Il Pd si mette in piazza

Redazione
11/12/2010

Centinaia di migliaia di persone, militanti e simpatizzanti del Pd, sono scesi in piazza a Roma l’11 dicembre per manifestare...

Centinaia di migliaia di persone, militanti e simpatizzanti del Pd, sono scesi in piazza a Roma l’11 dicembre per manifestare contro il governo, in vista del voto di fiducia previsto martedì 14 alla Camera. Lo slogan della manifestazione è stato: «Con l’Italia che vuole cambiare». Due i cortei che hanno girato per la città e che poi sono confluiti a piazza San Giovanni.
«L’Italia deve cominciare a togliersi il berlusconismo dalla vene, deve scrollarsi di dosso un populismo personalistico, propagandistico e impotente» ha dichiarato dal palco il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. «Lavoreremo fino all’ultimo perché da martedì venga fatto un primo passo su una strada nuova, il segno che si può cominciare a voltare pagina, lavorando come abbiamo fatto fin qui con i nostri gruppi parlamentari e non con le compravendite».
Per il segretario il bilancio di questi anni di governo di centrodestra è disastroso: «Il nostro Paese non è migliorato in niente. Ci siamo visibilmente allontanati dalle nazioni forti dell’Europa». E a proposito del ribaltone di cui aveva parlato il premier, il segretario del Pd ha commentato: «Ha fatto tutto lui e adesso parla di ribaltone? Ha avuto tutto in mano: una maggioranza galattica, una legge elettorale ad personam, il più grande partito d’Italia inventato sul predellino e ora fa la vittima. Lui si è ribaltato lasciandoci il problema che adesso non si ribalti anche l’Italia».

La forza c’è, ora bisogna agire

La crisi politica del centrodestra «c’è ed è senza rimedio» e in ogni caso martedì 14 dicembre «la crisi sarà certificata, non la risolvono con la compravendita di due-tre voti, con pratiche vergognose che fanno arrossire l’Italia davanti al mondo».
Quindi ha annunciato ai militanti: «Siamo pronti ad affrontare politicamente le scelte immediate, già dalla prossima settimana e siamo pronti a darci il passo per un cammino di cambiamento del Paese».
Bersani, spesso criticato per la sua leadership poco carismatica, è stato accolto sul palco da un lungo applauso ed è stato più volte interrotto durante il suo discorso. La piazza ha scandito più volte il suo nome: «Ber-sa-ni, Ber-sa-ni, Ber-sa-ni». Che ha replicato: «qui c’è l’Italia di domani, che ci chiede unità, combattività, di arrivare all’obiettivo per il Paese. La forza l’abbiamo».
Insomma, il Pd si impegna a «mobilitare una vasta area democratica» e «ad avanzare proposte politiche che possano rivolgersi a tutte le forze di opposizione, quelle di centrosinistra e quelle di centro».

Obiettivo: intraprendere una nuova strada

Alla testa del corteo c’erano tutti i dirigenti del Pd, dal segretario Bersani al vice Enrico Letta, dal presidente Rosy Bindi ai capigruppo, Anna Finocchiaro e Dario Franceschini, da Massimo D’Alema a Walter Veltroni. Quest’ultimo ha detto che «l’opinione pubblica più avveduta è consapevole sa che questo è un passaggio molto difficile, pessimo, drammatico della vita nazionale».
Secondo la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, «senza di noi l’Italia non può pensare un cambiamento. Mettere in campo questa forza produce la speranza che riusciamo a liberarci di questo governo si potrà imboccare la strada della crescita».
Enrico Letta è convinto che «l’esperienza di questo governo finirà comunque martedì 14 dicembre. Berlusconi aveva 100 voti di vantaggio e ora cerca di resistere per un voto. Questa maggioranza ha fallito».

Gli auguri di Vendola e i saluti di Diliberto

Alla piazza dei democratici sono arrivati anche gli auguri di Nichi Vendola: «Per la vittoria del centrosinistra contro il berlusconismo». L’Italia dei valori ha partecipato alla manifestazione indetta dal Pd dopo la kermesse bolognese (leggi l’articolo). «È ora di mobilitarsi, di fare sentire l’indignazione del popolo di fronte allo scempio della democrazia che questo governo sta compiendo». Il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha commentato così l’iniziativa del Pd per «ripristinare la libertà e la democrazia in questo Paese».
Per Di Pietro «di fronte a Berlusconi che usa tutto il suo potere e tutti i suoi soldi per comprare i voti che gli servono, solo i ciechi possono mettersi a fare conti di bottega e stare lì col bilancino per vedere se una manifestazione è del loro o di un altro partito».
«Le forme di protesta sono contro questo regime», ha detto ancora Di Pietro, «e devono avere sempre una grande partecipazione. Non è il momento delle differenze e competizioni nell’opposizione. L’unica competizione è contro chi ha ridotto questo Paese e le sue istituzioni in ginocchio».
Per l’ex magistrato di Mani Pulite, dunque, «la prima urgenza in Italia è mandare a casa il governo e il presidente del Consiglio, che anche in questi giorni sta facendo enormi danni al nostro Paese e alle nostre istituzioni».
Al termine della manifestazione, il presidente del gruppo Italia dei valori al Senato, Felice Belisario, ha chiesto «un patto forte tra Idv e Pd serve a ridare speranza all’Italia» per «dare l’ultima spallata a un governo di mercanti che fa della corruzione politica un’arma per devastare il Parlamento».
In piazza anche il neoportavoce della Federazione della Sinistra, Oliviero Diliberto, e Cesare Salvi. In particolare Diliberto ha detto: «Siamo qui per portare un saluto e per creare unitariamente un’alternativa a Berlusconi».