

Redazione
09/10/2010

di Ferdinando Cutugno Inquieto. In questo periodo di crisi è così il rapporto tra l’Italia e il lavoro. Voglia di...

Il lavoro? È in libreria

di Ferdinando Cutugno

Inquieto. In questo periodo di crisi è così il rapporto tra l’Italia e il lavoro. Voglia di fuga per chi ci è dentro, rabbia per chi, come stagisti e precari, ci vuole entrare. E la mappa dei libri usciti negli ultimi anni non può che riflettere questo stato d’animo.
Il lavoro è un inferno. Acceca, mutila, piega, umilia. La fabbrica dell’operaio e lo studio del montatore rappresentano la stessa condanna per i protagonisti de Il nemico, piccolo caso letterario di fine 2009 scritto dal “teologo proletario” Emanuele Tonon.
È trascorso un anno. Di lavoro si soffre e si muore ancora e sui muri delle città c’è in questi giorni una campagna del governo per la sicurezza. «Fa che questo momento non resti solo un ricordo», dice uno degli slogan, mentre un giovane imprenditore esulta con gli amici per una partita.

Vademecum per fuggire dalle occupazioni

Scappare e lasciarsi alle spalle ufficio, colleghi, grattacieli, fabbriche. Downshifting, di John D. Drake e Io non lavoro di Serena Bortone e Mariano Cirino, affrontano l’argomento della grande fuga. “Downshift” in inglese vuol dire “scalare marcia”. È un tema che aveva riscosso successo già un anno fa, con Adesso basta, storia raccontata dall’ex manager Simone Perotti che testimonia la sua decisione di rinunciare a soldi, carriera, promozioni, in cambio di una vita calma e libera.
Un tipo di scelta, quest’ultima, che fino a qualche tempo fa era di moda. Articoli, discussioni infinite sul web e sondaggi giuravano: 16 milioni di persone sono pronte a rallentare il loro stile di vita. Downshifting è la guida per chi, dopo aver visto i media usare e poi mollare il tema, vuole davvero provare a scalare marcia. Elementi del corso: convincere se stessi, la famiglia, il capo. Riorganizzare i conti, la casa, gli spostamenti. Ripensare il tenore di vita e le aspettative.
Se downshifting è lavorare meno, Io non lavoro affronta la faccenda in modo più drastico. Il titolo non è un’esagerazione: ereditiere, manager, perdigiorno, artisti senza talento. Non hanno un impiego, non muoiono di fame, sono improduttivi e felici. Non è un manuale, ma un’antologia di storie vere. Non ci sono strumenti, perché le storie dei personaggi sono così anomale da non poter fare davvero testo. Però lasciano una sensazione che senza lavoro, anche nella società italiana, si può vivere. Senza fastidi e senza sensi di colpa.

Stage: manuali di sopravvivenza

Senza downshifter e sfaccendati, l’Italia va avanti lo stesso. Il problema è un altro: giovani, neodiplomati e neolaureati che premono per entrare nelle aziende, negli enti, nelle professioni. Per quasi tutti (500mila ogni anno), il corso di sopravvivenza, accelerato e ineluttabile, si chiama stage. La repubblica degli stagisti di Eleonora Voltolina è un documento e un segnale d’allarme: stage e sfruttamento spesso coincidono. Il libro nasce da un blog di successo, diario di sfoghi di tirocinanti sfruttati, diventato un piccolo manifesto del giovane aspirante lavoratore. Ed è anche una guida: cosa pretendere, cosa rifiutare, cosa accettare.
Un gradino più in alto, o più in basso, ci sono gli Schiavi moderni, come quelli del libro a cura di Beppe Grillo e dei suoi blogger, distribuito sia in libreria che in rete. Un’antologia delle peggiori storie (in tutto sono 400) sul mondo del lavoro in Italia.
Si parte con i precari del call center pagati anche 30 centesimi a contatto, si passa per i cervelli in fuga e si arriva alle finte partite iva. Ogni capitolo è un racconto (e spesso una denuncia) in prima persona. A fare da collante, la prefazione del premio Nobel dell’economia Joseph Stiglitz.
Inizia con: «Caro Beppe, mi arrivano notizie allarmanti dall’Italia» e si conclude così, riferendosi ai giovani italiani: «Ma se li mettete a servire patatine fritte o nei call center, perché spendente tanto per istruirli?».

Viaggio nel mondo dei top executive

I super manager con stipendi a sei zeri: sono loro i colpevoli di tutto questo? È una delle domande di fondo di Manager superstar di Sandro Catani, che da consulente conosce bene il mercato dei top executive delle aziende. Le retribuzioni dei manager sono cresciute a dismisura, al pari di quelle dei calciatori, degli scrittori, dei cantanti.
Il sistema è basato sulla legge della domanda e dell’offerta: una continua rincorsa per accaparrarsi il più bravo. Come se ne esce? Il concetto chiave è responsabilizzazione. Nei confronti di proprietà, azionisti e lavoratori.

Murgias e Fiore: il lavoro nei romanzi italiani

E i romanzi? Il lavoro, dalle storie degli scrittori italiani, appare e scompare, senza riuscire a diventare un tema dominante. Sull’onda del successo di Accabadora, Isbn ripubblica il primo libro di Michela Murgia, Il mondo deve sapere, l’epopea da call center dal quale Paolo Virzì ha tratto il film Tutta la vita davanti.
L’esordio della scrittrice sarda, datato 2006, è ancora uno degli sguardi di narrativa più interessanti sul mercato del lavoro italiano. Un’altra prospettiva interessante è quella di Peppe Fiore. Il suo giovane precario creativo entra nel mondo delle produzioni televisive: la sua psiche ne esce a pezzi. È questo uno dei temi di La futura classe dirigente, esordio del 2009, altro romanzo italiano da riprendere in mano per capire cosa diventa il lavoro nella letteratura italiana.

Nove libri consigliati per saperne di più

Il nemico, Emanuele Tonon. 102 pagine, 14 euro, 2009 – Isbn.

Adesso basta, Simone Perotti. 190 pagine, 14 euro, 2009 – Chiarelettere.

Downshifting, John D. Drake. 200 pagine, 14,80 euro, 2010 – Anteprima Edizioni.

Io non lavoro. Storie di italiani improduttivi e felici, Serena Bortone e Mariano Cirino. 235 pagine, 16 euro, 2010 – Neri Pozza.

La Repubblica degli stagisti, Eleonora Voltolina. 200 pagine, 12 euro, 2010 – Laterza.

Manager superstar, Merito, giusto compenso e diseguaglianza sociale. Sandro Catani 259 pagine 16,60 euro, 2010 – Garzanti.

Schiavi moderni, beppegrillo.it. 309 pagine, 14,90 euro, 2010 – Casaleggio Associati.

Il mondo deve sapere, Michela Murgia. 159 pagine, 9 euro, 2006 – Isbn.

La futura classe dirigente, Peppe Fiore. 404 pagine, 16 euro, 2009 – Minimum Fax.