Il Pd cerca l’asse col Terzo Polo

Redazione
04/02/2011

Incassata l’approvazione del decreto sul federalismo, il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, aprirà il 4 febbraio alla Fiera...

Il Pd cerca l’asse col Terzo Polo

Incassata l’approvazione del decreto sul federalismo, il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, aprirà il 4 febbraio alla Fiera di Roma l’Assemblea nazionale del Pd. Da un lato dovrà insistere ancora nel suo pressing sulla Lega a mollare Berlusconi, se vuole l’appoggio dei democratici sul federalismo, dall’altro rilancerà il tema dell’alleanza con il Terzo Polo. Lo scopo della convocazione dell’Assemblea nazionale, infatti, è proprio quello di approvare gli ultimi documenti programmatici. Il 4 febbraio verranno votati e discussi gli ultimi documenti, tra cui significativo è quello sui giovani e le politiche familiari, messo a punto dal responsabile Welfare, Beppe Fioroni.
IL PROGRAMMA PER L’ITALIA Da sabato, dunque, il Pd avrà quel ‘programma per l’Italia’ che, ha spiegato Bersani, sarà «offerto a tutte le opposizioni e alla società civile». Con quest’ultima il dialogo è già proficuamente iniziato al Forum sul welfare e a quello sull’economia che hanno elaborato i documenti su famiglia e fisco. Ma a Bersani interessa sopratutto l’apertura di un confronto con le opposizioni, a cominciare dal Terzo polo, cosa possibile se il Pd può mettere sul tavolo delle proposte concrete per «una alternativa a Berlusconi». Insomma se si dovesse andare ad urne anticipate il Pd avrebbe un qualcosa da offrire per far nascere quella ‘l’alleanza repubblicana», rilanciata anche da Massimo D’Alema. Ecco perché è stato commissionato un sondaggio che dimostra come uno schieramento che va dal Partito democratico e arriva fino a Fini e Vendola, passando per Bersani e Casini, avrebbe ottime probabilità di successo sulla coalizione formata da Pdl e Lega.

Il finiano Lamorte non vuole l’alleanza col Pd

Contrario all’idea il deputato finiano Donato Lamorte che annuncia che se ci dovesse essere un’alleanza tra Fli e Pd «mi dimetterò dal Parlamento». In una intervista al Corriere della Sera, ha risposto così alle voci che lo vorrebbero in uscita dal partito di Gianfranco Fini. «Non ho la tentazione di andar via qualora mi trovassi a disagio lo direi a Fini con molta lealtà».
«Da sessant’anni» ha spiegato Lamorte «sono tra Msi e An. Io ero contro certi tipi di unione allora… Quando si è trattato di andare a nozze con il Pdl mi sono adeguato», ma allo stesso tempo «non si può fare un matrimonio tra gay». Nessuno si offenda, «solo una battuta per dire che certe cose non le prendo nemmeno in considerazione. Conosco Nichi Vendola, ci rispettiamo, lo considero un avversario e non un nemico. Ma andare a nozze con lui sarebbe una cosa contro natura, come sposare mia figlia».