Il leak a Wikileaks

Redazione
23/12/2010

di Giuliano Di Caro Il quotidiano norvegese Aftenposten, come ha riportato Slate.fr in un articolo del 22 dicembre, ha affermato...

Il leak a Wikileaks

di Giuliano Di Caro

Il quotidiano norvegese Aftenposten, come ha riportato Slate.fr in un articolo del 22 dicembre, ha affermato di essere in possesso di 250 mila file provenienti dall’ultimo leak di Wikileaks. Senza il consenso di Julian Assange. Se confermata la notizia, si tratterebbe del primo leak interno all’organizzazione dell’hacker-giornalista.

20 giornalisti setacciano i file

«Nel corso dei prossimi giorni, settimane e mesi, vaglieremo questa massa di informazioni», ha scritto l’Aftenpostensul suo sito, dichiarando di avere messo al lavoro sui file “rubati” 20 dei suoi giornalisti. Tempi e modi di pubblicazione sarebbero insomma a totale discrezione del quotidiano, contrariamente ai dettami imposti da Assange a New York Times, Guardian, Spiegel, El Pais e Le Monde.  
LA STRATEGIA DI ASSANGE. «La strategia di Wikileaks dall’inizio del Cablegate è stata quella di fornire i cablogrammi a cinque media partner» ha ricordato Slate.fr, «ma obbligandoli a pubblicare i documenti con il contagocce. Finora sono stati in effetti pubblicati solamente 2 mila dei 251 mila 287 cablogrammi in possesso di Wikileaks. Ma il piano di Assange potrebbe essere messo in crisi se veramente l’Aftenposten fosse in possesso di tutti i cablogrammi». Dal quotidiano hanno fatto sapere di sentirsi liberi di pubblicare quando e cosa riterranno più opportuno.
FUGA DI NOTIZIE. Non è dato invece sapere come la testata norvegese si sia procurata il materiale. Erik Almlid, caporedattore del quotidiano, ha spiegato sul sito News in English Norway di non essere affatto preoccupato dalle pressioni americane per evitare la pubblicazione dei documenti. E si è trincerato dietro a un no comment sulle fonti. «Non ho nulla da dire sulla maniera in cui siamo entrati in possesso dei file. Non sveliamo mai le nostri fonti, e dunque non lo faremo nemmeno in questo caso».