Il Lodo Alfano diventa retroattivo

Redazione
19/10/2010

Il lodo Alfano diventa retroattivo. Lo prevede un emendamento al testo del disegno di legge costituzionale per lo scudo alle...

Il Lodo Alfano diventa retroattivo

Il lodo Alfano diventa retroattivo. Lo prevede un emendamento al testo del disegno di legge costituzionale per lo scudo alle alte cariche dello Stato approvato a maggioranza (con 15 sì e 7 no) in commissione Affari costituzionali del Senato. In base al nuovo testo i processi nei confronti del presidente della Repubblica o del presidente del Consiglio, «anche relativi a fatti antecedenti l’assunzione della carica», possono essere sospesi con una deliberazione parlamentare (leggi le considerazioni dei giuristi).
A favore 13 senatori del Pdl e Lega, il senatore finiano Maurizio Saia e il rappresentante dell’Mpa. Contro la modifica è insorta l’opposizione che parla di un «mostro giuridico».
Durissimo il leader del Pd Pierluigi Bersani: «Viaggiamo ai limiti dell’assurdo.Credo che sia indecoroso e vergognoso pensare di procedere a un’assoluzione per via parlamentare e costituzionale». Bersani ha accusato di mancanza di coerenza i finiani, annunciando: «Faremo barricate con tutte le forze che abbiamo». Si è detto indignato Antonio Di Pietro dell’Idv secondo il quale «è stato smascherato anche il finto ritorno alla legalità di Fli che al primo passaggio vero ha appoggiato una norma che garantisce l’impunità al premier. Siamo alla caduta della democrazia e dello stato di diritto».
I finiani tuttavia hanno confermato che anche alla Camera voteranno l’emendamento Vizzini: «Non condivido affatto le polemiche sulla retroattività del lodo Alfano» ha detto Giulia Bongiorno, la presidente della Commissione Giustizia della Camera, «La finalità del cosiddetto Lodo Alfano costituzionale è quella di salvaguardare la serenità nello svolgimento delle funzioni da parte delle alte cariche dello Stato che, ovviamente, potrebbe essere compromessa nel caso in cui non venissero sospesi processi per fatti antecedenti all’assunzione della carica».
Un po’ fuori dal coro Italo Bocchino, trinceratosi dietro a un no comment: «Parlo delle cose di mia competenza e di questa mi occuperò quando verrà alla Camera».
Dal Pdl si è fatto sentire il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri: «Porteremo presto il lodo Alfano in aula al Senato». E il relatore del testo, Vizzini nega che si possa parlare di retroattività: «Il provvedimento non prevede né l’immunità né l’impunità. Non è un’assoluzione, come si vuole far credere. Esso prevede la sospensione del processo non del procedimento giudiziario».  La retroattività del lodo Alfano, commenta al contrario il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, è «una scelta sbagliata». Ma l’Udc ha comunque deciso di astenersi.
A gettare acqua sul fuoco dello scontro il presidente del Senato Renato Schifani che parlando della riforma della giustizia ha affermato: «Si tratta di un testo aperto al contributo di tutti e non è contro la magistratura, ma al servizio dei cittadini». In serata anche il presidente della camera Fini ha avuto un colloquio a questo riguardo con il ministro Angelino Alfano.
E si è fatto vivo anche il Quirinale per ribadire, come già affermato il 7 luglio scorso, che la Presidenza della Repubblica resta sempre rigorosamente estranea alla discussione, nell’una e nell’altra Camera, di qualunque proposta di legge e di sue singole norme, specialmente ove si tratti di proposte di natura costituzionale o di iniziativa parlamentare.