Il popolo di Silvio c’è

Delia Cosereanu
12/12/2010

A Milano e Roma le manifestazioni a sostegno del governo.

Il popolo di Silvio c’è

Due giorni prima del voto di fiducia al governo di martedì 14 dicembre, a Roma e Milano si sono dati appuntamento i sostenitori del presidente del Consiglio. «Tutti con Berlusconi per l’Italia» è stato il messaggio che ha riunito, nel palazzo dei Congressi dell’Eur a Roma l’intero stato maggiore del Pdl laziale. A Milano invece sono state piazza del Duomo e la sede provinciale del partito i luoghi della manifestazione a sostegno del governo, parallela alla kermesse della capitale.
Applausi quando, all’inizio dell’adunata romana, è stato trasmesso il video del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, già diffuso l’11 dicembre dal sito, rivolto ai promotori della libertà. Entusiasmo del pubblico per i passaggi in cui il premier si è detto sicuro che avrà la fiducia. «Non credo che ci saranno tanti parlamentari così ingenui da accordarsi ai pifferi del terzo polo». Presenti alla manifestazione i capogruppo di Camera e Senato Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, il vicepresidente della Commissione Europea Antonio Tajani, Sandro Bondi e Giorgia Meloni, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e la governatrice Renata Polverini.

Cicchitto: «Finiani, utili idioti del centrosinistra»

A scaldare gli animi ci hanno pensato le parole di Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera del Pdl e presente al Palaeur: «I finiani non rifonderanno il centrodestra, e se mantengono questa posizione andranno a fare gli utili idioti del centrosinistra. Fini sta in una posizione di assoluta rigidità, adesso i moderati di Fli devono decidere se rimanere collocati con l’area di centrodestra o se andare con Fli. Futuro e libertà unirà i voti con quelli del Pd e dell’Idv, cambiando totalmente di campo e vanificando l’ipotesi paradossale che ho letto, cioè che loro vogliano rifondare il centrodestra» (leggi la notizia).
Sulle ultime trattative per salvare il governo dal naufragio (leggi l’articolo) Cicchitto ha risposto polemico. «È indegna la demonizzazione dei parlamentari che vogliono si mantenga questa legislatura. Berlusconi ha già detto che noi non facciamo passi indietro, ma due passi avanti e puntiamo a far sì che si voti la fiducia».
Per la presidente della Regione Lazio Renata Polverini, invece, «il Lazio può essere un modello» per risolvere la crisi di governo: «Abbiamo una maggioranza che rappresenta anche l’Udc e La Destra. Credo che allargare e fare una coalizione ampia significhi fare non solo una sommatoria di valori, ma una capacità di sintesi politica».

Alemanno risponde su parentopoli

Resta in campo, intanto, il tentativo di mediazione delle colombe di Fli e Pdl, che l’11 dicembre hanno scritto a Berlusconi e Fini proponendo un patto senza dimissioni del premier, ma con l’impegno a cambiare la legge elettorale. Per il sindaco di Roma Gianni Alemanno è la strada giusta.
«Spero che la mediazione delle colombe sortisca degli effetti, che ci sia la fiducia e che il governo vada avanti, naturalmente costruendo un patto di legislatura e prendendo degli impegni. L’importante è che Berlusconi abbia la fiducia per andare avanti, sarebbe sbagliatissimo in questo momento andare al voto, creare una crisi al buio».
Il sindaco ha anche parlato delle presunte assunzioni illecite, uno scandalo che sta investendo le municipalizzate capitoline (leggi). «Chi è stato assunto illegalmente deve lasciare il posto di lavoro», ha dichiarato. Acclamato dai suoi sostenitori, Alemanno ha «assunto un impegno» a introdurre «regole nuove». «Dobbiamo imporre concorsi in ogni contesto pubblico in cui si assume. Da gennaio per la prima volta avremo norme così ferree che neppure l’ultimo degli assunti potrà avere l’ombra del dubbio sulle sue spalle».

A Milano, dal palco del Duomo alla provincia

Anche sul palco di Milano, davanti al Duomo, si sono succeduti i big del partito, mentre nella sede della provincia i supporter hanno aspettato invano la telefonata promessa dal premier (leggi la cronaca).
«Dopo quello che abbiamo visto in questi due anni, credo che il nostro movimento potrebbe tranquillamente chiamarsi non solo Popolo della libertà ma anche Popolo della sopportazione». È stato questo l’affondo di Laura Ravetto, sottosegretario ai rapporti col Parlamento. «Abbiamo stravinto tutte le competizioni politiche, dal Fondo monetario all’Europa ci dicono che siamo stati bravi, eppure ogni volta siamo costretti a dimostrare di essere maggioranza e di essere i più capaci».
Guido Podestà, presidente della provincia di Milano, ha poi ironizzato su uno “strano bacillo” che si anniderebbe negli uffici della presidenza della Camera. Un «virus della sfiducia» che, secondo Podestà, ha colpito non solo Gianfranco Fini, ma prima di lui anche Pier Ferdinando Casini.
Sui possibili scenari del dopo voto di fiducia, il presidente della provincia non ha escluso nessuna ipotesi, compresa quella di elezioni anticipate: «Credo avremo la maggioranza sia al Senato sia alla Camera. Una maggioranza che, però, sarà risicata e quindi dovremmo essere pronti ad affrontare anche un’eventuale nuova stagione elettorale».

La Russa apre al dialogo con l’Udc

Fiducioso sul risultato del voto di martedì 14 dicembre anche il ministro della Difesa e coordinatore nazionale del Pdl, Ignazio La Russa: «Non sono appassionato di numeri ma sono certo che martedì avremo più voti delle sinistre, di Casini, di Rutelli e di Fli, non solo al Senato ma anche alla Camera». E non ha escluso neanche che dopo quella data, la maggioranza possa allargarsi all’Udc. «Non ho mai chiuso la porta a chi in buona fede vuole contribuire a rafforzare il governo», ha dichiarato La Russa.
In particolare, per quel che riguarda il partito di Casini, La Russa ha sottolineato che i punti di divergenza più profondi sarebbero legati alla questione della leadership, che portò i centristi nel 2008 a rompere l’alleanza con il centrodestra, e quelli legati alle legge elettorale e al principio del bipolarismo.
«Superati questi problemi» ha assicurato La Russa, «non ci sono ostacoli insuperabili con Casini, e dopo tutto sia il Pdl sia l’Udc sono nel partito popolare europeo: quindi discuteremo con chiunque voglia rafforzare questo governo».
Proprio durante l’intervento del ministro si è creato un momento di tensione tra il pubblico del Pdl per la presenza di un presunto provocatore. Nessun grido di contestazione, ma qualche comportamento non gradito da partecipanti all’iniziativa ha fatto scattare l’intervento delle forze dell’ordine per allontanare l’indesiderato. È stato lo stesso La Russa, interrompendo il suo discorso, a rivolgersi al presunto provocatore con epiteti poco gentili. «L’Italia è sempre gravida di un cretino in ogni sua piazza», ha detto.
Il ministro della Difesa ha poi tenuto a precisare che le manifestazioni del 12 dicembre non sono una risposta a quella del Pd di Piazza San Giovanni (leggi la cronaca della manifestazione). «Questo era l’ultimo fine settimana prima del voto», ha detto l’esponente del Pdl, «e abbiamo dato a tutto il nostro popolo l’opportunità di manifestare cercando sempre di evitare momenti di contrapposizione. Non ci interessa confrontarci con i resti di quello che fu la gloriosa sinistra italiana, ora ridotta a brandelli. Anche soltanto contrapporsi a loro sarebbe un modo per aiutarli». Ad applaudirlo, Maurizio Lupi, il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla e il sottosegretario all’Attuazione del programma Daniela Santanché.

Moratti ringrazia Tremonti per l’Expo

Prima di La Russa, sul palco era stata la volta del sindaco di Milano, Letizia Moratti, che ha difeso a spada tratta l’azione dell’esecutivo: «Questo è il governo che il Paese ha votato e quindi deve andare avanti». «Da milanese», ha detto il primo cittadino, «dico grazie per tutto quello che il governo Berlusconi ha fatto per Milano». (leggi la notizia delle contestazioni al sindaco in occasione della commemorazione della strage di Piazza Fontana).
Parole di elogio sono state poi rivolte ai sostenitori, in verità non numerosissimi, accalcati ai piedi del palco allestito accanto alla Rinascente: «Voi siete l’Italia più bella, l’Italia positiva che crede nel progresso e che vuole costruire serenamente il suo futuro e incarnate quei valori che Berlusconi ci ha indicato: il valore della persona, il principio che la persona viene prima dello Stato, il valore della famiglia, il valore del merito e della sussidiarietà».
Moratti ha infine ringraziato, uno a uno, tutti i ministri e, in particolare, Giulio Tremonti «che ha consentito di mantenere a Milano l’esposizione universale che porterà migliaia di posti di lavoro».
Il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, anima dei Promotori della Libertà, ha tracciato un bilancio particolarmente positivo sulla partecipazione alle iniziative che il Pdl ha messo in campo in tutta Italia a sostegno del governo. «La nostra mobilitazione sta andando molto bene», ha detto, «i cittadini stanno firmando in massa perché vogliono sostenere il governo Berlusconi e difendere il loro voto da quei giochi di palazzo che vorrebbero toglierglielo». Incitando il pubblico ai piedi del palco, Brambilla ha assicurato che martedì il governo conquisterà la fiducia in entrambi i rami del Parlamento. «Il 14 avremo la fiducia e andremo avanti l’unico che può traghettare l’Italia in questo momento così difficile è Silvio Berlusconi».