Il nazional-populismo di Lega e M5s non è mai stato così pericoloso

11 Dicembre 2016 13.00
Like me!

La Casta è viva e lotta insieme a noi. Per la Costituzione naturalmente. E ha vinto. Anche le Province lottano. E hanno vinto. Dal Cnel champagne col botto. Il travolgente voto referendario del 4 dicembre ha sorpreso tutti per la volontà di dare uno schiaffo a Matteo Renzi . Troppi elettori hanno problemi seri, è chiaro. A votare 'No' è stata anche la Casta, termine usatissimo da quando venne lanciato nel 2007 e da ultimo scomparso. Indica il nesso tra politici e un’alta burocrazia spesso pagata meglio, in Italia, dei meglio pagati fra i pari grado di ogni Paese. Refrattaria quindi a ogni confronto con l’estero più virtuoso. Guardiana dell’esistente. Borbonica, sostanzialmente.

BEPPE VUOLE CONQUISTARE IL SUD. Ma il mondo borbonico è per Beppe Grillo, da tempo convertito alle tesi neo-borboniche, un faro di civiltà. Il Risorgimento va tutto riscritto. I veri Borboni erano a Nord. Grillo, uno spregiudicato manipolatore aiutato dall’ignoranza propria e altrui, punta sul Sud come serbatoio di voti, è noto, e ne coltiva l’orgoglio. Per Grillo Napoli era «la terza capitale d’Europa». Già, come popolazione. Si arriva così a parlare delle Due Sicilie come del «… terzo Stato più efficiente, moderno e ricco d’Europa». Questa è grossa. Ora, che il Risorgimento scolastico abbia bisogno di qualche riflessione è vero. Ma quelle borboniche non erano terre senza legge? Con l’85% di analfabeti nel 1861 contro il 5-10% di molte altre nazioni europee? Ci sono intere biblioteche a rendere insostenibili le tesi dei neo-borbonici. Tutte da buttare, quindi, da Pietro Colletta a Gaetano Salvemini a Leonardo Sciascia. Tutto sbagliato, dice Grillo. Su che base?

Grillo, uno spregiudicato manipolatore aiutato dall’ignoranza propria e altrui, punta sul Sud come serbatoio di voti

Grillo liscia il pelo anche alla Casta, prima vituperata, e al momento di fatto alleata nella logica gattopardesca del non cambiare nulla per poi cambiare tutto, cioè nulla. Leggersi per favore del professor Roberto Perotti, il terzo e ultimo Don Chisciotte della spending review, il nuovo libro Status Quo. Perché in Italia è difficile cambiare le cose (Feltrinelli, 2016). Della Casta, dovessero vincere alle politiche, i 5 Stelle avranno molto bisogno. Con il voto, dice Beppe Grillo, si è salvata la Costituzione da uno stupro. Ma il drastico ridimensionamento del Senato era un segnale. E la Casta l’ha capito benissimo. Matteo Renzi ha commesso vari errori ormai noti. Ma qualcosa ha fatto. Discutibile la sua riforma costituzionale, ma meglio dell’immobilismo.

IL FRONTE DEL NO HA TRE RICETTE. Da che cosa ora si riparte? Da alcune ricette tanto semplici quanto illusorie. Populismo è parola più che abusata da alcuni anni. In Europa, e in Italia, il termine ha storicamente significati peggiori che negli Stati Uniti, dove ha una sua dignità, e si può dire che sta a indicare soluzioni sempliciotte e istintive, di destra o di sinistra, a problemi complessi (Mussolini era lui in persona il populismo, versione autoritaria, Capo e Duce, facile risposta a tutto. Mietitore, muratore, aviatore). Le ricette del fronte del 'No', dicevamo, al momento sono almeno tre.

SIA LEGA CHE M5S VOGLIONO LA LIRA. Al cuore del grillismo economico c’è il reddito di cittadinanza. Semplice. Lo spiega anche Alessandro Di Battista in un libro ora uscito: rimette in moto l’economia. Se deve rimettere in moto l’economia devono essere cifre notevoli. Per reperirle sarebbe meglio avere la leva monetaria, cioè la lira, ovviamente da sputtanare: per questo Grillo vuole un referendum sull’euro. Il salvinismo della Lega ripone ogni speranza nel ritorno alla lira. Cioè nella svalutazione: questo dovrebbe essere chiaro. Così come chiaro dovrebbe essere il sentiero comune che 5 Stelle e Lega sono destinate a percorrere. Un sentiero di nazionalismo, che è diverso dalla sacrosanta difesa di interessi nazionali. È un sentiero di moneta nazionale, di distacco da regole e costrizioni europee.

Noi però non siamo la Danimarca, grigia ma seria, che è assai più credibile e difende senza fatica il cambio e non ha bisogno di svalutare. Noi senza l’Europa molliamo gli ormeggi. Regole altrettanto stringenti ce le imporranno comunque i mercati, per finanziare il nostro debito. E il nostro diventerà presto un nazionalismo da straccioni. O meglio, da ex borghesi in rovina. Dice il grillino: più in rovina di così? Molto di più, amico, e non hai nemmeno idea di quanto. Leggiti un po’ di Storia, che aiuta.

LA DEMAGOGIA DELLA VERA SINISTRA. Terza ricetta, la sinistra tenace, alla quale anche Pier Luigi Bersani resta iscritto anche se si definisce liberale, in nome «degli ideali della gioventù». La sinistra tenace è sull’Europa meno avventurista, ma resta alla perenne ricerca di quel quid, la “vera sinistra”, che porti alla società più giusta: dopo un secolo circa non l’ha ancora trovato e ora dopo il referendum riprende la ricerca. L’idea di “vera sinistra” ha la stessa funzione salvifica del reddito di cittadinanza grillino e del ritorno alla lira leghista (e grillino). Ma non si capisce che possa fare la “vera sinistra” se non redistribuire reddito; siamo già tuttavia in un sistema ad alta tassazione progressiva e si può rosicchiare poco di più; abbiamo uno spazio notevole nel recupero dell’evasione; ma per recuperare, abbiamo bisogno di riformare la Casta. Che invece ha vinto domenica 4 dicembre nel nome della non riforma, aiutata dalla “vera sinistra” che ha votato 'No'.

LA PATRIMONIALE UTOPICA. Dalla Cgil, Susanna Camusso ripete spesso la richiesta di una patrimoniale. I francesi ce l’hanno. Nessuno le ha ancora spiegato che a parità di reddito, 60 mila lordi l’anno (due single, cosa che rende meno disastroso il caso italiano) paga di sola Irpef più un italiano senza proprietà di un francese con un patrimonio da 1,4 milioni di euro e che somma Irpef e patrimoniale.

Quello che sta avanzando in Italia è, nella versione Lega e pentastellata, un nazional-populismo

Le ricette grilline, leghiste e della “vera sinistra” sono a forti tinte populiste; gli amici della “vera sinistra” si offenderanno, ma è così. Lo stesso Pci, come gli altri partiti comunisti, pur essendo di suo nettamente antipopulista ed elitista, diventava populista nell’uso della sua formula magica che avrebbe creato in poche mosse – proprietà pubblica dei mezzi di produzione e dittatura del proletariato – la superiore società socialista e poi comunista. Promesse immense e facili.

SIAMO ORMAI AL NAZIONAL-POPULISMO. Marco Travaglio vede nel 'No' uno stop stupendo ai poteri forti internazionali «che vorrebbero in Italia uno solo al comando per ordinargli al telefono che cosa deve fare». La congiura demo-pluto-giudaico-massonica non è lontana. Quello che sta avanzando in Italia è, nella versione Lega e pentastellata, un nazional-populismo. La parola nazionalsocialismo è avvelenata, dopo nazismo e fascismo. Ma per i 5 stelle soprattutto, se usata correttamente e senza astio né particolare offesa, non è sbagliata. Adottiamo la nostra soluzione nazionale. Basta con Bruxelles. Torniamo alla lira. Diamo sfogo alla rabbia. Difendiamo i piccoli. Quindi nazionali e socialisti.

L'EUROPA È SEMPRE PIÙ LONTANA. Queste forze preparano un’Italia che molla gli ormeggi con l’Europa. Ormeggi oggi molto precisi e sempre storicamente mantenuti salvo che nel Ventennio, ma mai saldissimi per tanti motivi, anche geografici, e si avventura nel Mediterraneo. L’era del nazionalismo che già ci vide all’avanguardia nel 1921-22 sta tornando. Abbiamo di fronte il Nordafrica e, laggiù, il Medio Oriente. Da sempre borbonici, a modo loro, cioè a nullo o scarso tasso di legalità. Non sarà la Casta a salvarci da quella rotta.

In fondo a Sud e a Sud Est la Casta è ancora più Casta. «In Europa le cripte del nazionalismo sono state riaperte», ammonisce oggi l’ex ministro degli Esteri tedesco Joschka Fischer, «e col tempo scateneranno di nuovo sul continente i loro demoni».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *