Il presidente alla prova del Natale

Redazione
25/12/2010

da Berlino Pierluigi Mennitti La prima volta è sempre un evento. Così il discorso presidenziale alla nazione è diventato in...

Il presidente alla prova del Natale

da Berlino

Pierluigi Mennitti

La prima volta è sempre un evento. Così il discorso presidenziale alla nazione è diventato in questo Natale tedesco occasione di curiosità, al di là della consuetudine e dell’ufficialità. Christian Wulff è da 6 mesi il presidente della Repubblica. In Germania, alla sua figura rappresentativa è riservato il discorso di Natale, quando il Paese si stringe attorno ai focolari domestici. La cancelliera invece di solito compare sugli schermi alla vigilia di Capodanno, quando i tedeschi iniziano a far propositi per l’anno nuovo. Natale è il tempo in cui tutti si sentono più buoni, Capodanno quello degli impegni concreti.
UN NATALE DI CONFRONTO. Questa volta, però, l’attenzione non sarà riservata solo alle parole e ai pensieri, necessariamente ecumenici, del presidente. Si spingerà, come suol dirsi, dietro le quinte per osservare i modi e le scenografie, scrutare le differenze col passato, scoprire le novità che il nuovo inquilino di Schloß Bellevue vorrà introdurre, consapevoli che la moderna democrazia mediatica fa dell’apparenza una componente altrettanto importante del contenuto.

I preparativi mediatici e il “debutto” di Wulff

Del discorso si sa già molto. L’ufficio stampa presidenziale ha anticipato i punti salienti e i vari quotidiani li hanno diligentemente riportati. Ci torneremo in seguito. La Süddeutsche Zeitung si è occupata invece innanzitutto delle novità scenografiche che i tedeschi potranno scoprire la sera del 25 dicembre. E rispetto al suo predecessore, l’ex direttore del Fondo monetario internazionale Horst Köhler, Wulff non pronuncerà il discorso seduto dietro la scrivania ma in piedi, rigorosamente di fianco alla bandiera nazionale e all’albero natalizio addobbato, circondato dai 200 cittadini che pochi giorni fa hanno partecipato a un ricevimento allo Schloß Bellevue.
UN DISCORSO MENO DISTACCATO. Una bella differenza rispetto all’algida scenografia prediletta da Köhler, che vorrebbe enfatizzare il punto centrale del ragionamento di Wulff, mirato a rafforzare i valori di solidarietà e tenuta sociale. Ci si chiede se questa apertura alla gente comune, chiamata a riflettere un rinnovato rapporto fra cittadini e politica, sarà una costante degli appuntamenti natalizi di Wulff o è stata un’eccezione di questa sua prima uscita. E se le scenografie cambieranno, a seconda dei contenuti dei discorsi futuri.

La società tedesca: sempre più multietnica e lontana dalla politica

Per quest’anno, comunque, il presidente ha voluto affrontare due temi che hanno segnato il dibattito pubblico in Germania e che, in qualche modo, si legano fra di loro: la complessità di una società sempre più multietnica e il crescente disincanto mostrato dai cittadini verso la politica. Il primo tema, rimasto a lungo coperto da una sorta di pudore, è esploso a settembre con la pubblicazione del contestato libro di Thilo Sarrazin sul futuro della Germania, a suo dire minacciato dalla mancata integrazione delle comunità immigrate turche e musulmane. E il secondo tema ha in qualche modo segnato la stessa tormentata elezione di Wulff al vertice delle istituzioni tedesche. L’opinione pubblica gli preferiva l’ex dissidente della Ddr Joachim Gauck, candidato delle opposizioni socialdemocratica e verde, proprio in quanto simbolo di un modo diverso, più diretto e coinvolgente, di interpretare i rapporti pubblici. E anche i membri della speciale assemblea, deputati al voto, hanno avuto bisogno di tre scrutini per raggiungere una maggioranza che in partenza era largamente scontata.
APERTURA AGLI STRANIERI. Wulff si è speso da lungo tempo, come presidente del Land della Bassa Sassonia prima e nelle sue prime uscite presidenziali poi, per le battaglie sull’integrazione, rimarcando all’interno della Cdu una linea di apertura verso le comunità immigrate. E, come ha riportato la Süddeutsche, il 25 sera insisterà su questo punto, proprio nel giorno della fesività più importante per il mondo cristiano: «Abbiamo modi di vita diversi, che differiscono a seconda della nostra origine, religione, educazione e dei nostri desideri di felicità», dirà Wulff «e affinché una società così variegata come quella tedesca possa mantenersi unita abbiamo bisogno di rispetto, e innanzitutto del rispetto verso colui che è diverso da noi. E anche di riconoscenza verso quello che fa».
UN APPELLO ALLA SOLIDARIETÀ. Sul rapporto cittadini-politica, il presidente ha invitato tutti a «impegnarsi nelle battaglie civili», sostenendo anche che «chi dà tanto riceve tanto e che chi si spende per il prossimo vive anche più a lungo». Un elisir di lunga vita, dunque, da bere tutto d’un fiato invece che attendere sempre l’intercessione della politica: «Lo Stato, nell’ambito delle sue competenze, può intervenire per aiutare chi si trova in difficoltà. Ma al singolo spettano alcuni gesti che sono caratteristici dell’umanità, infondere coraggio al proprio vicino, dargli una pacca sulle spalle, tendergli la mano».