Il Popolo dei magistrati scende in politica

Umberto Brindani
03/02/2011

Il nuovo movimento dei pm e il ricordo di un bunga bunga ante litteram.

Il Popolo dei magistrati scende in politica

Bisogna ammettere che il vero scoop di giornata è annegato in un taglio basso a pagina 7 del Fatto Quotidiano. Si tratta di un pezzo di Giorgio Bocca pubblicato nel 1985 (sì, 26 anni fa) sulla rivista Frizzer. Parla di una specie di proto bunga bunga. Sentite un po’: «A quanto mi ha raccontato una mia amica, persona in tutto degna di fede, il dottor Silvio Berlusconi, il famoso proprietario delle tivù private più importanti e di numerosi giornali a grande tiratura, come il famigerato Tv Sorrisi e Canzoni, organizza periodicamente a casa sua delle “seratine televisive”. (…) Un gioco di società che il geniale imprenditore piduista ha inventato per sé e per i suoi fidati amici. Il gruppo, riunito come in un racconto del marchese De Sade davanti alla tivù, sceglie ogni sera, tra presentatrici, ballerine e showgirls dei programmi di Retequattro, Italia1 e Canale 5, quelle che dovranno essere chiamate a soddisfare le voglie dei presenti in un crescendo di situazioni viziose. (…) Programmi specificamente allestiti, come Viva le donne, M’ama non m’ama, Drive In, assicurano il giusto flusso di carne fresca per il “divino Silvio”…».
Beh, se era satira, era ben congegnata, diciamo. E se era un «pezzo serio», come dicevano quelli di Cuore, i magistrati di Milano sono in ritardo di circa un quarto di secolo.

Fra il poco bunga bunga campeggia la gravidanza di Ruby

In realtà, oggi è una giornata di stanca sul fronte delle notizie bunga  bunga, a meno di non voler considerare l’indiscrezione di Oggi, nella sua edizione online (ripresa dai più importanti quotidiani) sul fatto che Ruby sarebbe incinta di due mesi e si sta per sposare con il suo (presunto) fidanzato ufficiale (che è Luca Risso, non Berlusconi).
Sui giornali domina «l’appello del Colle»: «Basta scontri», dice Napolitano. «Il premier si allinea» (La Stampa). «Sì del premier all’appello del Colle» (Corriere della Sera). «Berlusconi: errori di tutti» (Il Messaggero).
FERRARA DOCET. Il tono del momento lo dà Il Foglio di Giuliano Ferrara, tornato di prepotenza a lavorare come spin doctor del presidente del Consiglio: «Ritorno alla politica», titola il quotidiano dei foglianti. «Berlusconi, tornato a fare politica a pieno regime, incassa qualche non magro risultato», scrive l’Elefantino: «Un Cav che non si comporti solo da indagato o da imputato in uno scontro frontale dagli effetti paralizzanti con le procure, e che non solo sia ma appaia anche il capo di un governo che abbia iniziativa politica, risulta efficace, e non potrebbe essere altrimenti».
UNA SVOLTA MODERATA. È Repubblica a spiegare la svolta del premier: «Per far dimenticare il Rubygate, Ferrara guida la svolta moderata: a Palazzo Chigi il direttore del Foglio e Gianni Letta impongono toni soft, sconfiggendo i falchi Verdini e Ghedini» (e, aggiungo io, le falche Brambilla e Santanchè). Insomma, vista la mala parata, Berlusconi ora prova a fidarsi di Ferrara e Letta, indossando i panni dello statista ma, come al solito, esagerando un po’ con le promesse: «Darò una scossa all’economia, farò crescere il Pil del 3-4 per cento». Cioè. «Più Pil per Tutti», come già commenta qualche vignettista.
Conoscendolo, non resisterà per molto tempo, si accettano scommesse su quanto ci metterà peer tornare ad attaccare i giudici, i comunisti e i giornalisti. Vabbè.

L’Egitto e le scelte di cronaca dei Tg

Su tutti i giornali in primo piano la crisi egiziana, anche per dare ragione a Napolitano che ha tirato le orecchie ai Tg («Troppa cronaca nera, poca politica internazionale»). Minzolini ha colto la palla al balzo, per ricordare che il Tg1, nel giorno di Ruby, ha aperto sulla Tunisia: «Avevamo capito l’importanza di quello che stava accadendo», ha detto il Direttorissimo con l’aria di chi ci crede.
Altre ‘buone notizie’. «Il reddito familiare cala: è la prima volta dal ’95» (Corriere). E a perderci di più è stato il Nord, per fortuna che c’è la Lega al governo. Sempre dal Corriere: «Tre milioni di auto senza assicurazione»: si tratta di un dato reale ottenuto confrontando le banche dati di Aci e Ania.
IL PARTITO DEI PM. Il Giornale e Libero, al solito, fanno corsa a sé. Entrambi titolano a tutta pagina sul nascente movimento ‘Per legittima difesa’, che scenderà in piazza il 13 febbraio. Il Giornale: «Nasce il partito dei pm». Libero: «Santoro fa un partito».
Però l’aria di neomoderatismo che soffia dalle parti di Palazzo Grazioli riesce a placare perlomeno Belpietro: «Confesso: fino a ieri ho sospettato che per il Cavaliere fosse giunta l’ora di congedarsi. Ora però ho quasi la certezza che Berlusconi ce la farà anche stavolta e che il copione scritto da magistrati, questurini e girotondini finirà esattamente come tutti gli altri messi in scena negli ultimi anni, vale a dire con un pernacchio». Ora non resta che avvertire anche Sallusti, che apparecchia la solita prima pagina da battaglia (bugie, odio, assalto finale, forcaioli, ecc. ecc.) e forse non si è accorto che la nuova linea è: via la mimetica, tutti in doppiopetto.