Il Pdl delle fondazioni

Marianna Venturini
11/10/2010

Il leader è uno ma correnti e pensatoi non si contano più.

Il Pdl delle fondazioni

Ci vuole mappa, bussola e ottimo senso dell’orientamento per non perdersi nell’universo delle fondazioni che affollano il Popolo della libertà. Se il partito è unico all’esterno, all’interno si moltiplicano le correnti, in un continuo intreccio di personaggi e idee. Dietro ogni sigla ci sono associazioni e movimenti di diversa natura che costituiscono piccole realtà più o meno forti all’interno del partito unico voluto da Silvio Berlusconi. Ma una costante c’è: la parola «libertà», tra le più gettonate per la nascita di nuove correnti interne.

Tutti pazzi per la libertà

Il capogruppo al Senato del Pdl, Maurizio Gasparri, dette vita nel 2007 a Italia Protagonista, che raccoglieva l’eredità politica della vecchia corrente di An, Destra protagonista, in cui si riconoscevano lo stesso Gasparri e il coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa. A maggio 2010, all’indomani della direzione nazionale del Pdl che ha sancito la frattura tra i due cofondatori, Berlusconi e Gianfranco Fini, ha varato una nuova iniziativa per smarcarsi dall’ex leader di An: La nostra destra nel Pdl.
Il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, nel gennaio del 2010 ha tenuto a battesimo la sua Fondazione della libertà per il bene comune. Sempre in ambito ex An, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nel 2003 aveva inaugurato la sua fondazione Nuova Italia che adesso punta a trasformare in una rete di circoli diffusi sul territorio.
Quattro ministri berlusconiani doc, Franco Frattini, Mariastella Gelmini, Mara Carfagna e Angelino Alfano, hanno dato vita a Liberamente con la supervisione di Mario Valducci, presidente della commissione trasporti della Camera.
Valducci, allo stesso tempo, gestisce anche dei Club della libertà, da non confondere con i Promotori della libertà, che fanno capo al ministro Michela Brambilla, nati alla vigilia delle amministrative dello scorso marzo per sostenere il lavoro del premier e del governo.

Nel partito unitario c’è spazio per tutti

Berlusconi ha sempre dato spazio al movimentismo, a partire dai Circoli della libertà lanciati nel 2006 sempre su iniziativa dalla Brambilla e trasformati poi nei Promotori della libertà, che dovrebbero organizzare l’esercito dei giovani volontari incaricati di spiegare le buone ragioni del leader.
Altra cosa sono poi gli Amici della libertà, lanciati nel 2008 da uno dei fondatori di Forza Italia, l’ex ministro della Giustizia Alfredo Biondi.
Un vortice che ha coinvolto, indirettamente, anche Comunione e Liberazione: da una parte ci sono i formigoniani di Rete Italia dall’altra la fondazione Costruiamo il futuro di Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera.
I socialisti del centrodestra berlusconiano si sono a loro volta suddivisi tra la Fondazione Craxi di Stefania Craxi, Riformismo&Libertà di Fabrizio Cicchitto e i RiformistiEuropei di Carlo Vizzini. Intanto il ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta presiede l’associazione Free foundation.
Poi c’è la fondazione Cristoforo Colombo, promossa dall’ex ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e lanciata nell’agosto 2010 per rilanciare la figura politica dell’esponente ligure caduto in disgrazia dopo le sue dimissioni.
I maggiorenti berlusconiani del partito hanno tutti una sigla di riferimento, come la Fondazione Magna Carta di Gaetano Quagliariello, corredata dal sito internet L’Occidentale edal Predellino, giornale on line di Giorgio Stracquadanio.
Per finire con i Circoli del buon governo del senatore Marcello Dell’Utri e la fondazione ResPublica che ha il ministro Giulio Tremonti alla guida del comitato scientifico coordinato da Angelo Maria Petroni, Carlo Secchi e Lanfranco Senn.